Pastoral e Vida Religiosa

 

P. Gaetano Parolin, Consigliere Generale Responsabile del Segretariato

P. Rovilio Guizzardi, rappresentante dell'area sudamericana

P. Domenico Ceresoli, rappresentante dell'area Australasia

Fr. Gioacchino Campese, rappresentante dell'area nordamericana

P. Gildo Baggio, rappresentante dell'area europea

 
 

DOCUMENTI

I incontro del Segretariato Generale della Vita religiosa e la Pastorale
Roma, 5 – 8 Luglio 1999

II incontro del Segretariato Generale della Vita religiosa e la Pastorale
Roma, 11 – 14 Luglio 2000

I incontro della Commissione Interprovinciale Mass - Media
Roma, 14 – 16 Gennaio 2003

 


VERBALE DEL I INCONTRO

(Documenti)

In apertura dei lavori, il Superiore Generale P. Luigi Favero ci presenta le seguenti indicazioni:

·         Le direttive del documento capitolare del 1998 devono essere il punto di riferimento della riflessione e del lavoro del Segretariato;

·         Il Segretariato è invitato a formulare delle proposte concrete da presentare all’Assemblea dei Superiori Maggiori di ottobre 1999 su:

a) i due convegni congregazionali auspicati dal capitolo;
b) la formazione permanente
c) il triennio di accompagnamento dei missionari giovani;
d) i settori specifici e gli incontri di settore

·         Per quanto riguarda la spiritualità scalabriniana é ora di ripensare la nostra specificità a partire dalla relazione con i tre grandi temi di Cristo, la Chiesa e la Trinità;

·         Un altro tema da trattare é quello del Giubileo: come organizzare la celebrazione del Giubileo dei migranti il 2 di giugno a Roma con la collaborazione di tutta la Congregazione.

Per seguire i suggerimenti del Superiore Generale, che invita a trattare innanzitutto le proposte più operative, il programma dei lavori viene leggermente variato. Si inizia con la organizzazione dei due convegni congregazionali, cui seguiono la formazione permanente, i settori specifici e gli incontri di settore, per finire con le tematiche da proporre alle assemblee provinciali e per gli incontri formativi.
Non manca un momento di chiarimento circa la funzione e il ruolo del Segretariato della Vita religiosa e della Pastorale. Si concorda nel considerarlo un gruppo di lavoro al servizio della Direzione Generale che collabora anche al processo di animazione a livello di congregazione e di area.

1. INCONTRI DI CONGREGAZIONE

Uno dei mandati particolari che l’XI Capitolo Generale affida al Segretariato durante questo sessennio, esplicitato nel numero 18b del documento capitolare, é la organizzazione di due incontri di Congregazione:

a) La presenza e il ruolo degli Scalabriniani negli organismi ecclesiali;
b) Parrocchie e Missioni rette da Scalabriniani.

A. La presenza e il ruolo degli Scalabriniani negli organismi ecclesiali

Per quanto riguarda l’incontro congregazionale su "La presenza e ruolo degli scalabriniani negli organismi ecclesiali" il Segretariato propone:

·         L’obiettivo principale è l’analisi de "L’apporto specifico degli organismi ecclesiali diocesani, nazionali e internazionali alla pastorale migratoria: Strategie – Metodi – Risorse.

·         L’obiettivo secondario, strettamente legato al primo, riguarda "Il rapporto mandato – comunità: che appoggio può dare la Congregazione ai confratelli che lavorano in organismi ecclesiali e che cosa può offrire l’esperienza di questi confratelli in ritorno alla Congregazione".

·         Partecipano a questo incontro tutti gli Scalabriniani che lavorano ufficialmente in organismi ecclesiali diocesani, nazionali e internazionali che si occupano di pastorale migratoria. Un primo calcolo dei confratelli che lavorano in questo apostolato in tutte le aree in cui é presente la Congregazione é di 40-45 missionari.

