Leigos

http://www.nessunluogoelontano.it
http://www.meetingloreto.it
http://www.slm.faithweb.com

1° Congresso Internacional de los Leigos Escalabrinianos

João Batista Scalabrini costumava repetir que o problema migratório somente podia ser resolvido com a participação de todas as forças de boa vontade. As três Famílias Escalabrinianas, movidas pelo ideal e pelo empenho pastoral do Bispo de Piacenza, de longo tempo, sentiram a necessidade de uma colaboração sempre mais forte com os leigos. O Bispo de Piacenza havia fundado a associação "São Rafael" para leigos que acompanhassem os missionários para os migrantes e lhe tinha solicitado de promover nas Américas uma rede de associações e confrarias a fim de ajudar o migrante a descobrir sua verdadeira identidade para tornar-se parte viva da sociedade e da igreja de acolhida.
Sob inspiração do Pai dos Migrantes se desenvolveu uma forte rede de commissões compostas por homens e mulheres comprometidos em sensibilizar a sociedade sobre o drama das migrações e em colaborar com os missionários no seu apostolado.
Hoje com a globalização das migrações torna-se sempre mais urgente e necessária a co-participação entre as três Famílias Escalabrinianas e os "leigos escalabrinianos" que desejam comprometer-se com o social, o pastoral e o político para que os "filhos da miséria e do trabalho" reencontrem sua dignidade.
São de fato sempre mais numerosos aqueles que, impulsionados pela atualidade e originalidade do ensinamento e do carisma scalabrinianos, querem dar uma orientação específica à sua vocação missionária, comprometendo-se em favor dos migrantes no âmbito da pesquisa ou da política, no voluntariado, na animação pastoral, no setor dos meios de comunicação social. Assim, em favor de tantos voluntários à procura de motivações profundas para doar suas melhores energias ao bem dos irmãos que batem à nossa porta, estão se multiplicando programas de formação migratoria, de espiritualidade escalabriniana, propostas de serviço missionário anual ou plurianual e momentos de confronto em que se aprofundam os ideais de colaboração eclesial e se experienciam novas formas de participação na comunhão de objetivos onde as diferentes contribuições favorecem a construção do único Corpo de Cristo. "Scalabrini é também nosso", repetem os leigos que condividem com os missionários e as missionárias a grande vocação migratória. O sonho de Scalabrini não conhece fronteiras: é um dom para toda a Igreja.


 

DOCUMENTOS

 

IV Incontro del Segretariato Generale per la Promozione dei laici
Lussemburgo, 8-13 novembre 2002

 

Carta aos nossos irmãos e irmãs, leigos e leigas Scalabriniaos

Presentes no Jubileu 2000 de 2 a 5 de Novembro em Guaporé, RS, Brasil

 

Carta a nuestros Hermanos y Hermanas Laicos Scalabrinianos

Presentes en el Jubilieo 2000 - Guaporé, RS, Brasil: 2-5 noviembre 2000

 

II Encontro Secretariado Geral para a Promoção dos Leigos Scalabrinianos

Guaporé – Passo Fundo, RS, Brasil: 2-8 de novembro de 2000

 

II Incontro del Segretariato Generale per la Promozione dei Laici Scalabriniani

Guaporé – Passo Fundo, RS, Brasile: 2-8 novembre 2000

 

I Incontro del Segretariato Generale dei Laici Scalabrinini

Roma 15-18 giugno 1999

 

 


I INCONTRO

SEGRETARIATO GENERALE PER LA PROMOZIONE DEI LAICI SCALABRINIANI

Roma: 15-18 giugno 1999

(sommario)

Dichiarazioni del XI Capitolo Generale, tenutosi a Roma il 4-26 settembre 1998

Il Capitolo, intendendo rilanciare la promozione dei laici scalabriniani, ricorda che la partecipazione al carisma delle Congregazioni religiose si colloca nella visione della comunione ecclesiale tra le vocazioni e gli stati di vita, i quali sono diversi e complementari ed ordinati al servizio uno dell’altro. Inoltre "la partecipazione dei laici non raramente porta inattesi e fecondi approfondimenti di alcuni aspetti del carisma, ridestandone un’interpretazione più spirituale e spingendo a trarne indicazioni per nuovi dinamismi apostolici" .
Il X Capitolo generale ha sottolineato la necessità di valorizzare i laici nella nostra missione specifica, aprendo spazi di collaborazione e responsabilità, "nella convinzione che tutti, come battezzati, lavoriamo nella vigna del Signore con carismi e ministeri diversi e complementari" Inoltre i recenti Convegni di spiritualità hanno messo in evidenza il contributo peculiare dei laici ed hanno favorito il sorgere di una maggiore comunione nel carisma scalabriniano tra laici e religiosi. Infine si constata con gioia che, nelle Province dove si è svolto un lavoro di formazione e di accompagnamento, sono sorti gruppi che già amano chiamarsi "Laici scalabriniani".

I. Introduzione

Il Segretariato Generale per la promozione dei laici scalabriniani riceve il suo mandato dal XI Capitolo Generale da cui fu istituito. (DC N. 35-43 "I laici nel Progetto Missionario Scalabriniano").

Direttiva - Segretariato Generale per la Promozione dei Laici

(DC n° 40.b) Viene istituito un Segretariato generale per la promozione dei laici scalabriniani. Esso è composto da un Consigliere generale e da un rappresentante di ciascuna delle quattro aree in cui è divisa la Congregazione, scelto tra i coordinatori provinciali.
Il Segretariato ha come compito rilanciare l’impegno della Congregazione nella promozione dei laici, fornendo orientamenti e sussidi didattici di formazione, appoggiando lo studio delle varie tipologie dell’impegno laicale e favorendo possibili forme di movimento laicale scalabriniano.

