Leigos
http://www.nessunluogoelontano.it
http://www.meetingloreto.it
http://www.slm.faithweb.com
1° Congresso Internacional de los Leigos Escalabrinianos
João
Batista Scalabrini costumava repetir que o problema migratório somente podia
ser resolvido com a participação de todas as forças de boa vontade. As três
Famílias Escalabrinianas, movidas pelo ideal e pelo empenho pastoral do Bispo
de Piacenza, de longo tempo, sentiram a necessidade de uma colaboração sempre
mais forte com os leigos. O Bispo de Piacenza havia fundado a associação
"São Rafael" para leigos que acompanhassem os missionários para os
migrantes e lhe tinha solicitado de promover nas Américas uma rede de
associações e confrarias a fim de ajudar o migrante a descobrir sua verdadeira
identidade para tornar-se parte viva da sociedade e da igreja de acolhida.
Sob inspiração do Pai dos Migrantes se desenvolveu uma forte rede de commissões
compostas por homens e mulheres comprometidos em sensibilizar a sociedade sobre
o drama das migrações e em colaborar com os missionários no seu apostolado.
Hoje com a globalização das migrações torna-se sempre mais urgente e necessária
a co-participação entre as três Famílias Escalabrinianas e os "leigos
escalabrinianos" que desejam comprometer-se com o social, o pastoral e o
político para que os "filhos da miséria e do trabalho" reencontrem
sua dignidade.
São de fato sempre mais numerosos aqueles que, impulsionados pela atualidade e
originalidade do ensinamento e do carisma scalabrinianos, querem dar uma
orientação específica à sua vocação missionária, comprometendo-se em favor dos
migrantes no âmbito da pesquisa ou da política, no voluntariado, na animação
pastoral, no setor dos meios de comunicação social. Assim, em favor de tantos
voluntários à procura de motivações profundas para doar suas melhores energias
ao bem dos irmãos que batem à nossa porta, estão se multiplicando programas de
formação migratoria, de espiritualidade escalabriniana, propostas de serviço
missionário anual ou plurianual e momentos de confronto em que se aprofundam os
ideais de colaboração eclesial e se experienciam novas formas de participação
na comunhão de objetivos onde as diferentes contribuições favorecem a
construção do único Corpo de Cristo. "Scalabrini é também nosso",
repetem os leigos que condividem com os missionários e as missionárias a grande
vocação migratória. O sonho de Scalabrini não conhece fronteiras: é um dom para
toda a Igreja.
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IV Incontro
del Segretariato Generale per la Promozione dei laici Carta aos nossos irmãos e irmãs, leigos e
leigas Scalabriniaos Presentes
no Jubileu 2000 de Carta a nuestros Hermanos y Hermanas Laicos
Scalabrinianos Presentes
en el Jubilieo 2000 - Guaporé, RS, Brasil: 2-5 noviembre 2000 II Encontro Secretariado Geral
para a Promoção dos Leigos Scalabrinianos Guaporé
– Passo Fundo, RS, Brasil: 2-8 de novembro de 2000 II
Incontro del Segretariato Generale per la Promozione dei Laici Scalabriniani Guaporé
– Passo Fundo, RS, Brasile: 2-8 novembre 2000 I
Incontro del Segretariato Generale dei Laici Scalabrinini Roma 15-18 giugno 1999 SEGRETARIATO GENERALE PER Roma: 15-18 giugno 1999 Dichiarazioni del XI
Capitolo Generale, tenutosi a Roma il 4-26 settembre 1998 Il Capitolo, intendendo
rilanciare la promozione dei laici scalabriniani, ricorda che la
partecipazione al carisma delle Congregazioni religiose si colloca nella
visione della comunione ecclesiale tra le vocazioni e gli stati di vita, i
quali sono diversi e complementari ed ordinati al servizio uno dell’altro.