·         In preparazione a questo incontro di Congregazione si organizzano incontri a livello di area degli Scalabriniani impegnati in organismi ecclesiali. Questi incontri sono organizzati e gestiti dai rappresentanti di area del Segretariato con l’appoggio delle rispettive Direzioni Provinciali e dei confratelli impegnati in questo apostolato specifico. Gli incontri di area si svolgono durante il primo semestre del 2001. Hanno lo scopo di promuovere lo scambio di esperienze e il dibattito tra i partecipanti, in modo da poter già formulare risposte adeguate alle esigenze di questo settore. Si auspica infatti che questi incontri previ possano terminare con un documento, da presentare a mo’ di relazione di area all’incontro di Congregazione. Il confronto a livello di area serve inoltre ad evitare il pericolo che questa presenza scalabriniana specifica rimanga isolato o marginalizzato all’interno della Congregazione.

·         L’incontro di Congregazione si celebra durante il secondo semestre (settembre o ottobre) del 2001, come proposto dalla Direzione Generale.

·         Il Segretariato suggerisce che questo incontro abbia luogo in America Latina. La scelta geografica é motivata dal fatto che nell’area latinoamericana si concentra il maggior numero di confratelli impegnati in questo settore.
Le tre opzioni presentate circa il luogo particolare dove si terrebbe l’incontro sono in ordine di precedenza: Buenos Aires, San Paolo, e Rio Grande.

·         L’incontro di Congregazione sarà coordinato dallo stesso Segretariato con l’appoggio dei missionari del luogo che svolgono il loro ministero negli organismi ecclesiali. La durata dell’incontro sarà di quattro giorni effettivi di lavoro con il fine settimana dedicato a contatti con la realtà locale.

B. Parrocchie e Missioni rette da Scalabriniani

La discussione sull’incontro "Parrocchie e Missioni rette da scalabriniani" ha generato le seguenti considerazioni:

1.      Il titolo suggerito dal capitolo rischia di farci ripetere il convegno sulla missionarietà scalabriniana già svoltosi nel 1991. Fare un convegno sulle parrocchie e missioni scalabriniane, che sono la base fondamentale del ministero della congregazione, vuol dire fare un convegno molto generico sulla pastorale scalabriniana.

2.      L’intento originale per il quale era stato suggerito questo incontro durante il capitolo del 1998 sembrava quello di una seria riflessione sulle parrocchie territoriali rette da missionari scalabriniani. La diversità dei contesti in cui siamo presenti ci potrebbe far correre questi due rischi opposti:

              a) legittimare posizioni che si vogliono mettere in discussione;
              b) de-legittimare arbitrariamente una parte importante dell’apostolato degli scalabriniani.

3.      La diversità dei contesti in cui siamo presenti rende ancora molto difficile trovare un denominatore comune sul quale imperniare questo incontro in modo che dia risultati che interessino a tutti.

A partire da queste considerazioni iniziali, il Segretariato presenta le seguenti proposte:

·         E’ opportuno specificare ulteriormente il tema e l’obiettivo di questo secondo incontro voluto dal Capitolo Generale, riprendendo la sua intuizione originale e restringendo la tematica a: Criteri di validità della presenza scalabriniana in una parrocchia territoriale. Vogliamo chiarire fin dall’inizio che questo convegno non vuole essere un incontro di tutti i confratelli che lavorano nelle parrochie territoriali, ma un convegno sulla validità della nostra presenza nelle parrocchie territoriali, che quindi esamina e verifica la nostra presenza in questo settore pastorale.

·         Le rispettive aree trovano le maniere più adeguate ed efficaci per prepararsi a questo convegno. In preparazione allo stesso il Segretariato s’impegna a preparare e distribuire un questionario a tutti i confratelli che lavorano in parrocchie territoriali che aiuti a focalizzare ulteriormente gli obiettivi del convegno.

·         L’incontro si svolge durante il primo semestre del 2003, come suggerito dalla Direzione Generale.

·         Il luogo indicato dal Segretariato per questo incontro é l’Australia per la varietà di posizioni pastorali e soprattutto per l’esperienza locale di parrocchie territoriali che si stanno trasformando in parrocchie multietniche, favorite da una storia non così sedimentata come in altre aree geografiche dove é presente la Congregazione.

·         La durata del convegno è di quattro giorni effettivi di lavoro, con il fine settimana dedicato a contatti con la realtà locale.