Suggerimenti - I laici scalabriniani

(DC n° 41.d) Il Capitolo invita il Segretariato generale per la promozione dei laici scalabriniani, durante il prossimo sessennio, a considerare la possibilità di inserire rappresentanti laici al suo interno.
(DC n° 41.e) Per i laici maggiormente impegnati, il Capitolo invita a prevedere e facilitare incontri sia a livello di Provincia, che a livello di area. Questo compito è affidato alle Direzioni provinciali, in collegamento con il Segretariato generale.
Tali incontri hanno lo scopo di approfondire e ampliare la formazione dei laici e così facilitare scambi di esperienze, conoscenze e amicizia reciproca, al fine di creare uno spirito di famiglia scalabriniana.
Venga lasciata ai laici la libera iniziativa nelle strutture organizzative da sviluppare.
Per una più fedele definizione del ruolo e dell’identità dei Laici Scalabriniani, riprendiamo l’intuizione iniziale del Beato Scalabrini e ci rifacciamo alla ricca tradizione della Chiesa in questi ultimi trent’anni.
Già nel 1891, il Fondatore si esprimeva così:

"Fondai due società… che si aiutano e completano a vicenda. ...La prima una Congregazione di Missionari, che mira principalmente al benessere spirituale dei nostri emigrati, la seconda principalmente al loro benessere materiale. Questa (seconda raggiunge il suo scopo) dissuadendo l’emigrazione, quando sia avventata, vigilando l’opera degli agenti, perché non passi i limiti della legalità, consigliando agli emigranti e indirizzandoli a buona meta, quando altro non possono" (I° Conferenza sull’Emigrazione, Genova , 1891)

Il segretariato è inoltre cosciente del cammino di Congregazione fatto finora, soprattutto a partire dal X Capitolo Generale e nelle ASM, ed esprime la sua riconoscenza ai confratelli che si sono impegnati in vari modi per la promozione dei laici nel fare ricerche, nello sviluppare idee e sussidi di formazione e nel promuovere vari incontri per lo scambio e la verifica delle idee e del loro cammino. Prende atto, poi, delle numerevoli iniziative che vengono portate avanti in questo campo nelle province e comunità locali, le approva e si rallegra del coraggio dei laici nel superare le tante difficoltà nella condivisione di un cammino che trova le sue radici nella visione iniziale e profetica del Fondatore.
Abbiamo sentito tutta la difficoltà di riproporre e di sviluppare un inserimento valido dei laici nel progetto missionario scalabriniano. Siamo pienamente convinti che la promozione dei laici nel contesto del nostro progetto missionario sia un dovere di tutti i Religiosi Scalabriniani nella realtà ricca e diversa di ogni provincia. Non ci sembra possibile creare uno schema unico valido per tutti, preferiamo portare avanti l’elaborazione dell’unico progetto nella varietà dei contesti con un orizzonte ed un’ispirazione comuni.

II. Il Progetto "Laici Scalabriniani"

Il Segretariato Generale, per rispondere al mandato del Capitolo, ed in fedeltà al suo progetto, si interroga sui suoi compiti e responsabilità verso la Congregazione e verso i laici stessi. A questo scopo propone una elaborazione collettiva dei seguenti aspetti, e sui quali sollecitiamo critiche e proposte da parte di tutti, sia religiosi che laici.

1) Il Segretariato Generale

Compiti, responsabilità e modalità di lavoro

Livello Generale

Si terranno incontri annuali del Segretariato Generale in ciascuna delle quattro aree della Congregazione. Ad essi, per tutto il tempo della loro durata, verrà convocato il religioso responsabile di ogni provincia nell’area interessata con un laico scelto dal segretariato provinciale per la promozione dei laici scalabriniani.
Negli incontri annuali del segretariato generale nelle aree della Congregazione si organizzeranno momenti di dialogo con i gruppi di laici dell’area (la cui rappresentanza sarà curata dalle provincie interessate) e saranno invitate, dove possibile, le suore e le missionarie secolari scalabriniane.
Negli incontri annuali che il Segretariato Generale terrà nelle diverse aree verranno integrate nell’ordine del giorno le proposte sollecitate dai rappresentanti di area.
Il Segretariato Generale, riconoscendo, la ricchezza e la diversità dei singoli gruppi laici scalabriniani e della diversa realtà che anima le singole provincie, propone come momento formativo che, nel corso del sessennio, si organizzi un simposio di laici scalabriniani al livello di Congregazione.
Il Segretariato Generale si impegna a continuare la pubblicazione del bollettino informativo per i laici scalabriniani ad uso interno alla Congregazione e come strumento di comunicazione con i gruppi laici nelle provincie. La pubblicazione verrà gestita dalla Segreteria Generale. Si propone, inoltre, di utilizzare l’ICS per informare le comunità provinciali sulle attività dei movimenti laici in Congregazione.
Costatando la necessità di spazi per attività missionarie specifiche per i laici, e facendo eco alla stessa loro richiesta, il Segretariato Generale si propone di tenere aggiornato un quadro generale delle possibili attività missionarie. A questo riguardo sollecita le provincie ad operarsi alla creazione di opportunità e strutture di servizio missionario.

Livello Area/Provincia

Oltre a quanto già stabilito dal XI Capitolo Generale che venga designato "in ogni provincia ….un religioso per la promozione ed il coordinamento dei laici scalabriniani", il Segretariato Generale incoraggia la formazione di un Segretariato Provinciale (Regionale) per la promozione dei laici scalabriniani, con la presenza attiva degli stessi.
Durante le assemblee provinciali si includa, fra le relazioni di dovere, il resoconto annuale sulla formazione e attività dei laici.
Nel corso delle assemblee provinciali verranno fissati per i laici scalabriniani tempi e modalità per una loro presenza di testimonianza e di verifica.
Accettando il suggerimento XI Capitolo (DC # 41.e), il segretariato generale intende promuovere, con l’apporto di ciascuna Direzione Provinciale (Regionale) interessata, un incontro di laici scalabriniani, a livello di area, ogni due anni.
Ogni provincia (regione) è fortemente incoraggiata ad aprire spazi di missione per laici provenienti dal suo interno o da altre aree o provincie, dando nota di questo al Segretariato Generale.
Per facilitare lo scambio di informazioni e per un’utile classificazione dei gruppi, ogni segretariato provinciale (regionale) si impegnerà a stilare e a tenere aggiornato un inventario dei gruppi laici scalabriniani, dei loro dirigenti e recapiti, e delle loro attività ed iniziative.
Data l’importanza ed utilità di conoscere i gruppi che già sono impegnati a livello politico, sociale e accademico nel campo migratorio, e per esplorare possibilità di collaborazione con essi, si chiede la collaborazione del segretariati provinciali nello stilare un inventario delle ONG che operano in questo campo (DC n° 42).

Livello Locale

La riuscita del progetto laici scalabriniani trova la sua verifica a livello di parrocchia o missione locale. Il Segretariato Generale, quindi, cosciente dell’importanza dell’apporto di ogni religioso missionario, sfida ogni comunità ad essere fermento di un gruppo di laici scalabriniani.
Essendo il nostro carisma un dono condiviso con la Chiesa universale, non riteniamo valido che il movimento laico scalabriniano si limiti al contesto di parrocchie o altre posizioni pastorali scalabriniane. Incoraggiamo quindi la formazione di gruppi laici scalabriniani capaci di condividere il loro carisma scalabriniano e di animare con esso la pastorale migratoria della chiesa locale.