Inoltre "la partecipazione dei laici non raramente porta inattesi e
fecondi approfondimenti di alcuni aspetti del carisma, ridestandone
un’interpretazione più spirituale e spingendo a trarne indicazioni per nuovi
dinamismi apostolici" . I. Introduzione Il Segretariato Generale per la promozione dei laici scalabriniani riceve il suo mandato dal XI Capitolo Generale da cui fu istituito. (DC N. 35-43 "I laici nel Progetto Missionario Scalabriniano"). Direttiva - Segretariato
Generale per (DC n° 40.b) Viene
istituito un Segretariato generale per la promozione dei laici
scalabriniani. Esso è composto da un Consigliere generale e da un
rappresentante di ciascuna delle quattro aree in cui è divisa Suggerimenti - I
laici scalabriniani (DC n° 41.d) Il Capitolo
invita il Segretariato generale per la promozione dei laici scalabriniani,
durante il prossimo sessennio, a considerare la possibilità di inserire
rappresentanti laici al suo interno. "Fondai due società… che si aiutano e completano a vicenda. ...La prima una Congregazione di Missionari, che mira principalmente al benessere spirituale dei nostri emigrati, la seconda principalmente al loro benessere materiale. Questa (seconda raggiunge il suo scopo) dissuadendo l’emigrazione, quando sia avventata, vigilando l’opera degli agenti, perché non passi i limiti della legalità, consigliando agli emigranti e indirizzandoli a buona meta, quando altro non possono" (I° Conferenza sull’Emigrazione, Genova , 1891) Il segretariato è inoltre
cosciente del cammino di Congregazione fatto finora, soprattutto a partire
dal X Capitolo Generale e nelle ASM, ed esprime la sua riconoscenza ai confratelli
che si sono impegnati in vari modi per la promozione dei laici nel fare
ricerche, nello sviluppare idee e sussidi di formazione e nel promuovere vari
incontri per lo scambio e la verifica delle idee e del loro cammino. Prende
atto, poi, delle numerevoli iniziative che vengono portate avanti in questo
campo nelle province e comunità locali, le approva e si rallegra del coraggio
dei laici nel superare le tante difficoltà nella condivisione di un cammino
che trova le sue radici nella visione iniziale e profetica del Fondatore. II. Il Progetto
"Laici Scalabriniani" Il Segretariato Generale,
per rispondere al mandato del Capitolo, ed in fedeltà al suo progetto, si
interroga sui suoi compiti e responsabilità verso 1) Il Segretariato
Generale Compiti, responsabilità e modalità di lavoro Livello Generale Si terranno incontri
annuali del Segretariato Generale in ciascuna delle quattro aree della
Congregazione. Ad essi, per tutto il tempo della loro durata, verrà convocato
il religioso responsabile di ogni provincia nell’area interessata con un
laico scelto dal segretariato provinciale per la promozione dei laici
scalabriniani. Livello Area/Provincia Oltre a quanto già
stabilito dal XI Capitolo Generale che venga designato "in ogni
provincia ….un religioso per la promozione ed il coordinamento dei laici
scalabriniani", il Segretariato Generale incoraggia la formazione di
un Segretariato Provinciale (Regionale) per la promozione dei laici
scalabriniani, con la presenza attiva degli stessi. Livello Locale La riuscita del progetto
laici scalabriniani trova la sua verifica a livello di parrocchia o missione
locale. Il Segretariato Generale, quindi, cosciente dell’importanza dell’apporto
di ogni religioso missionario, sfida ogni comunità ad essere fermento di un
gruppo di laici scalabriniani. Identità del Laico
Scalabriniano Alla luce del XI Capitolo
generale, nonché delle esperienze e delle riflessioni in seno alle nostre
comunità, possiamo riproporre i seguenti aspetti che possono essere
utilizzati come criteri per caratterizzare il laico scalabriniano. Tipologia di Presenza,
Impegno Laicale, Forme di Aggregazione. IL Segretariato Generale ha accolto con profondo interesse le relazioni sulle attività in corso relative alla promozione dei laici scalabriniani nelle quattro aree della Congregazione. Da esse sono emerse la varietà e la ricchezza di espressioni e di modalità di organizzazione del laicato scalabriniano e, pur constatando limiti e difficoltà, ci si è resi conto che le forme di presenza del laicato scalabriniano possono variare. Qualunque sia la forma, ci si deve, comunque, confrontare con criteri di aggregazione tra i quali suggeriamo: Attenzione
e sensibilità alla realtà dell’emigrazione e capacità di leggerla con occhio
di fede; Il Segretariato Generale,
durante i suoi incontri annuali previsti nelle quattro aree della
Congregazione, propone una verifica dei tipi di presenza e di impegni la’
dove si sia già avviato un cammino di laicato scalabriniano, per arrivare ad
identificare le forme più idonee che ne favoriscano la promozione e lo
sviluppo. Prima
fase: Appello e Proposta (si prevede un anno per questa fase) Appello e Proposta L’appello a considerare la vocazione al laicato scalabriniano viene fatto innanzitutto da un religioso o da un laico scalabriniano qualificato. Le motivazioni da utilizzare per un appello efficace devono includere: la
condivisione di una esperienza fatta nel campo dell’emigrazione, All’appello segue la
proposta di costituire un gruppo laico, o di aggregarsi ad uno già esistente,
per condividere con la famiglia scalabriniana il servizio al migrante. Tale