·         Il tetto massimo di partecipanti al convegno é di 50 persone. I partecipanti non devono essere necessariamente i parroci, anzi raccomandiamo che tra gli scalabriniani che partecipano a questo incontro ci sia una sana proporzione tra quelli che hanno una lunga esperienza in questo settore e i confratelli che sono relativamente nuovi al ministero nelle parrocchie territoriali.

·         Ogni provincia manda cinque rappresentanti che dovranno essere eletti da tutti i membri della provincia. Ogni provincia, per favorire il processo elettorale, fornirà in anticipo a tutti i suoi membri una lista dei confratelli che lavorano in questo settore.

2. LA FORMAZIONE PERMANENTE

a) Valutazione del corso di formazione permanente scalabriniana tenuto a Piacenza nel mese di giugno 1999 (DC n. 32a.)

Una valutazione iniziale del primo corso di formazione permanente scalabriniana organizzato a Piacenza lo scorso giugno mette in risalto il gradimento che il corso stesso ha incontrato da parte dei confratelli che vi hanno partecipato. La verifica individuale e comunitaria, fatta con i confratelli stessi, documenta ampiamente la validità del mandato capitolare e l’impostazione del corso. Si tratta di apportare solo qualche miglioramento nella struttura logistica ed al programma, ma il successo di questo primo corso ci incoraggia a continuare con rinnovato impegno questa esperienza di formazione permanente durante i prossimi anni.
Si chiede però ai Superiori Provinciali di preparare un quadro di partecipazione dei confratelli ai corsi di formazione permanente a Piacenza per tutto il sessennio, in modo da garantire una programmazione più tranquilla.

b) Impostazione dei corsi di formazione permanente scalabriniana a livello di area (DC n. 32 b.)

La riflessione sul mese di formazione permanente a livello di area geografica è ancora agli inizi: alcune province hanno già stabilito i segretariati provinciali della vita religiosa e della pastorale e hanno già avuto un primo incontro orientativo, mentre altre si stanno organizzando.

·         L’area europea sta definendo il segretariato regionale della vita religiosa e della pastorale e s’impegna fornire quanto prima un programma di formazione.

L’area sudamericana presenta una proposta che coinvolge le tre province sudamericane in un progetto di formazione permanente comune. Tutti i religiosi partecipano durante il sessennio ad un corso di 10 giorni organizzato per fasce di età (giovani, mezza età e terza età) ed un corso di 20 giorni aperto a tutti. Tutti i corsi sono ripetuti tre volte in luoghi e tempi diversi. I tempi e i luoghi dei corsi di 20 giorni sono già definiti: 2001 a San Paolo, 2002 a Guaporé e 2003 a Buenos Aires. La proposta dovrà essere ulteriormente discussa, particolarmente per quanto riguarda le tematiche e gli aspetti operativi, ma le tre province hanno già dato il loro consenso di massima.

·         L’Area nordamericana presenta la proposta della provincia San Giovanni Battista, frutto di una consulta della base fatta durante l’assemblea provinciale del 1999. La proposta non è ancora stata discussa con la provincia di San Carlo Borromeo. Il mese di formazione permanente in area prevede la partecipazione ad una settimana per fasce di età, e a due corsi di 10 giorni aperti a tutti i religiosi organizzati alternativamente dalla provincia San Carlo Borromeo e la provincia San Giovanni Battista a partire dal 2001. Tempi e modalità di realizzazione saranno concordati quanto prima.

·         L’area Australasia propone in linea di massima 2 corsi di formazione permanente della durata di un mese ciascuno durante il sessennio. Uno sarà organizzato in Asia e l’altro in Australia. Si prevede di tenere quello australiano nel 2002, in occasione del 50mo anniversario della presenza scalabriniana in Australia e del 20mo anniversario di presenza nelle Filippine. Si vuole approfittare di questo anniversario non solo per celebrare, ma anche per riservare un momento di ascolto e di verifica della nostra presenza in Australasia che privilegi la rilettura storica della presenza scalabriniana, la riflessione e la visione per il futuro. Saranno invitati esperti non scalabriniani per favorire il confronto anche con una lettura esterna sulla presenza e il ministero svolto dalla nostra congregazione in Australasia.