Identità del Laico Scalabriniano

Alla luce del XI Capitolo generale, nonché delle esperienze e delle riflessioni in seno alle nostre comunità, possiamo riproporre i seguenti aspetti che possono essere utilizzati come criteri per caratterizzare il laico scalabriniano.
Il laico scalabriniano è una persona che prende coscienza della sua vocazione battesimale ed è disposto a vivere la dimensione del Regno nel mondo dell’emigrazione nello spirito di Scalabrini.
Il laico scalabriniano vive la dimensione di Chiesa come popolo di Dio in cammino, testimoniando in essa i valori di accoglienza, solidarietà e giustizia.
Il laico scalabriniano si propone di vivere la missione scalabriniana che si caratterizza per la sua specificità, specializzazione, esemplarità, cattolicità, comunione e interetnicità.
Il laico Scalabriniano è, quindi, la persona che ama Cristo, Scalabrini, il Migrante, la famiglia scalabriniana ed il suo gruppo nella realtà di emigrazione in cui vive, nella prospettiva del regno di Dio.

Tipologia di Presenza, Impegno Laicale, Forme di Aggregazione.

IL Segretariato Generale ha accolto con profondo interesse le relazioni sulle attività in corso relative alla promozione dei laici scalabriniani nelle quattro aree della Congregazione. Da esse sono emerse la varietà e la ricchezza di espressioni e di modalità di organizzazione del laicato scalabriniano e, pur constatando limiti e difficoltà, ci si è resi conto che le forme di presenza del laicato scalabriniano possono variare. Qualunque sia la forma, ci si deve, comunque, confrontare con criteri di aggregazione tra i quali suggeriamo:

Attenzione e sensibilità alla realtà dell’emigrazione e capacità di leggerla con occhio di fede;
Disponibilità a condividere il dramma dell’emigrazione;
Uno spirito di preghiera e di conversione continua ai valori del vangelo;
Partecipazione alla vita della Chiesa locale;
Una capacità di dialogo e di apertura all’altro e al diverso;
Una disponibilità al servizio;
Partecipazione ai corsi di formazione;

Il Segretariato Generale, durante i suoi incontri annuali previsti nelle quattro aree della Congregazione, propone una verifica dei tipi di presenza e di impegni la’ dove si sia già avviato un cammino di laicato scalabriniano, per arrivare ad identificare le forme più idonee che ne favoriscano la promozione e lo sviluppo.
Dove invece il cammino del laicato scalabriniano non sia ancora stato intrapreso o ha trovato difficoltà di inizio, il Segretariato Generale ripropone lo schema operativo già definito dal Segretariato Generale per la Pastorale e la Vita Religiosa nel suo incontro del 1994:

Prima fase: Appello e Proposta (si prevede un anno per questa fase)
Seconda fase: Formazione (si prevede un minimo di due anni)
Terza fase: aggregazione e mandato

Appello e Proposta

L’appello a considerare la vocazione al laicato scalabriniano viene fatto innanzitutto da un religioso o da un laico scalabriniano qualificato. Le motivazioni da utilizzare per un appello efficace devono includere:

la condivisione di una esperienza fatta nel campo dell’emigrazione,
il racconto di come Scalabrini ha scoperto gli emigrati (Visite pastorali - Stazione di Milano - porto di Genova - Soc. San Raffaele, ecc..),
aiutando una o più persone a prendere coscienza della propria esperienza migratoria vissuta in prima persona,
contribuendo alla scoperta di come la condizione umana sia radicalmente migratoria.

All’appello segue la proposta di costituire un gruppo laico, o di aggregarsi ad uno già esistente, per condividere con la famiglia scalabriniana il servizio al migrante. Tale proposta, comunque, si concretizzerà nella costituzione di un gruppo, o nella partecipazione ad esso, che, nella sua vita quotidiana assume e vive consciamente la sua specificità laicale, pur sempre nel servizio dello stesso carisma scalabriniano.
Un gruppo di laici scalabriniani non dovrà mai escludere la presenza di un religioso scalabriniano senza tradire lo spirito e la mente di Scalabrini che vedeva nella complementarità delle vocazioni la realizzazione dello spirito ecclesiale.
Nella fase dell’appello si dia particolare attenzione ai giovani. Il Segretariato Generale ha accolto con favore le iniziative sorte in qualche zona della Congregazione di creare un movimento giovanile scalabriniano con finalità missionarie e vocazionali. La formazione dei giovani al carisma scalabriniano, e la sfida che emana da esso, non possono che contribuire a creare un mondo di solidarietà e fraternità, facendo di molti popoli una sola famiglia umana.

Formazione e Risposta del Laico Scalabriniano

Formazione

Il laico scalabriniano si impegna in un cammino di formazione personale e di gruppo per un incontro con la persona storica e lo spirito di Scalabrini, e desidera approfondire la conoscenza del carisma scalabriniano anche nella sua evoluzione storica.
La formazione scalabriniana mira ad essere una formazione di incarnazione e di esodo e avrà le seguenti caratteristiche:

Dimensione biblico-teologica: Ascolto all’appello di Dio nella situazione concreta di emigrazione (lettura di fede sulla realtà migratoria sull’esempio di Scalabrini).
Dimensione storica: Studio del fenomeno migratorio e della risposta della famiglia scalabriniana ad esso.
Dimensione socio-politica: impegno con e per il migrante che vive situazioni di sofferenze, di emarginazione e di ingiustizia.
Dimensione Ecclesiale: centralità dell’Eucaristia come esperienza di Cristo, di Chiesa, di servizio e di crescita nella comunità - preghiera personale e comunitaria.

Il periodo di formazione iniziale durerà per un minimo di due anni e prevede anche brevi esperienze di missione nella realtà immediata di emigrazione dove opera il gruppo.
La formazione del laico scalabriniano deve essere permanente e si deve sempre integrare con attività significative che siano in piena conformità con il carisma scalabriniano.
La condivisione dei sussidi prodotti ed utilizzati nelle provincie e nelle aree incrementerà la loro ricchezza a beneficio di tutti. Per questo si raccomanda che vengano comunicati alla Segreteria Generale della Congregazione tutti i sussidi sviluppati localmente.