proposta, comunque, si concretizzerà nella costituzione di un gruppo, o nella
partecipazione ad esso, che, nella sua vita quotidiana assume e vive
consciamente la sua specificità laicale, pur sempre nel servizio dello stesso
carisma scalabriniano. Formazione e Risposta
del Laico Scalabriniano Formazione Il laico scalabriniano si
impegna in un cammino di formazione personale e di gruppo per un incontro con
la persona storica e lo spirito di Scalabrini, e desidera approfondire la
conoscenza del carisma scalabriniano anche nella sua evoluzione storica. Dimensione
biblico-teologica: Ascolto all’appello di Dio nella situazione concreta di
emigrazione (lettura di fede sulla realtà migratoria sull’esempio di
Scalabrini). Il periodo di formazione iniziale
durerà per un minimo di due anni e prevede anche brevi esperienze di missione
nella realtà immediata di emigrazione dove opera il gruppo. 2. Per il laico è
fondamentale vivere la sua secolarità. Il laico scalabriniano approfondisce
in un modo tutto particolare il carisma che Dio ha dato alla Chiesa per mezzo
di Scalabrini. Aderire, quindi, ad un carisma ecclesiale, che è già vissuto
da una congregazione religiosa, non significa sacrificare la sua autonomia
laicale, ma servirà anzi a suscitare in questo carisma dimensioni nuove e
diverse che il sacerdote e il religioso non possono testimoniare. Aggregazione e Mandato
- Missione La missione è parte
integrante del processo formativo. La missione del laico scalabriniano deve
essere capita e vissuta principalmente nella propria secolarità come cammino
con il migrante e come scoperta del migrante quale dono di Dio. Nasce quindi
dalla sua capacità e volontà di leggere la sua realtà più immediata, dove
scoprirà il Cristo migrante e straniero che chiede di essere accolto e del
fratello ferito dalla violenza che attende il buon samaritano. Membri del Segretariato
Generale per
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SEGRETARIATO GENERALE PER
Guaporé – Passo Fundo, RS, Brasile: 2-8 novembre
2000
I. INTRODUZIONE
1. Il comunicato
ufficiale redatto in seguito al primo incontro del Segretariato Generale per
¨ 2000: Area Sud America
¨ 2001: Area Nord America
¨ 2002: Australia/Asia e Europa
¨ 2003: Convegno dei Laici Scalabriniani a Piacenza.
Lo scopo di questi incontri
di area, sempre secondo
- verificare i tipi di presenza e di impegno laicale in ciascuna
delle aree;
- identificare le tipologie e le forme di aggregazione più idonee;
- fare l’inventario dei gruppi e delle aperture missionarie per il
laicato impegnato.
2. Guaporé 2000:
Seguendo il programma sopra esposto, il secondo incontro del Segretariato
Generale per
3. I gruppi di Laici scalabriniani presenti nelle tre Province Scalabriniane del Sud America erano numericamente ben rappresentati. Uno sguardo veloce ai dati che seguono evidenzia la dimensione nuova che lo Spirito sta aprendo al carisma scalabriniano nel mondo del laicato impegnato.
Prov. San Giuseppe: 31 Laici - 2
Sacerdoti
Prov. San Paolo: 34 Laici - 3
Sacerdoti - 1 Fratello
Prov. San Pietro: 44 Laici - 5
Missionari - 3 Seminaristi
Altri partecipanti: 2 Missionarie Secolari
- 5 Membri del Segretariato Generale
Totale presenze: 130
109 Laici Scalabriniani - 16 Missionari Scalabriniani - 2 Missionarie Secolari -3 Seminaristi
Le nazionalità rappresentate all’incontro erano: Argentini, Boliviani, Brasiliani, Cileni, Italiani, Paraguaiani, Peruviani, Portoghesi, Uruguayani.
4. La riscoperta di un carisma comune, ricco e articolato, ma saldo nella sua unità, ha caratterizzato gran parte dello spirito dell’incontro in tutti i suoi momenti più o meno intensi. I Laici Scalabriniani non hanno bisogno di un fondatore e nemmeno lo cercano: sanno di avere nel Beato Scalabrini il fondatore, il carisma e la spiritualità, e nella Congregazione Scalabriniana l’attuazione e lo svolgimento storico del carisma scalabriniano e quindi l’appoggio e l’accompagnamento di cui hanno bisogno per la loro crescita.
5. Tre immagini sono emerse dall’incontro di Guaporé che, per un interessante accostamento, rappresentano anche le tre esigenze fondamentali derivanti dall’incontro stesso:
a) Esigenza di Formazione integrata con esperienza di missione
Immagine: il bambino che cammina ed impara affianco
all'adulto
b) Esigenza di Organizzazione: Coordinamento
e Comunicazione
Immagine: La piazza al centro del villagio
c) Esigenza di Missione come invio
Immagine: Angeli con una sola ala
II.
Nelle sedute di lavoro che fecero seguito all’incontro di Guaporé, il Segretariato si soffermò per cogliere i temi ed i punti più importanti che i Laici stessi avevano toccato e sottolineato, sia come fattore positivo che come aspetto critico, nella comune valutazione del loro lavoro e della loro esperienza di Laici Scalabriniani. Abbiamo riassunto i punti emersi in tre esigenze, ciascuna accompagnata da una sua immagine particolare captata nel corso dell’incontro giubilare:
1. Esigenza di
Formazione integrata con esperienza di missione
1. L’immagine del bambino che cammina ed impara affianco all’adulto viene dalla riflessione di uno dei gruppi. Con questo si vuole sottolineare che tanto i singoli, come i gruppi, riconoscono la necessità di una formazione più solida e più completa nella conoscenza del Beato Scalabrini e nell’approfondimento del suo carisma.