c) Programma provinciale triennale di formazione per i giovani religiosi

Il n. 34 del Documento capitolare così recita: "Ogni direzione provinciale assicuri che i giovani religiosi, durante i primi tre anni di vita missionaria, usufruiscano di un programma provinciale di inserimento e di accompagnamento".
Per quanto riguarda la problematica dell’inserimento e accompagnamento dei giovani confratelli nei primi tre anni di vita missionaria, il segretariato presenta alle province le seguenti considerazioni, in vista della stesura di un vero e proprio programma provinciale così come lo auspica il numero 34 del documento capitolare:

·         Non bisogna coinvolgere subito e completamente i giovani missionari nel ministero pastorale. Bisogna dare lo spazio necessario ad uno studio approfondito della lingua e della cultura, della storia della stessa provincia e della realtà ecclesiale locale.

·         Il primo inserimento nella provincia é cruciale. Per questo il missionario nella sua prima destinazione deve essere inserito in una comunità formata e fraterna, con un superiore locale che sappia fare da guida e maestro al giovane confratello. In questa prima destinazione la provincia più che delle proprie urgenze deve tener conto della persona del giovane missionario alla sua prima esperienza pastorale.

·         Bisogna istituzionalizzare un incontro annuale dei confratelli nei primi tre anni di vita missionaria in tutte le province. Questo incontro servirà per condividere le esperienze e per fare una verifica con lo stesso superiore provinciale o con un missionario scalabriniano ufficialmente incaricato dal superiore provinciale.

·         Il superiore provinciale deve accompagnare con premura fraterna e particolare questi giovani confratelli con visite frequenti alle comunità dove stanno svolgendo il loro ministero.

·         Il superiore locale garantisca lo spazio necessario ai giovani confratelli per continuare la propria formazione teologica e intellettuale in modo da non cadere nel rischio di abbandonare questo campo con la scusa di dedicarsi totalmente al ministero pastorale.

·         Si dovrebbero consultare altre congregazioni religiose per vedere se hanno programmi di questo tipo per i loro giovani missionari in modo da poter imparare dalla loro esperienza.

3. SETTORI SPECIFICI DELLA MISSIONE E PREPARAZIONE

Il n. 30 del Documento capitolare dice: "Allo scopo di assicurare il personale necessario in settori specifici della missione, i Superiori provinciali indichino i religiosi da assegnare ad essi per una congrua preparazione. La Direzione generale si renda garante della loro preparazione e assegnazione".

Il Segretariato propone la seguente tipologia dei settori in cui opera la congregazione:

- Pastorale giovanile;
- Promozione vocazionale;
- Formazione: iniziale e permanente;
- Missioni etniche e cappellanie;
- Mezzi di comunicazione sociale;
- Centri studi;
- Presenze in organismi ecclesiali di emigrazione;
- Centri di accoglienza e di prima assistenza (Casa del Migrante);
- Laici: movimento giovanile scalabriniano, federazione di associazioni laicali, movimenti laici scalabriniani, programma di animazione giovanile migratoria;
- Parrocchie territoriali;
- Apostolato del mare;
- Opere socio-culturali: case per anziani, asili per bambini, scuole, ospedali, orfanatrofi;
- Missioni volanti;
- Centri di spiritualità;
- Centri di pastorale migratoria;
- Santuari;
- Presenza in organismi socio-politici;
- nterventi in situazioni d’emergenza;
- Unità mobili d’intervento (ipotesi);

All’interno di questi settori in cui la congregazione opera, definiamo come "specifici" quelli che esigono un curriculum formativo specializzato a livello congregazionale e a livello di provincia. Questa definizione di settori "specifici" va intesa in modo puramente funzionale. Il seguente elenco di settori "specifici" che hanno una valenza congregazionale si basa sul n.50 del documento capitolare:

- Promozione vocazionale;
- Formazione;
- Centri studi;
- Mezzi di comunicazione sociale;
- Organismi ecclesiali di emigrazione;
- Istituti di specializzazione teologico-pastorali.

Il Segretariato ritiene opportuna la definizione di iter formativi per ognuno di questi settori a respiro congregazionale. Invita inoltre ogni provincia ad individuare quei settori a livello locale (come per esempio le case per anziani, i centri di accoglienza, etc.) che esigono un iter formativo specializzato e contestualizzato che la direzione provinciale definirà e garantirà.