2. La Risposta alla Proposta

Per il laico è fondamentale vivere la sua secolarità. Il laico scalabriniano approfondisce in un modo tutto particolare il carisma che Dio ha dato alla Chiesa per mezzo di Scalabrini. Aderire, quindi, ad un carisma ecclesiale, che è già vissuto da una congregazione religiosa, non significa sacrificare la sua autonomia laicale, ma servirà anzi a suscitare in questo carisma dimensioni nuove e diverse che il sacerdote e il religioso non possono testimoniare.
In fedeltà alla dimensione missionaria della vocazione laicale, l’impegno del laico scalabriniano non può mai ridursi al politico e al sociale, ma deve partire dal politico e dal sociale. Il laico è missionario nella sua secolarità. Fare del laico un collaboratore delle opere ed istituzioni della Congregazione Scalabriniana è troppo poco.
Nello spirito dell’incarnazione, il movimento laicale scalabriniano dovrà gradualmente strutturarsi. Le forme di aggregazione si definiranno partendo dall’esperienza e dai modelli già in atto, ma saranno sempre in funzione di una missione o mandato.
Oltre alle forme di aggregazione, occorrerà anche studiare le tipologie di relazione più mature ed idonee che i laici scalabriniani, coscienti dell’unicità della loro vocazione, potranno creare in seno alla famiglia scalabriniana.
Formazione degli animatori. Parte della vocazione missionaria del laico scalabriniano sarà anche contribuire alla formazione di altri laici scalabriniani e all’animazione dei gruppi.

Aggregazione e Mandato - Missione

La missione è parte integrante del processo formativo. La missione del laico scalabriniano deve essere capita e vissuta principalmente nella propria secolarità come cammino con il migrante e come scoperta del migrante quale dono di Dio. Nasce quindi dalla sua capacità e volontà di leggere la sua realtà più immediata, dove scoprirà il Cristo migrante e straniero che chiede di essere accolto e del fratello ferito dalla violenza che attende il buon samaritano.
L’esperienza di missione nella propria quotidianità può aprire un cammino di esperienza missionaria anche in altre località che i laici scalabriniani di altre nazioni possono offrire. Nella misura in cui si svilupperà questa collaborazione missionaria, e si approfondisce lo spirito di amicizia fra i laici di diverse nazioni o continenti, nascerà anche un servizio missionario che pur nella diversità di culture e di lingue darà testimonianza ad una comunione nella stessa missione.

Membri del Segretariato Generale per la Promozione dei Laici Scalabriniani

P. Pietro P. Polo

Direzione Generale

P. Giovanni Corso

Area Sud America

P. Giuseppe Fugolo

Area Nord America

P. Rui M. da Silva Pedro

Regione Europa

P. Mauro Conte

Area Australia/Asia

 

 


II INCONTRO

SEGRETARIATO GENERALE PER LA PROMOZIONE DEI LAICI SCALABRINIANI

Guaporé – Passo Fundo, RS, Brasile: 2-8 novembre 2000

(sommario)

 

I. INTRODUZIONE

1. Il comunicato ufficiale redatto in seguito al primo incontro del Segretariato Generale per la Promozione dei Laici Scalabriniani aveva esposto un programma di azione che prevedeva, fra l’altro, una serie di incontri con i gruppi di Laici Scalabriniani già operanti da qualche tempo nelle aree della Congregazione ed all’interno delle Province. Lo schema degli incontri era poi stato approvato dalla XV Assemblea dei Superiori Maggiori (Roma, 11-23 ottobre 1999) come segue:

¨ 2000: Area Sud America

¨ 2001: Area Nord America

¨ 2002: Australia/Asia e Europa

¨ 2003: Convegno dei Laici Scalabriniani a Piacenza.

Lo scopo di questi incontri di area, sempre secondo la XV ASM, era di:

- verificare i tipi di presenza e di impegno laicale in ciascuna

   delle aree;

- identificare le tipologie e le forme di aggregazione più idonee;

- fare l’inventario dei gruppi e delle aperture missionarie per il

   laicato impegnato.

2. Guaporé 2000: Seguendo il programma sopra esposto, il secondo incontro del Segretariato Generale per la Promozione dei Laici Scalabriniani ebbe luogo nell’area del Sud America in occasione dell’Incontro Giubilare dei Laici Scalabriniani delle tre Province del Cono Sur tenutosi presso il "Recanto São Carlos – Centro di Formazione e di Spiritualità" di Guaporé dal 2 al 5 novembre 2000. La partecipazione del Segretariato Generale a questo incontro è servita a rafforzare la dimensione di Congregazione dell’incontro stesso e dell’internazionalità del Carisma Scalabriniano. In seno a questa animata e festosa riunione, il Segretariato ha potuto costatare la vitalità del Carisma e della Spiritualità scalabriniana vissuti nelle varie modalità e nei complessi contesti migratori della vasta Area del Sud America e testimoniati da uomini e donne di tutte le età e provenienti dal ricco mosaico di culture e popoli del Cono Sur.

3. I gruppi di Laici scalabriniani presenti nelle tre Province Scalabriniane del Sud America erano numericamente ben rappresentati. Uno sguardo veloce ai dati che seguono evidenzia la dimensione nuova che lo Spirito sta aprendo al carisma scalabriniano nel mondo del laicato impegnato.

Prov. San Giuseppe: 31 Laici - 2 Sacerdoti

Prov. San Paolo: 34 Laici - 3 Sacerdoti - 1 Fratello

Prov. San Pietro: 44 Laici - 5 Missionari - 3 Seminaristi

Altri partecipanti: 2 Missionarie Secolari - 5 Membri del Segretariato Generale

Totale presenze: 130

109 Laici Scalabriniani - 16 Missionari Scalabriniani - 2 Missionarie Secolari -3 Seminaristi

Le nazionalità rappresentate all’incontro erano: Argentini, Boliviani, Brasiliani, Cileni, Italiani, Paraguaiani, Peruviani, Portoghesi, Uruguayani.

4. La riscoperta di un carisma comune, ricco e articolato, ma saldo nella sua unità, ha caratterizzato gran parte dello spirito dell’incontro in tutti i suoi momenti più o meno intensi. I Laici Scalabriniani non hanno bisogno di un fondatore e nemmeno lo cercano: sanno di avere nel Beato Scalabrini il fondatore, il carisma e la spiritualità, e nella Congregazione Scalabriniana l’attuazione e lo svolgimento storico del carisma scalabriniano e quindi l’appoggio e l’accompagnamento di cui hanno bisogno per la loro crescita.