2. Per quanto riguarda l’identità del laico scalabriniano non vi è stata nessuna controproposta alla definizione corrente in Congregazione (Capitolo XI Doc. Finale nº 38), anzi tale definizione è stata unanimemente accettata come valida. Si è concordato, inoltre, che tale identità è intimamente connessa al processo formativo e alla conoscenza di Scalabrini, oltre che alla presenza di un impegno concreto per i migranti.
3. L’amore del laico scalabriniano per il Beato Scalabrini, l’attaccamento alla Congregazione Scalabriniana ed il suo amore per essa furono ampiamente testimoniati durante l’incontro, unitamente ad una volontà più volte espressa di approfondire la conoscenza di Scalabrini, la radicalità delle sue iniziative ed il coraggio apostolico che le ha motivate, e di familiarizzarsi con lo sviluppo storico del carisma scalabriniano e della sua spiritualità.
4. Tale formazione non consista unicamente di momenti separati con svolgimento di temi non sempre fra loro collegati, ma sia, piuttosto, un susseguirsi di temi legati da una palese continuità, uniformi nel contenuto e nella struttura e facilitati da tappe e da scadenze.
5. Si richiede la presenza di un punto di riferimento per materiale, programmi, sussidi, bibliografie accessibili a tutti.
6. Questa formazione non dovrebbe avere come solo oggetto il laico. Da più parti, infatti, viene volutamente sottolineato il bisogno di sensibilizzare i religiosi missionari scalabriniani allo specifico della vocazione laicale, alla presenza ed alla missione dei gruppi di laici scalabriniani nella formazione nei seminari, nella programmazione pastorale e nell’assistenza diretta al migrante. Si raccomanda che questo sforzo di sensibilizzazione abbia origine già fin dalla formazione iniziale e sia incluso nei programmi di formazione continua.
7. La formazione non è completa se non è integrata da una esperienza di missione. Per questo si sente forte il bisogno di creare spazi di missione, tanto nella propria area come in altre, per facilitare tale esperienza diretta di missione e di azione.
2. Esigenza di Organizzazione: Coordinamento e Comunicazione
· L’immagine della piazza del villaggio è stata riferita da una laica scalabriniana: la mentalità occidentale nel disegnare una piazza, crea già dall’inizio anche i passaggi ed assegna gli spazi secondo concetti artistici soggettivi, non sempre rispettati dagli utenti della piazza, mentre la mentalità orientale (giapponese) pur tracciando la piazza, lascia libero lo spazio osservando dove passa la gente e creando poi i passaggi conforme al bisogno e all’uso.
· Si sente il bisogno di rafforzare la struttura organizzativa a livello locale, di provincia e di area.
· Si eviti di incominciare sempre da capo assumendo atteggiamenti troppo critici, ma stabilire passi e schemi concreti per solidificare i gruppi locali.
· Nel caso tipico del Sud America, si costituisca un gruppo di tre persone rappresentanti i laici delle tre province. Queste persone, debitamente designate dalla base, potranno coordinare programmi ed incontri, promuovere iniziative di area, ed animare i gruppi di base.
· Si sente forte il bisogno di una più efficiente rete di comunicazione a tutti i livelli per condividere idee, esperienze e sfide nel processo formativo e nell’attuazione del carisma.
3. Esigenza di Missione
come invio
1.
L’Immagine
dell’angelo con una sola ala, è stata rilevata dal Segretariato stesso come frutto della
valutazione dell’incontro: "Siamo
angeli con una sola ala! Per poter volare dobbiamo abbracciarci!"
2. Sebbene l’accompagnamento del laico scalabriniano sia necessario fin dall’inizio con il processo formativo, esso diventa fondamentale per garantire la validità e l’efficacia della missione.
3. Gli spazi per la missione del Laico Scalabriniano tuttora esistenti non sono sufficienti. Laddove tali spazi non sono presenti, o sono perfino ostacolati, la comunità scalabriniana (nelle parrocchie, nelle missioni e nei centri di assistenza) si deve impegnare di più nell’aprirsi al ruolo del laico e a lasciarsi stimolare dalla sua presenza e dal suo impegno.
III. PANORAMICA DEL
MOVIMENTO LAICALE IN CONGREGAZIONE
I quattro rappresentanti di area del Segretariato hanno fatto una relazione documentata sulla presenza, sulle attività e sullo sviluppo del movimento laicale scalabriniano nella propria area. In base a queste relazioni verrà redatto in seguito un quadro delle presenze di laici scalabriniani nelle province e si farà un tentativo di lista delle varie tipologie. Da questo esame delle dinamiche locali emergono, comunque, evidenti aspetti positivi ed incoraggianti, come anche settori richiedenti maggior attenzione.