4. INCONTRI DI SETTORE

Il n. 20 del Documento capitolare dice: "Siano favoriti raduni di settori particolari, per lo scambio di esperienze pastorali e di animazione a vari livelli".

Riteniamo che i due incontri congregazionali previsti dal Capitolo per il prossimo sessennio sono già più che sufficienti. Altri incontri di settori si lasciano all’iniziativa delle singole province o aree geografiche.

5. TEMATICHE CONGREGAZIONALI

Il Segretariato precisa che non intende determinare i temi dei convegni e delle assemblee che spettano alle istanze istituzionali, ma unicamente di proporre alcune tematiche che aiutino la riflessione comune a sostegno del progetto missionario previsto dal Capitolo XI, da tenersi a vari livelli (incontri, assemblee , ritiri, esercizi spirituali, etc).
Le tematiche individuate, relative alle dimensioni fondamentali del nostro carisma, sono le seguenti:

Comunità

- Comunità come luogo di riconciliazione;
- Comunità come memoria e sapienza (la risorsa degli anziani e le sfide     dell’invecchiamento);
- Comunità come luogo di accoglienza, di relazione e dell’incontro con l’Altro.

Missione

- Il rapporto tra comunità e mandato missionario;
- La comunione come origine e meta della missione;
- La pastorale interetnica e interculturale.

Spiritualità

- L’ospitalità come spazio d’incontro;
- Il cammino come esperienza di fede e solidarietà;
- Da Babele a Pentecoste: le diversità come spazio di comunione.

Il Segretariato ritiene necessario e si impegna ad elaborare una breve presentazione delle suddette tematiche qualora esse vengano approvate dall’Assemblea dei Superiori Maggiori. Successivamente il Segretariato e le Province solleciteranno contributi, articoli, sussidi e bibliografie da parte dei confratelli per l’approfondimento di queste tematiche.

6. VARIE

a. Proposta di terminologia comune

- Locale: comunità e superiore locale
- Zonale: più comunità locali nella stessa provincia
- Provinciale: si riferisce ad una provincia
- Inter-Provinciale: si riferisce a due o più province
- Area: ambito geografico già definito (Nordamerica, Sudamerica, Europa, Australasia)
- Regione: termine giuridico della nuova struttura di governo europea

b. Iniziative per il Giubileo dei migranti

Il Giubileo dei Migranti, in programma per i giorni 1 e 2 giugno 2000, prevede nel pomeriggio del 1 giugno una celebrazione penitenziale, in lingue diverse, nelle varie basiliche romane. Nella mattinata del 2 giugno sarà celebrata in Piazza S. Pietro la Solenne Messa Giubilare, cui seguiranno la Festa del Migrante (fino alle ore 19.00) ed il Concerto Internazionale (20.00 –21.30). Nel corso della Festa e del Concerto ci sarà spazio per testimonianze e performances di gruppi folcloristici etnici.
Compito della Congregazione sarà quello di portare a Roma "i volti e la voce dei più poveri tra i poveri", per caratterizzare il Giubileo dei Migranti con la presenza dei "figli della miseria e del lavoro", ad attestare che "l’anno di grazia" è anzitutto per loro, percheé essi stessi se ne facciano banditori tra i loro fratelli.
L’ospitalità in Roma per queste persone (80 circa) può concretamente essere assunta quasi per intero da organismi ecclesiali. Occorre però attivare le varie Case dei Migranti, i Centri di Pastorale Migratoria, gli Apostolati del Mare, i Cappellani delle varie collettività etniche, i direttori della pastorale migratoria a livello diocesano o nazionale, per proporre concretamente l’invio a Roma di questi pellegrini particolarmente significativi.

All’incontro erano presenti:

- P. Gaetano Parolin cs, Consigliere responsabile del Segretariato;
- P. Rovilio Guizzardi cs, rappresentante dell’Area Sudamericana;
- P. Gildo Baggio cs, rappresentante dell’Area Europea;
- P. Domenico Ceresoli cs, rappresentante dell’Area Australasia;
- Fr. Gioacchino Campese cs, rappresentante dell’Area Nordamericana.