5. Tre immagini sono emerse dall’incontro di Guaporé che, per un interessante accostamento, rappresentano anche le tre esigenze fondamentali derivanti dall’incontro stesso:

a)  Esigenza di Formazione integrata con esperienza di missione

      Immagine: il bambino che cammina ed impara affianco

      all'adulto

b) Esigenza di Organizzazione: Coordinamento

    e Comunicazione

    Immagine: La piazza al centro del villagio

c) Esigenza di Missione come invio

    Immagine: Angeli con una sola ala

II. LA PAROLA AI LAICI

Nelle sedute di lavoro che fecero seguito all’incontro di Guaporé, il Segretariato si soffermò per cogliere i temi ed i punti più importanti che i Laici stessi avevano toccato e sottolineato, sia come fattore positivo che come aspetto critico, nella comune valutazione del loro lavoro e della loro esperienza di Laici Scalabriniani. Abbiamo riassunto i punti emersi in tre esigenze, ciascuna accompagnata da una sua immagine particolare captata nel corso dell’incontro giubilare:

 

1. Esigenza di Formazione integrata con esperienza di missione

1.      L’immagine del bambino che cammina ed impara affianco all’adulto viene dalla riflessione di uno dei gruppi. Con questo si vuole sottolineare che tanto i singoli, come i gruppi, riconoscono la necessità di una formazione più solida e più completa nella conoscenza del Beato Scalabrini e nell’approfondimento del suo carisma.

2.      Per quanto riguarda l’identità del laico scalabriniano non vi è stata nessuna controproposta alla definizione corrente in Congregazione (Capitolo XI Doc. Finale nº 38), anzi tale definizione è stata unanimemente accettata come valida. Si è concordato, inoltre, che tale identità è intimamente connessa al processo formativo e alla conoscenza di Scalabrini, oltre che alla presenza di un impegno concreto per i migranti.

3.      L’amore del laico scalabriniano per il Beato Scalabrini, l’attaccamento alla Congregazione Scalabriniana ed il suo amore per essa furono ampiamente testimoniati durante l’incontro, unitamente ad una volontà più volte espressa di approfondire la conoscenza di Scalabrini, la radicalità delle sue iniziative ed il coraggio apostolico che le ha motivate, e di familiarizzarsi con lo sviluppo storico del carisma scalabriniano e della sua spiritualità.

4.      Tale formazione non consista unicamente di momenti separati con svolgimento di temi non sempre fra loro collegati, ma sia, piuttosto, un susseguirsi di temi legati da una palese continuità, uniformi nel contenuto e nella struttura e facilitati da tappe e da scadenze.

5.      Si richiede la presenza di un punto di riferimento per materiale, programmi, sussidi, bibliografie accessibili a tutti.

6.      Questa formazione non dovrebbe avere come solo oggetto il laico. Da più parti, infatti, viene volutamente sottolineato il bisogno di sensibilizzare i religiosi missionari scalabriniani allo specifico della vocazione laicale, alla presenza ed alla missione dei gruppi di laici scalabriniani nella formazione nei seminari, nella programmazione pastorale e nell’assistenza diretta al migrante. Si raccomanda che questo sforzo di sensibilizzazione abbia origine già fin dalla formazione iniziale e sia incluso nei programmi di formazione continua.

7.      La formazione non è completa se non è integrata da una esperienza di missione. Per questo si sente forte il bisogno di creare spazi di missione, tanto nella propria area come in altre, per facilitare tale esperienza diretta di missione e di azione.

2. Esigenza di Organizzazione: Coordinamento e Comunicazione

·        L’immagine della piazza del villaggio è stata riferita da una laica scalabriniana: la mentalità occidentale nel disegnare una piazza, crea già dall’inizio anche i passaggi ed assegna gli spazi secondo concetti artistici soggettivi, non sempre rispettati dagli utenti della piazza, mentre la mentalità orientale (giapponese) pur tracciando la piazza, lascia libero lo spazio osservando dove passa la gente e creando poi i passaggi conforme al bisogno e all’uso.

·        Si sente il bisogno di rafforzare la struttura organizzativa a livello locale, di provincia e di area.

·        Si eviti di incominciare sempre da capo assumendo atteggiamenti troppo critici, ma stabilire passi e schemi concreti per solidificare i gruppi locali.

·        Nel caso tipico del Sud America, si costituisca un gruppo di tre persone rappresentanti i laici delle tre province. Queste persone, debitamente designate dalla base, potranno coordinare programmi ed incontri, promuovere iniziative di area, ed animare i gruppi di base.

·        Si sente forte il bisogno di una più efficiente rete di comunicazione a tutti i livelli per condividere idee, esperienze e sfide nel processo formativo e nell’attuazione del carisma.

 

3. Esigenza di Missione come invio

1.     L’Immagine dell’angelo con una sola ala, è stata rilevata dal Segretariato stesso come frutto della valutazione dell’incontro: "Siamo angeli con una sola ala! Per poter volare dobbiamo abbracciarci!"

2.     Sebbene l’accompagnamento del laico scalabriniano sia necessario fin dall’inizio con il processo formativo, esso diventa fondamentale per garantire la validità e l’efficacia della missione.

3.     Gli spazi per la missione del Laico Scalabriniano tuttora esistenti non sono sufficienti. Laddove tali spazi non sono presenti, o sono perfino ostacolati, la comunità scalabriniana (nelle parrocchie, nelle missioni e nei centri di assistenza) si deve impegnare di più nell’aprirsi al ruolo del laico e a lasciarsi stimolare dalla sua presenza e dal suo impegno.

 

III. PANORAMICA DEL MOVIMENTO LAICALE IN CONGREGAZIONE

I quattro rappresentanti di area del Segretariato hanno fatto una relazione documentata sulla presenza, sulle attività e sullo sviluppo del movimento laicale scalabriniano nella propria area. In base a queste relazioni verrà redatto in seguito un quadro delle presenze di laici scalabriniani nelle province e si farà un tentativo di lista delle varie tipologie. Da questo esame delle dinamiche locali emergono, comunque, evidenti aspetti positivi ed incoraggianti, come anche settori richiedenti maggior attenzione.

Elenchiamo, innanzitutto gli aspetti positivi che sono segni inconfondibili di un cammino già avviato.

1. Aspetti positivi: il cammino è iniziato.

·        È iniziato il cammino nella maggior parte delle provincie. La fase teorica è stata superata. Vi sono persone singole e gruppi interessati, che hanno risposto da tempo all’appello della Congregazione espresso in modo particolare nel Capitolo XI.

·        Di fronte alla poca apertura e alla mancanza di comprensione da parte di alcuni Religiosi e delle strutture parrocchiali, i laici dimostrano comprensione e pazienza e non si danno a critiche inutili.