Elenchiamo, innanzitutto gli aspetti positivi che sono segni inconfondibili di un cammino già avviato.
1. Aspetti positivi: il cammino è iniziato.
· È iniziato il cammino nella maggior parte delle provincie. La fase teorica è stata superata. Vi sono persone singole e gruppi interessati, che hanno risposto da tempo all’appello della Congregazione espresso in modo particolare nel Capitolo XI.
·
Di
fronte alla poca apertura e alla mancanza di comprensione da parte di alcuni
Religiosi e delle strutture parrocchiali, i laici dimostrano comprensione e pazienza e non si danno a critiche
inutili.
·
È
alquanto evidente da tutte le relazioni che i Laici amano
· Si sono fatti dei passi molto significativi nelle provincie nel preparare materiale e programmi di formazione per i laici. Mentre continua questo impegno in varie forme nel Sud America ed in Europa, vanno qui segnalate in modo particolare le Sette Unità Didattiche redatte con sforzo comune dai Segretariati delle due Province Nord Americane coadiuvati da laici competenti e generosi. Esse offrono unità e continuità di contenuto e di forma, ed assicurano una relativa uniformità di metodo didattico.
· Stanno sorgendo all’interno dei vari gruppi persone dotate di capacità per funzioni di guida in seno al movimento laico. Occorre quindi valorizzare queste persone ed apprezzare la loro testimonianza radicale al carisma scalabriniano che spesso costituisce uno stimolo e un richiamo anche ai confratelli religiosi.
·
Nella
concreta azione missionaria in cui sono impegnati, i laici sono mediatori fra
le varie culture e nazionalità da cui essi stessi provengono, costruiscono
ponti di dialogo e di mutua comprensione e, attraverso iniziative come la
settimana o il giorno del migrante e pellegrinaggi, sensibilizzano
· È stato particolarmente edificante l’esempio di alcuni gruppi di laici nell’affrontare il problema economico: in modo particolare va segnalato il senso di solidarietà, lo spirito di iniziativa e l’ottica che mette anche la questione economica in funzione della missione.
2. Aspetti che
necessitano maggior attenzione
· È ancora insufficiente il ruolo di guida e di gestione dei gruppi da parte dei laici stessi, come appare ancora preponderante un certo paternalismo che intralcia un cammino di crescita e di libertà di azione.
· Appare evidente ovunque il bisogno di sensibilizzare i confratelli religiosi alla presenza ed alla vocazione del laico scalabriniano.
Ad Intra: vista l’azione ostacolante di alcuni confratelli religiosi, si introduca fin dalla formazione iniziale e nei momenti forti della formazione permanente (corsi di Piacenza e di area) il tema della vocazione e della missione scalabriniane del laico.
Ad Extra: le comunità (parrocchie e missioni) assistite dai confratelli scalabriniani devono essere sfidate ad essere comunità aperte tanto nell’accogliere il nuovo migrante come nel permettere ai "loro sacerdoti" di dedicarsi ad altri gruppi più bisognosi.
· Facendo uso dei documenti del Concilio Vaticano II e della Esortazione Apostolica di Giovanni Paolo II "Christifideles Laici", si raccomanda uno studio accurato sulla vocazione laicale nella Chiesa, permettendo ad essa lo spazio necessario alla crescita ed al servizio.
· Si sente maggiormente il bisogno di condividere materiali, sussidi, testimonianze, esperienze ed idee; si consideri, quindi, di stabilire un punto di riferimento centrale per informazioni a questo riguardo.
· Bisogna chiarire la funzione dei rappresentanti di area del Segretariato generale, e dei responsabili di Provincia, considerando la possibilità di affidare a loro il ruolo di animatori dei gruppi di laici nella propria area e provincia.
· È importante una preparazione adeguata dei laici al servizio del carisma. Si consideri, quindi, la sponsorizzazione di laici qualificati al SIMI per un approfondimento professionale del carisma scalabriniano.
· Coltivare maggiormente la spiritualità dei gruppi con ritiri, incontri di preghiera e di riflessione, ecc...
IV. PROPOSTE - UNO
SGUARDO AD UN PROSSIMO FUTURO
Dopo aver dato uno sguardo globale allo sviluppo in atto del Laicato Scalabriniano, il Segretariato crede opportuno offrire le seguenti proposte per appoggiare la crescita del movimento laico ed il suo inserimento progressivo nel carisma affianco alla Congregazione Scalabriniana.
1. Formazione
· Formazione Permanente: Il tema della vocazione laicale e la sua dimensione scalabriniana sia fatto oggetto di studio e di riflessione in seno a tutte le iniziative per la formazione permanente (corsi di Piacenza, corsi di area, incontri di comunità locale).
· Formazione Iniziale e Promozione Vocazionale: Non pensiamo di chiedere troppo se suggeriamo che i candidati alla vita religiosa ed al sacerdozio abbiano innanzitutto una buona base come laici scalabriniani, pronti al servizio ed al sacrificio. Ci sentiamo inoltre di raccomandare che la vocazione laicale in seno alla Chiesa ed al carisma scalabriniano sia elemento integrante nel processo formativo iniziale della Congregazione e nella pastorale vocazionale.