 


VERBALE DEL II INCONTRO

(Documenti)

1.             Tematiche congregazionali: modalità di preparazione e diffusione

 Il Segretariato generale ha già preparato e tradotto nelle quattro lingue ufficiali della congregazione (spagnolo, portoghese, inglese e italiano) le prime due tematiche:

 La comunità come luogo di riconciliazione

Il rapporto tra comunità  e mandato missionario

Il Segretariato prende atto della riflessione già iniziata sulle due tematiche preparate.  Decide di inviare ai provinciali il dossier completo con le 4 traduzioni perché siano messe a disposizione di tutti i confratelli nella lingua preferita.  Invita inoltre i provinciali a promuovere e continuare la riflessione soprattutto a livello di incontri comunitari e di zona allo scopo di coinvolgere tutti in un dibattito che riguarda tematiche di fondamentale importanza per il cammino della Congregazione.  Sollecita inoltre i confratelli e le comunità che lo desiderano a mettere per iscritto le loro riflessioni e a trasmetterle al rappresentante di area del Segretariato in modo da arricchire l'approfondimento continuo di questi temi.  I rappresentanti di area e tutti i confratelli sono invitati a raccogliere ulteriori elementi bibliografici più facilmente reperibili nei loro contesti locali. Il Segretariato si propone di raccogliere e pubblicare ad uso interno una edizione finale di tutti i testi relativi alle tematiche.

Per quanto riguarda la preparazione delle altre sette tematiche proposte dal Segretariato e approvate dall'Assemblea dei Superiori Maggiori del 1999, ognuno dei membri del Segretariato generale s'incarica di preparare le seguenti schede di riflessione:

2000
 La comunità come luogo di riconciliazione
Il rapporto tra comunità e mandato missionario
(già preparate e tradotte)

 

2001
 
La comunione come origine e meta della missione (G. Parolin)
L'ospitalità come spazio d'incontro (G. Campese)

 

2002
La comunità come memoria e sapienza (G. Baggio)
Il cammino come esperienza di fede e solidarietà (D. Ceresoli)

 

2003
La pastorale interetnica e interculturale (G. Baggio)
La comunità come luogo di accoglienza, di relazione e dell'incontro con l'Altro (D. Ceresoli)

 

2004
Da Babele a Pentecoste: le diversità come spazio di comunione (R. Guizzardi)

 L'incaricato spedirà la prima bozza agli altri membri per eventuali suggerimenti e idee in vista della redazione finale.

 

2.  Corso di formazione permanente scalabriniana a Piacenza

Riscontriamo ancora una volta i giudizi decisamente positivi dei confratelli che hanno partecipato a questi corsi. Si esaminano alcuni problemi relativi alla partecipazione e all'informazione previa al corso.  Ribadiamo la necessità di una migliore programmazione ed organizzazione. In collaborazione con le Direzioni provinciali e Regionale i rappresentanti  di area del Segretariato si impegnano a completare i quadri della distribuzione dei partecipanti per i prossimi corsi e a verificare che a tutti i confratelli interessati arrivi l'informazione puntuale e diretta.   Anche per quanto riguarda la partecipazione dei relatori non scalabriniani si pone il problema di reperirli e contattarli per tempo in modo da non avere sorprese all'ultimo momento.

3.  Corso di formazione permanente  scalabriniana di area

Le diverse aree stanno già preparando i corsi di formazione permanente di area:

·        L'area Australasia ha programmato due corsi di tre settimane ciascuno da celebrare in aprile 2002 nelle Filippine, in occasione del 20mo anniversario della presenza scalabriniana in Asia, e in Ottobre 2002 in Australia in occasione del 50mo anniversario della presenza scalabriniana in Australia.