·        È alquanto evidente da tutte le relazioni che i Laici amano la Congregazione ed il carisma Scalabriniano. In particolare la presenza della donna conferisce al Carisma una preziosa e necessaria dimensione femminile di madre e di educatrice.

·        Si sono fatti dei passi molto significativi nelle provincie nel preparare materiale e programmi di formazione per i laici. Mentre continua questo impegno in varie forme nel Sud America ed in Europa, vanno qui segnalate in modo particolare le Sette Unità Didattiche redatte con sforzo comune dai Segretariati delle due Province Nord Americane coadiuvati da laici competenti e generosi. Esse offrono unità e continuità di contenuto e di forma, ed assicurano una relativa uniformità di metodo didattico.

·        Stanno sorgendo all’interno dei vari gruppi persone dotate di capacità per funzioni di guida in seno al movimento laico. Occorre quindi valorizzare queste persone ed apprezzare la loro testimonianza radicale al carisma scalabriniano che spesso costituisce uno stimolo e un richiamo anche ai confratelli religiosi.

·        Nella concreta azione missionaria in cui sono impegnati, i laici sono mediatori fra le varie culture e nazionalità da cui essi stessi provengono, costruiscono ponti di dialogo e di mutua comprensione e, attraverso iniziative come la settimana o il giorno del migrante e pellegrinaggi, sensibilizzano la Chiesa locale all’accoglienza e all'alterità.

·        È stato particolarmente edificante l’esempio di alcuni gruppi di laici nell’affrontare il problema economico: in modo particolare va segnalato il senso di solidarietà, lo spirito di iniziativa e l’ottica che mette anche la questione economica in funzione della missione.

2. Aspetti che necessitano maggior attenzione

·        È ancora insufficiente il ruolo di guida e di gestione dei gruppi da parte dei laici stessi, come appare ancora preponderante un certo paternalismo che intralcia un cammino di crescita e di libertà di azione.

·        Appare evidente ovunque il bisogno di sensibilizzare i confratelli religiosi alla presenza ed alla vocazione del laico scalabriniano.

Ad Intra: vista l’azione ostacolante di alcuni confratelli religiosi, si introduca fin dalla formazione iniziale e nei momenti forti della formazione permanente (corsi di Piacenza e di area) il tema della vocazione e della missione scalabriniane del laico.

Ad Extra: le comunità (parrocchie e missioni) assistite dai confratelli scalabriniani devono essere sfidate ad essere comunità aperte tanto nell’accogliere il nuovo migrante come nel permettere ai "loro sacerdoti" di dedicarsi ad altri gruppi più bisognosi.

·        Facendo uso dei documenti del Concilio Vaticano II e della Esortazione Apostolica di Giovanni Paolo II "Christifideles Laici", si raccomanda uno studio accurato sulla vocazione laicale nella Chiesa, permettendo ad essa lo spazio necessario alla crescita ed al servizio.

·        Si sente maggiormente il bisogno di condividere materiali, sussidi, testimonianze, esperienze ed idee; si consideri, quindi, di stabilire un punto di riferimento centrale per informazioni a questo riguardo.

·        Bisogna chiarire la funzione dei rappresentanti di area del Segretariato generale, e dei responsabili di Provincia, considerando la possibilità di affidare a loro il ruolo di animatori dei gruppi di laici nella propria area e provincia.

·        È importante una preparazione adeguata dei laici al servizio del carisma. Si consideri, quindi, la sponsorizzazione di laici qualificati al SIMI per un approfondimento professionale del carisma scalabriniano.

·        Coltivare maggiormente la spiritualità dei gruppi con ritiri, incontri di preghiera e di riflessione, ecc...

 

IV. PROPOSTE - UNO SGUARDO AD UN PROSSIMO FUTURO

Dopo aver dato uno sguardo globale allo sviluppo in atto del Laicato Scalabriniano, il Segretariato crede opportuno offrire le seguenti proposte per appoggiare la crescita del movimento laico ed il suo inserimento progressivo nel carisma affianco alla Congregazione Scalabriniana.

1. Formazione

·        Formazione Permanente: Il tema della vocazione laicale e la sua dimensione scalabriniana sia fatto oggetto di studio e di riflessione in seno a tutte le iniziative per la formazione permanente (corsi di Piacenza, corsi di area, incontri di comunità locale).

·        Formazione Iniziale e Promozione Vocazionale: Non pensiamo di chiedere troppo se suggeriamo che i candidati alla vita religiosa ed al sacerdozio abbiano innanzitutto una buona base come laici scalabriniani, pronti al servizio ed al sacrificio. Ci sentiamo inoltre di raccomandare che la vocazione laicale in seno alla Chiesa ed al carisma scalabriniano sia elemento integrante nel processo formativo iniziale della Congregazione e nella pastorale vocazionale.

·        Il Governo della Congregazione ed i Laici:

Il Segretariato prende atto con soddisfazione che il suo suggerimento di includere la presenza dei laici nelle Assemblee provinciali, almeno nei momenti in cui essi sono oggetto di relazioni o di dibattiti, è stato accolto in alcune province; ripropone, quindi, la stessa prassi anche per quelle province che ancora non hanno considerato l’integrazione del laicato scalabriniano in questo momento importante di verifica e di programmazione per la comunità provinciale ed il suo progetto missionario.

Il Segretariato chiede inoltre che la Promozione dei Laici Scalabriniani, che è parte del progetto missionario scalabriniano della Congregazione (XI Capitolo), sia sempre all’ordine del giorno delle Assemblee dei Superiori locali.

Il Superiore locale, inoltre, come garante del progetto missionario scalabriniano all’interno della sua comunità, deve estendere il suo ruolo di garante e promotore anche nei riguardi dei Laici Scalabriniani.

·        Chiediamo alle province di studiare modi di sponsorizzazione di laici qualificati al SIMI in cambio di un servizio in seno alla provincia. Facciamo appello inoltre ai Centri Studi e di pastorale di rendersi disponibili alla formazione dei Laici Scalabriniani aiutandoli a conoscere la realtà migratoria contemporanea nella loro area.

·        Avendo esaminato le varie proposte di processo formativo per laici in Congregazione, il Segretariato crede opportuno riprendere la sua proposta originale già espressa nel suo primo comunicato, chiedendo a tutti, laici e confratelli religiosi, che ciascuna delle quattro dimensioni in esso elencate (biblico-teologica, storica, socio-politica ed ecclesiale) sia integrata nelle proposte e nei programmi formativi.