· Il Governo della Congregazione ed i Laici:
Il Segretariato prende atto con soddisfazione che il suo suggerimento di includere la presenza dei laici nelle Assemblee provinciali, almeno nei momenti in cui essi sono oggetto di relazioni o di dibattiti, è stato accolto in alcune province; ripropone, quindi, la stessa prassi anche per quelle province che ancora non hanno considerato l’integrazione del laicato scalabriniano in questo momento importante di verifica e di programmazione per la comunità provinciale ed il suo progetto missionario.
Il Segretariato
chiede inoltre che
Il Superiore locale, inoltre, come garante del progetto missionario scalabriniano all’interno della sua comunità, deve estendere il suo ruolo di garante e promotore anche nei riguardi dei Laici Scalabriniani.
· Chiediamo alle province di studiare modi di sponsorizzazione di laici qualificati al SIMI in cambio di un servizio in seno alla provincia. Facciamo appello inoltre ai Centri Studi e di pastorale di rendersi disponibili alla formazione dei Laici Scalabriniani aiutandoli a conoscere la realtà migratoria contemporanea nella loro area.
· Avendo esaminato le varie proposte di processo formativo per laici in Congregazione, il Segretariato crede opportuno riprendere la sua proposta originale già espressa nel suo primo comunicato, chiedendo a tutti, laici e confratelli religiosi, che ciascuna delle quattro dimensioni in esso elencate (biblico-teologica, storica, socio-politica ed ecclesiale) sia integrata nelle proposte e nei programmi formativi.
· La proposta di formazione per i Laici Scalabriniani è stata recentemente arricchita dalla TRADITIO SCALABRINIANA che esprime la dinamica e la vitalità storica del nostro carisma e della sua carica spirituale. Nella sua versione di traccia e di strumento di lavoro questo documento prezioso, approvato formalmente dalle tre Direzioni Generali, è già stato consegnato ai rappresentanti dei Laici Scalabriniani delle tre provincie del Sud America. Allo stesso modo il Segretariato la propone anche per i gruppi laici nelle altre aree della Congregazione affinché anch'essi possano nutrirsi del suo ricco contenuto.
2. Spazi di azione
missionaria
Pur disponendo di luoghi significativi per un impegno missionario in alcune aree della Congregazione, sono tuttora insufficienti le opportunità di servizio missionario offerte ai laici. Chiediamo, pertanto, alle parrocchie, missioni ed altre strutture e posizioni scalabriniane di creare spazi di impegno missionario per laici e di aprire a questo scopo le loro strutture.
3. La sfida
economica
Il movimento laico, nel suo momento attuale di crescita e di sviluppo, ha bisogno anche di un appoggio economico. Si suggerisce una campagna di solidarietà in seno alla Congregazione per la creazione di un Fondo per Laici Scalabriniani. Eventuali somme provenienti da tale Fondo saranno devolute in vista di progetti specifici convalidati dai responsabili di provincia e di area.
V. CONCLUSIONE
In conclusione, facciamo uso di un altra immagine propostaci nell’Incontro Giubilare dei Laici Scalabriniani di Guaporé: "a montanha e a rua" – "oração e ação". In questa immagine, presa dallo stile di vita di Gesù stesso, che spesso si ritirava sulla montagna a pregare per poi scendere fra la gente ad evangelizzare e confrontarsi con la condizione umana, vediamo un modello di vita tanto per i Laici Scalabriniani come per i missionari che li accompagnano.
Scopriamo inoltre in essa la sorgente del coraggio apostolico di Scalabrini che unì "oração e ação" nella sua opera di vescovo e di fondatore. La testimonianza al carisma nel impegno quotidiano (a rua) sarà tanto più efficace e trasparente, quanto più sarà profondo ed intimo lo spirito di preghiera e di fiducia in Dio (a montanha).
|
P. Pietro P. Polo |
Direzione Generale |
|
P. Giovanni Corso |
Area Sud America |
|
P. Francisco Pellizzari |
Area Nord America |
|
P. Rui M. da Silva Pedro |
Regione Europa |
|
P. Mauro Conte |
Area Australia/Asia |
SECRETARIADO
GERAL PARA A PROMOÇÃO DOS LEIGOS SCALABRINIANOS
Guaporé – Passo Fundo, RS, Brasil: 2-8 de
novembro de 2000
INTRODUÇÃO
O comunicado oficial redigido logo após o encontro do Secretariado Geral
para a Promoção dos Leigos Scalabrinianos tinha exposto um programa de ação que
previa, entre outros, uma série de encontros com os grupos de Leigos
Scalabrinianos já atuantes há algum tempo nas áreas da Congregação e dentro das
Províncias. O esquema dos encontros tinha sido, depois, aprovado pela XV
Assembléia dos Superiores Maiores (Roma, 11-13 de outubro de 1999) como segue:
2000: Área Sulamericana
2001: Área Norteamericana
2002: Área Austrália/Ásia e Europa
2003: Congresso dos Leigos
Scalabrinianos em Piacenza.
objetivo desses encontros de área, sempre segundo a XV ASM, era
de:
verificar os tipos de presença e de
empenho laical em cada uma das áreas;
identificar as tipologias e as
formas de agregação mais idôneas;
fazer o inventário dos grupos e das
aberturas missionárias para o leigo comprometido.