·        L'area nordamericana ha programmato quattro corsi di dieci giorni ciascuno che si celebreranno in febbraio 2001 a Miami, in ottobre 2001 a Chicago, in febbraio 2002 a Los Angeles, e in ottobre 2002 a New York.  I corsi di Miami e New York saranno dedicati al tema della Missione, e quelli di Chicago e Los Angeles saranno dedicati al tema della Comunità.  Il tema principale di ognuno dei corsi sarà affrontato da cinque prospettive diverse: migratoria, biblica, ecclesiale, religiosa e scalabriniana.  Per ognuna di queste prospettive si stanno già contattando relatori competenti.  A questi quattro corsi possono partecipare indistintamente i membri delle due province nordamericane.  Per completare i 30 giorni di formazione permanente di area richiesti dal Capitolo 1998, a questi quattro corsi generali si aggiungeranno corsi per fasce di età: giovani, che è già una tradizione ventennale nell'area nordamericana, mezza età e terza età.

·        Nell'area sudamericana sono in programma tre periodi di formazione permanente della durata di 20 giorni ciascuno, ai quali potranno partecipare indistintamente i membri delle tre province: dal 16 luglio al 4 Agosto 2001 a Sao Paolo, dal 15 luglio al 3 agosto 2002 a Guaporé, dal 14 luglio al 2 agosto 2003 a Buenos Aires.  La provincia ospitante sarà anche la responsabile principale della gestione del corso.  A questi periodi comuni di formazione si aggiungerà un periodo di 10 giorni di formazione permanente per fasce di età.  Per i confratelli anziani quest'ultimo periodo si organizzerà a livello provinciale, mentre per i confratelli giovani e di mezza età si organizzerà a livello interprovinciale.

 

4. Incontro annuale dei confratelli nei primi tre anni di vita missionaria

·        Nell'area Australasia i confratelli nei primi tre anni di vita missionaria, essendo il numero ridotto, s'incontrano nella tradizionale riunione annuale dei religiosi giovani.  I religiosi nei primi tre anni di vita missionaria rimangono sotto il diretto accompagnamento e supervisione del superiore provinciale.

·        Nell'area nordamericana le due province hanno già scelto due religiosi per accompagnare i confratelli nei primi tre anni di vita missionaria con il titolo di vicario dei religiosi giovani.  Nella provincia di San Carlo Borromeo il vicario è Padre Alvirio Mores e nella provincia San Giovanni Battista il vicario è Padre Gerardo Garcia.  C'è già stato un primo incontro di questi confratelli nell'ultima riunione tradizionale dei giovani religiosi delle due province in Novembre del 1999 a Ciudad Juarez, Messico.  Durante questo incontro i confratelli hanno discusso le modalità di comunicazione tra di loro, e hanno deciso si tenere il loro incontro annuale in concomitanza (prima o dopo) la riunione annuale dei religiosi giovani che quest'anno avrà luogo a Boston in Novembre.

·        Nell'area sudamericana si stanno programmando incontri a livello provinciale e interprovinciale. Il 28-29 Luglio ci sarà un incontro interprovinciale in concomitanza con l'assemblea interprovinciale delle tre province sudamericane.  Ogni provincia sta studiando la modalità di accompagnamento di questi giovani confratelli e la nomina di un incaricato ufficiale. Si facilita e si promuove la loro partecipazione alle assemblee e ritiri annuali. I superiori provinciali si stanno impegnando ad accompagnare da vicino questi giovani confratelli.

 

5. Organizzazione dell'incontro di Congregazione La presenza e il ruolo degli Scalabriniani negli organismi ecclesiali

 Proponiamo che l'incontro si svolga dal 5-11 di Novembre 2001 a Buenos Aires. I giorni effettivi di lavori saranno dal 6-9 di Novembre per dedicare il fine settimana a contatti con le realtà migratorie locali.

Saranno invitati a partecipare tutti i confratelli che hanno una nomina ufficiale di coordinamento di uffici o organismi di pastorale migratoria a livello diocesano, interdiocesano, nazionale e internazionale. A partire da questo criterio si prevede la partecipazione di una sessantina di persone inclusi i relatori e i membri del Segretariato generale.  I Superiori Maggiori decideranno la loro eventuale partecipazione.