·        La proposta di formazione per i Laici Scalabriniani è stata recentemente arricchita dalla TRADITIO SCALABRINIANA che esprime la dinamica e la vitalità storica del nostro carisma e della sua carica spirituale. Nella sua versione di traccia e di strumento di lavoro questo documento prezioso, approvato formalmente dalle tre Direzioni Generali, è già stato consegnato ai rappresentanti dei Laici Scalabriniani delle tre provincie del Sud America. Allo stesso modo il Segretariato la propone anche per i gruppi laici nelle altre aree della Congregazione affinché anch'essi possano nutrirsi del suo ricco contenuto.

2. Spazi di azione missionaria

Pur disponendo di luoghi significativi per un impegno missionario in alcune aree della Congregazione, sono tuttora insufficienti le opportunità di servizio missionario offerte ai laici. Chiediamo, pertanto, alle parrocchie, missioni ed altre strutture e posizioni scalabriniane di creare spazi di impegno missionario per laici e di aprire a questo scopo le loro strutture.

3. La sfida economica

Il movimento laico, nel suo momento attuale di crescita e di sviluppo, ha bisogno anche di un appoggio economico. Si suggerisce una campagna di solidarietà in seno alla Congregazione per la creazione di un Fondo per Laici Scalabriniani. Eventuali somme provenienti da tale Fondo saranno devolute in vista di progetti specifici convalidati dai responsabili di provincia e di area.

 

V. CONCLUSIONE

In conclusione, facciamo uso di un altra immagine propostaci nell’Incontro Giubilare dei Laici Scalabriniani di Guaporé: "a montanha e a rua" – "oração e ação". In questa immagine, presa dallo stile di vita di Gesù stesso, che spesso si ritirava sulla montagna a pregare per poi scendere fra la gente ad evangelizzare e confrontarsi con la condizione umana, vediamo un modello di vita tanto per i Laici Scalabriniani come per i missionari che li accompagnano.

Scopriamo inoltre in essa la sorgente del coraggio apostolico di Scalabrini che unì "oração e ação" nella sua opera di vescovo e di fondatore. La testimonianza al carisma nel impegno quotidiano (a rua) sarà tanto più efficace e trasparente, quanto più sarà profondo ed intimo lo spirito di preghiera e di fiducia in Dio (a montanha).

P. Pietro P. Polo

Direzione Generale

P. Giovanni Corso

Area Sud America

P. Francisco Pellizzari

Area Nord America

P. Rui M. da Silva Pedro

Regione Europa

P. Mauro Conte

Area Australia/Asia


II ENCONTRO

SECRETARIADO GERAL PARA A PROMOÇÃO DOS LEIGOS SCALABRINIANOS

Guaporé – Passo Fundo, RS, Brasil: 2-8 de novembro de 2000

(sommario)

 

INTRODUÇÃO

O comunicado oficial redigido logo após o encontro do Secretariado Geral para a Promoção dos Leigos Scalabrinianos tinha exposto um programa de ação que previa, entre outros, uma série de encontros com os grupos de Leigos Scalabrinianos já atuantes há algum tempo nas áreas da Congregação e dentro das Províncias. O esquema dos encontros tinha sido, depois, aprovado pela XV Assembléia dos Superiores Maiores (Roma, 11-13 de outubro de 1999) como segue:

2000: Área Sulamericana

2001: Área Norteamericana

2002: Área Austrália/Ásia e Europa

2003: Congresso dos Leigos Scalabrinianos em Piacenza.

 objetivo desses encontros de área, sempre segundo a XV ASM, era de:

verificar os tipos de presença e de empenho laical em cada uma das áreas;

identificar as tipologias e as formas de agregação mais idôneas;

fazer o inventário dos grupos e das aberturas missionárias para o leigo comprometido.

Guaporé 2000: seguindo o programa exposto acima, o segundo encontro do Secretariado Geral para a Promoção dos Leigos Scalabrinianos aconteceu na área sulamericana por ocasião do Encontro Jubilar dos Leigos Scalabrinianos das três províncias do Cone Sul realizado junto ao Recanto São Carlos – Centro de Fomação e de Espritualidade de Guaporé, de 2 a 5 de novembro de 2000. A participação do Secretariado Geral neste encontro serviu para reforçar a dimensão de Congregação do próprio encontro, e da internacionalidade do Carisma Scalabriniano. Dentro desta reunião animada e festiva, o Secretariado pôde constatar a vitalidade do Carisma e da Espritualidade Scalabriniana vividos nas várias modalidades e nos complexos contextos migratórios da vasta área da América do Sul e testemunhados por homens e mulheres de todas as idades e provenientes do rico mosaico de culturas e povos do Cone Sul.

Os grupos de Leigos Scalabrinianos provenientes das três Províncias Scalabrinianas da América do Sul estavam numericamente bem representados. Um rápido olhar nos dados que seguem evidencia a dimensão nova que o Espírito está abrindo ao carisma scalabriniano no mundo do laicado comprometido.

Prov. São José: 31 leigos - 2 sacerdotes

Prov. São Paulo 34 leigos - 3 sacerdotes - 1 irmão

Prov. São Pedro 44 leigos - 5 missionários - 3 seminaristas

Outros participantes 2 missionárias seculares

5 membros do secretariado geral

 

Total de presenças: 130 109 leigos scalabrinianos

16 missionários scalabrinianos

2 missionárias seculares

3 seminaristas

As nacionalidades representadas no encontro eram: argentinos, bolivianos, brasileiros, chilenos, italianos, paraguaios, peruanos, portugueses e uruguaios.

A descoberta de um carisma comum, rico e articulado, mas sólido na sua unidade, caracterizou grande parte do espírito do encontnro em todos os seus momentos mais ou menos intensos. Os Leigos Scalabrinianos não têm necessidade de um fundador, e nem o procuram: sabem ter no Bem-aventurado Scalabrini o fundador, o carisma e a espiritualidade, e na congregação scalabriniana a atuação e desenvolvimento histórico do carisma scalabriniano e, portanto, o apoio e o acompanhamento de que têm necessidade para o seu crescimento.

Três imagens emergiram do encontro de Guaporé que, por uma aproximação interessante, representam também as três exigências fundamentais derivadas do próprio encontro:

·         Exigência de Formação integrada com experiência de missão - Imagem: a criança que caminha e aprende ao lado do adulto

·         Exigência de Organização: coordenação e comunicação - Imagem: a praça no centro da vila

·         Exigência de Missão como envio - Imagem: Anjos com uma asa só.