Guaporé 2000: seguindo o programa exposto acima, o
segundo encontro do Secretariado Geral para a Promoção dos Leigos Scalabrinianos
aconteceu na área sulamericana por ocasião do Encontro Jubilar dos Leigos
Scalabrinianos das três províncias do Cone Sul realizado junto ao Recanto
São Carlos – Centro de Fomação e de Espritualidade de Guaporé, de
Os grupos de Leigos Scalabrinianos provenientes das três
Províncias Scalabrinianas da América do Sul estavam numericamente bem
representados. Um rápido olhar nos dados que seguem evidencia a dimensão nova
que o Espírito está abrindo ao carisma scalabriniano no mundo do laicado
comprometido.
Prov. São José: 31 leigos - 2
sacerdotes
Prov. São Paulo 34 leigos - 3
sacerdotes - 1 irmão
Prov. São Pedro 44 leigos - 5
missionários - 3 seminaristas
Outros participantes 2
missionárias seculares
5 membros do secretariado
geral
Total de presenças: 130 109
leigos scalabrinianos
16 missionários
scalabrinianos
2 missionárias seculares
3 seminaristas
As nacionalidades representadas no encontro eram: argentinos,
bolivianos, brasileiros, chilenos, italianos, paraguaios, peruanos, portugueses
e uruguaios.
A descoberta de um carisma comum, rico e articulado, mas sólido
na sua unidade, caracterizou grande parte do espírito do encontnro em todos os
seus momentos mais ou menos intensos. Os Leigos Scalabrinianos não têm necessidade
de um fundador, e nem o procuram: sabem ter no Bem-aventurado Scalabrini o
fundador, o carisma e a espiritualidade, e na congregação scalabriniana a
atuação e desenvolvimento histórico do carisma scalabriniano e, portanto, o
apoio e o acompanhamento de que têm necessidade para o seu crescimento.
Três imagens emergiram do encontro de Guaporé que, por uma aproximação
interessante, representam também as três exigências fundamentais derivadas do
próprio encontro:
·
Exigência de Formação integrada
com experiência de missão - Imagem: a criança que caminha e aprende ao lado do
adulto
·
Exigência de Organização: coordenação
e comunicação - Imagem: a praça no centro da vila
·
Exigência de Missão como
envio - Imagem: Anjos com uma asa só.
A PALAVRA AOS LEIGOS
Nas sesssões de trabalho que se seguiram ao encontro de Guaporé, o
Secretariado parou para colher os temas e os pontos mais importantes que os
próprios Leigos tinham tocado e sublinhado, tanto fator positivo como aspecto
crítico, na avaliação comum do trabalho deles e da sua experiência de Leigos
Scalabrinianos. Resumimos os pontos que emergiram em três exigências, cada uma
acompanhada por uma imagem particular captada no decurso do encontro jubilar:
Exigência de Formação integrada com a experiência de
missão
A imagem da criança que caminha e aprende ao lado
do adulto vem da reflexão de um dos grupos. Com isto se quer sublinhar que,
tanto os indivíduos como os grupos, reconhecem a necessidade de uma formação
mais sólida e mais completa no conhecimento do Bem-aventurado Scalabrini e no
aprofundamento de seu carisma.
Quanto à identidade do leigo scalabriniano não houve nenhuma
contra-proposta à definição corrente na Congragação (Capítulo XI, Doc. Final
no. 38); pelo contrário, tal definição foi unanimemente aceita como válida. Concordou-se
ainda que tal identidade está intimamente ligada ao processo formativo e ao
conhecimento de Scalabrini, além da presença de um compromisso concreto com os
migrantes.
O amor dos leigos scalabrinianos para com o
Bem-aventurado Scalabrini, o apego à Congregação Scalabriniana e o seu amor para
com ela foram amplamente testemunhados durante o encontro, unidos a uma vontade
muitas vezes expressa de aprofundar o conhecimento de Scalabrini, a
radicalidade de suas iniciativas e a coragem apostólica que as motivou, e de
familiarizar-se com o desenvolvimento histórico do carisma scalabriniano e da
sua espiritualidade.
Tal formação não consista unicamente de momentos separados com
desenvolvimento de temas não sempre interligados entre si, mas seja, antes, uma
sucessão de temas ligados por uma clara continuidade, uniforme no conteúdo e
na estrutura, e facilitados por etapas e tempos.