Il Segretariato generale propone il seguente programma:

6 Novembre

Mattino

1ª Relazione: Le sfide delle migrazioni a livello socio-politico nel mondo odierno

2ª Relazione: Le linee portanti del carisma scalabriniano che devono inspirare i confratelli che lavorano negli organismi ecclesiali

Pomeriggio: Gruppi di studio misti

7  novembre

Mattino

1ª Relazione: La risposta della chiesa alle sfide delle migrazioni
2ª Relazione: Modalità di lavoro negli organismi ecclesiali

Pomeriggio: Gruppi di studio misti

 8 novembre

Mattina

Due relazioni di area di 45 minuti ciascuna con domande

Pomeriggio

Due relazioni di area di 45 minuti ciascuna con domande

9 novembre

Mattina

Gruppi di studio per area

Pomeriggio

Assemblea Plenaria

Come si nota nel programma, i rappresentanti di ogni area devono preparare una relazione, da presentare all'incontro, in cui descrivono il contesto in cui lavorano e le attività che stanno svolgendo.  Questo richiede un serio lavoro di preparazione previo al convegno di Buenos Aires.  I partecipanti di ogni area si dovranno incontrare almeno una volta prima dell'incontro di Congregazione.  Le modalità e l'agenda di questi incontri saranno coordinati dal rappresentante di area del Segretariato.  Per questi incontri di area di preparazione all'incontro congregazionale di Buenos Aires proponiamo la seguente griglia:

·                Descrizione del contesto migratorio in cui si opera: flussi e politiche migratorie

·                Descrizione del proprio mandato

·                Descrizione delle strutture di pastorale migratoria della chiesa locale (diocesana, nazionale, regionale, ecc.)

·                Raccolta di documenti ufficiali di pastorale migratoria delle diocesi e delle conferenze episcopali nella cui nazione lavoriamo

·                Sintesi della pastorale migratoria della chiesa locale

·                Valutazione di questa pastorale migratoria: problemi e prospettive

·                Valutazione dell'impatto del carisma scalabriniano nella chiesa locale

·                Valutazione del proprio mandato in relazione al progetto scalabriniano a livello locale e provinciale

 Con questa griglia vogliamo favorire e promuovere un fruttuoso scambio di esperienze tra coloro che parteciperanno all'incontro di Buenos Aires, la preparazione di una relazione di area sufficientemente completa e un eventuale coordinamento a livello di area dei confratelli coinvolti in organismi ecclesiali.

6. I settori specifici della missione: iter formativi di specializzazione

La decisione normativa al n. 24 del documento capitolare del 1998  dice che tutte le province devono avere ogni anno un confratello che si sta preparando per la formazione.  Ci sembra che, in generale, si stia ottemperando a questa decisione capitolare. La direttiva n.30 dello stesso documento parla di formazione dei confratelli in altri settori specifici, che nella prima riunione del Segretariato generale abbiamo definito e priorizzato,  e che sono stati approvati dall'Assemblea dei Superiori Maggiori del 1999.  In questo campo riscontriamo una carenza di preparazione dei confratelli.  Spesso la gestione delle emergenze pastorali impedisce nelle province una maggiore attenzione ai settori specifici e ad una adeguata preparazione. Il Segretariato generale propone che la prossima Assemblea dei Superiori Maggiori verifichi l'adempimento di questa direttiva e programmi una politica più efficace. Consideriamo il progetto SIMI come una risposta a questa carenza di preparazione specifica scalabriniana.

7. Il progetto SIMI

Secondo il documento capitolare del 1998 il SIMI offre una opportunità di formazione specifica per tutti i religiosi scalabriniani, però è aperto a quanti, religiosi, laici e sacerdoti, sono interessati  a operare nel campo della mobilità umana.  Riscontriamo opinioni diverse su questo progetto come quelle di chi lo vedrebbe come un momento obbligatorio della formazione iniziale scalabriniana o quelle di chi lo lascerebbe libero.  Riconosciamo che la formazione ricevuta nei seminari non è sufficiente per affrontare le sfide pastorali che le migrazioni presentano oggi, per cui condividiamo totalmente l'idea che il SIMI si ponga come opportunità unica da valorizzare per una formazione specifica scalabriniana di cui abbiamo estremo bisogno.  Sicuramente crediamo che il programma del SIMI può rientrare sia nel quadro della formazione iniziale dei nostri religiosi, sia nel quadro della formazione permanente per i confratelli che vogliano riqualificarsi dopo un periodo di esperienza pastorale.