A PALAVRA AOS LEIGOS

Nas sesssões de trabalho que se seguiram ao encontro de Guaporé, o Secretariado parou para colher os temas e os pontos mais importantes que os próprios Leigos tinham tocado e sublinhado, tanto fator positivo como aspecto crítico, na avaliação comum do trabalho deles e da sua experiência de Leigos Scalabrinianos. Resumimos os pontos que emergiram em três exigências, cada uma acompanhada por uma imagem particular captada no decurso do encontro jubilar:

Exigência de Formação integrada com a experiência de missão

A imagem da criança que caminha e aprende ao lado do adulto vem da reflexão de um dos grupos. Com isto se quer sublinhar que, tanto os indivíduos como os grupos, reconhecem a necessidade de uma formação mais sólida e mais completa no conhecimento do Bem-aventurado Scalabrini e no aprofundamento de seu carisma.

Quanto à identidade do leigo scalabriniano não houve nenhuma contra-proposta à definição corrente na Congragação (Capítulo XI, Doc. Final no. 38); pelo contrário, tal definição foi unanimemente aceita como válida. Concordou-se ainda que tal identidade está intimamente ligada ao processo formativo e ao conhecimento de Scalabrini, além da presença de um compromisso concreto com os migrantes.

O amor dos leigos scalabrinianos para com o Bem-aventurado Scalabrini, o apego à Congregação Scalabriniana e o seu amor para com ela foram amplamente testemunhados durante o encontro, unidos a uma vontade muitas vezes expressa de aprofundar o conhecimento de Scalabrini, a radicalidade de suas iniciativas e a coragem apostólica que as motivou, e de familiarizar-se com o desenvolvimento histórico do carisma scalabriniano e da sua espiritualidade.

Tal formação não consista unicamente de momentos separados com desenvolvimento de temas não sempre interligados entre si, mas seja, antes, uma sucessão de temas ligados por uma clara continuidade, uniforme no conteúdo e na estrutura, e facilitados por etapas e tempos.

Pede-se a presença um ponto de referência para o material, programas, subsídios, bibliografias acessíveis a todos.

Esta formação não deveria ter somente como objeto o leigo. De vários lugares, de fato, é expressamente sublinhada a necessidade de sensibilizar os religiosos missionários scalabrinianos ao específico da vocação laical, à presença e à missão dos grupos de leigos scalabrinianos na formação nos seminários, na programação pastoral e na assistência direta ao migrante. Recomenda-se que este esforço de sensibilização tenha origem já desde a formação inicial e seja incluído nos programas de formação permanente.

A formação não é completa se não é integrada por uma experiência de missão. Por isto, sente-se forte a necessidade de criar espaços de missão, tanto na própria área como em outras, para facilitar tal experiência direta de missão e de ação.

Exigência de Organização: Coordenação e Comunicação

A imagem da praça da vila foi apresentada por uma leiga scalabriniana: a mentalidade ocidental ao desenhar uma praça, cria já no início também as passagens e designa os espaços segundo conceitos artísticos subjetivos, não sempre respeitados pelos usuários da praça, enquanto que a mentalidade oriental (japonesa), embora traçando a praça, deixa livre o espaço observando onde passam as pessoas e criando, depois, as passagens conforme a necessidade e o uso.

Sente-se a necessidade de reforçar a estrutura organizativa em nível local, de província e de área.

Evite-se iniciar sempre do zero assumindo atitudes demasiado críticas, mas estabelecer passos e esquemas concretos para solidificar os grupos locais.

No caso típico da América do Sul, se constitua um grupo de três pessoas representantes dos leigos das três províncias. Estas pessoas, devidamente designadas pela base, poderão coordenar programas e encontros, promover iniciativas de área e animar os grupos de base.

Sente-se forte a necessidade de uma rede de comunicação mais eficaz em todos os níveis para partilhar idéias, experiências e desafios no processo formativo e na atuação do carisma.

Exigência de missão como envio

A imagem do anjo com uma asa só, foi tomada do próprio Secretariado como fruto da avaliação do encontro: "Somos anjos com uma asa só! Para poder voar devemos nos abraçar!"

Embora o acompanhamento do leigo scalabriniano seja necessário desde o início com o processo formativo, ele se torna fundamental para garantir a validade e a eficácia da missão.

Os espaços para a missão do Leigo Scalabriniano existentes no momento não são suficientes. Lá onde tais espaços não estão presentes, ou são até obstaculizados, a comunidade scalabriniana (nas paróquias, nas missões e nos centros de assistência) deve se empenhar mais para abrir-se ao papel do leigo e deixar-se estimular pela sua presença e pelo seu compromisso.

 

PANORAMA DO MOVIMENTO LAICAL NA CONGREGAÇÃO

Os quatro representantes de área do Secretariado apresentaram um relatório documentado sobre a presença, a atividade e o desenvolvimento do movimento laical scalabriniano na própria área. Em base a estes relatórios, será redigido a seguir um quadro das presenças de leigos scalabrinianos nas províncias, e se fará uma tentativa de lista das várias tipologias. Deste exame das dinâmicas locais emergem, de algum modo, aspectos positivos e encorajadores evidentes, bem como setores que requerem maior atenção.

Elencamos, antes de tudo, os aspectos positivos que são sinais inconfundíveis de um caminho já iniciado.

Aspectos positivos: o caminho iniciou

O caminho foi iniciado na maior parte das províncias. A fase teórica foi superada. Existem indivíduos e grupos interessados, que há tempo responderam ao apelo da Congregação expresso de modo particular no XI Capítulo.

Diante da pouca abertura e da falta de compreensão por parte de alguns Religiosos e das estruturas paroquais, os leigos demonstram compreensão e paciência, e não ficam fazendo críticas inúteis.

É um tanto evidente em todos os relatórios que os Leigos amam a Congregação e o Carisma Scalabriniano. Particularmente a presença da mulher confere ao Carisma uma preciosa e necessária dimensão feminina de mãe e educadora.

Foram feitos passos muito significativos nas províncias no preparar material e programas de formação para os leigos. Enquanto continua este compromisso de várias formas na América do Sul e na Europa, são assinaladas aqui de modo particular as Sete Unidades Didáticas redigidas conjuntamente pelos Secretariados das duas Províncias norteamericanas coadjuvados por leigos competentes e generosos. Elas oferecem unidade e continuidade de conteúdo e de forma, e garantem uma relativa uniformidade de método didático.

Estão surgindo dentro dos vários grupos pessoas dotadas de capacidades para função de guia dentro do movimento leigo. É preciso, portanto, valorizar estas pessoas e apreciar o seu testemunho radical do carisma scalabriniano que, com frequência, constitui um estímulo e um chamamento também para os coirmãos religiosos.