Pede-se a presença um ponto de referência para o material, programas,
subsídios, bibliografias acessíveis a todos.
Esta formação não deveria ter somente como objeto o leigo. De vários
lugares, de fato, é expressamente sublinhada a necessidade de sensibilizar
os religiosos missionários scalabrinianos ao específico da vocação laical,
à presença e à missão dos grupos de leigos scalabrinianos na formação nos
seminários, na programação pastoral e na assistência direta ao migrante. Recomenda-se
que este esforço de sensibilização tenha origem já desde a formação inicial e
seja incluído nos programas de formação permanente.
A formação não é completa se não é integrada por uma experiência de
missão. Por isto, sente-se forte a necessidade de criar espaços de missão,
tanto na própria área como em outras, para facilitar tal experiência direta de
missão e de ação.
Exigência de Organização: Coordenação e Comunicação
A imagem da praça da vila foi apresentada por uma leiga
scalabriniana: a mentalidade ocidental ao desenhar uma praça, cria já no início
também as passagens e designa os espaços segundo conceitos artísticos
subjetivos, não sempre respeitados pelos usuários da praça, enquanto que a
mentalidade oriental (japonesa), embora traçando a praça, deixa livre o espaço
observando onde passam as pessoas e criando, depois, as passagens conforme a
necessidade e o uso.
Sente-se a necessidade de reforçar a estrutura organizativa em
nível local, de província e de área.
Evite-se iniciar sempre do zero assumindo atitudes
demasiado críticas, mas estabelecer passos e esquemas concretos para
solidificar os grupos locais.
No caso típico da América do Sul, se constitua um grupo de três
pessoas representantes dos leigos das três províncias. Estas pessoas,
devidamente designadas pela base, poderão coordenar programas e encontros,
promover iniciativas de área e animar os grupos de base.
Sente-se forte a necessidade de uma rede de comunicação mais eficaz em
todos os níveis para partilhar idéias, experiências e desafios no processo
formativo e na atuação do carisma.
Exigência de missão como envio
A imagem do anjo com uma asa só, foi
tomada do próprio Secretariado como fruto da avaliação do encontro: "Somos
anjos com uma asa só! Para poder voar devemos nos abraçar!"
Embora o acompanhamento do leigo scalabriniano seja necessário
desde o início com o processo formativo, ele se torna fundamental para
garantir a validade e a eficácia da missão.
Os espaços para a missão do Leigo Scalabriniano existentes no momento
não são suficientes. Lá onde tais espaços não estão presentes, ou são até
obstaculizados, a comunidade scalabriniana (nas paróquias, nas missões e nos
centros de assistência) deve se empenhar mais para abrir-se ao papel do leigo e
deixar-se estimular pela sua presença e pelo seu compromisso.
PANORAMA DO MOVIMENTO LAICAL NA CONGREGAÇÃO
Os quatro representantes de área do Secretariado apresentaram um
relatório documentado sobre a presença, a atividade e o desenvolvimento do
movimento laical scalabriniano na própria área. Em base a estes relatórios,
será redigido a seguir um quadro das presenças de leigos scalabrinianos nas
províncias, e se fará uma tentativa de lista das várias tipologias. Deste exame
das dinâmicas locais emergem, de algum modo, aspectos positivos e encorajadores
evidentes, bem como setores que requerem maior atenção.
Elencamos, antes de tudo, os aspectos positivos que são sinais
inconfundíveis de um caminho já iniciado.
Aspectos positivos: o caminho iniciou
O caminho foi iniciado na maior parte das províncias. A fase teórica foi
superada. Existem indivíduos e grupos interessados, que há tempo responderam ao
apelo da Congregação expresso de modo particular no XI Capítulo.
Diante da pouca abertura e da falta de compreensão por parte de alguns
Religiosos e das estruturas paroquais, os leigos demonstram compreensão e
paciência, e não ficam fazendo críticas inúteis.
É um tanto evidente em todos os relatórios que os Leigos amam a
Congregação e o Carisma Scalabriniano. Particularmente a presença da mulher confere
ao Carisma uma preciosa e necessária dimensão feminina de mãe e educadora.
Foram feitos passos muito significativos nas províncias no preparar
material e programas de formação para os leigos. Enquanto continua este
compromisso de várias formas na América do Sul e na Europa, são assinaladas
aqui de modo particular as Sete Unidades Didáticas redigidas conjuntamente
pelos Secretariados das duas Províncias norteamericanas coadjuvados por leigos
competentes e generosos. Elas oferecem unidade e continuidade de conteúdo e de
forma, e garantem uma relativa uniformidade de método didático.
Estão surgindo dentro dos vários grupos pessoas dotadas de capacidades para função de guia dentro do movimento leigo. É preciso, portanto, valorizar estas pessoas e apreciar o seu testemunho radical do carisma scalabriniano que, com frequência, constitui um estímulo e um chamamento também para os coirmãos religiosos.