Laici Scalabriniani
http://www.nessunluogoelontano.it
http://www.meetingloreto.it
http://www.slm.faithweb.com
Sito del Primo
Congresso Mondiale dei Laici Scalabriniani
Piacenza
1 – 5 giugno 2005
Giovanni Battista Scalabrini amava ripetere che il problema
migratorio poteva essere risolto solo con l'apporto di tutte le forze di
buona volontà. Spinte dall'ideale e dall'impegno pastorale del Vescovo di
Piacenza, le tre Famiglie Scalabriniane da tempo hanno sentito la necessità
di una sempre più stretta collaborazione con i laici. Il Vescovo di Piacenza
aveva fondato l’associazione laicale "San Raffaele" da affiancare
ai missionari a cui aveva chiesto di promuovere nelle Americhe una rete di
sodalizi e confraternite per aiutare il migrante a scoprire la sua vera
identità e diventare così parte viva della società e della chiesa di
accoglienza. Attorno al Padre dei migranti si sviluppa una fitta rete di
comitati composti da uomini e donne impegnati a sensibilizzare la società sul
dramma delle migrazioni e a collaborare con i missionari nel loro apostolato.
Oggi, con la globalizzazione delle migrazioni, diviene sempre più necessaria
una condivisione tra le tre Famiglie Scalabriniane e i "laici
scalabriniani" che desiderano impegnarsi perché i "figli della miseria
e del lavoro" ritrovino la loro dignità. Sono infatti sempre più
numerosi coloro che, sollecitati dall'attualità ed originalità
dell'insegnamento e del carisma scalabriniani, intendono dare una direzione
specifica alla loro vocazione missionaria laicale, dedicandosi ai migranti
nell'ambito dello studio o della politica, nel volontariato, nell'animazione
pastorale, nel settore dei mass media. Si stanno così moltiplicando a favore
di tanti volontari, alla ricerca di motivazioni profonde per impegnarsi in
campo migratorio, itinerari di formazione e di spiritualità, proposte di
servizio missionario annuale o pluriennale e momenti di confronto dove si
approfondiscono gli ideali di collaborazione ecclesiale e si sperimentano
nuove forme di impegno in una comunione di intenti ove i diversi apporti
contribuiscono alla costruzione dell’unico Corpo di Cristo. "Scalabrini
è anche nostro", ripetono i laici che condividono con i missionari e le
missionarie l’esaltante vocazione migratoria. Il sogno di Scalabrini non
conosce confini: è un dono a tutta la Chiesa.
Segretariato Generale dei Laici
DOCUMENTI
VI Incontro del Segretariato
Generale per la Promozione dei laici
Foros de Amora (Portogallo), 1-3 luglio 2004
V Incontro del Segretariato
Generale per la Promozione dei laici
Piacenza, 29 settembre - 1 ottobre 2003
III Incontro
del Segretariato Generale per la Promozione dei Laici
Tijuana 9-11 novembre 2001 / Los Angeles 12-16 novembre 2001
Carta aos nossos irmãos e irmãs, leigos e
leigas Scalabriniaos
Presentes
no Jubileu 2000 de 2 a
5 de Novembro em Guaporé, RS, Brasil
Carta a nuestros Hermanos y Hermanas Laicos
Scalabrinianos
Presentes
en el Jubilieo 2000 - Guaporé, RS, Brasil: 2-5 noviembre 2000
II Encontro Secretariado Geral
para a Promoção dos Leigos Scalabrinianos
Guaporé
– Passo Fundo, RS, Brasil: 2-8 de novembro de 2000
II
Incontro del Segretariato Generale per la Promozione dei Laici Scalabriniani
Guaporé
– Passo Fundo, RS, Brasile: 2-8 novembre 2000
I
Incontro del Segretariato Generale dei Laici Scalabrinini
Roma 15-18 giugno 1999
I INCONTRO
SEGRETARIATO GENERALE PER LA PROMOZIONE DEI
LAICI SCALABRINIANI
Roma:
15-18 giugno 1999
(sommario)
Dichiarazioni del XI
Capitolo Generale, tenutosi a Roma il 4-26 settembre 1998
Il Capitolo, intendendo
rilanciare la promozione dei laici scalabriniani, ricorda che la
partecipazione al carisma delle Congregazioni religiose si colloca nella
visione della comunione ecclesiale tra le vocazioni e gli stati di vita, i
quali sono diversi e complementari ed ordinati al servizio uno dell’altro.
Inoltre "la partecipazione dei laici non raramente porta inattesi e
fecondi approfondimenti di alcuni aspetti del carisma, ridestandone
un’interpretazione più spirituale e spingendo a trarne indicazioni per nuovi
dinamismi apostolici" .
Il X Capitolo generale ha sottolineato la necessità di valorizzare i
laici nella nostra missione specifica, aprendo spazi di collaborazione e
responsabilità, "nella convinzione che tutti, come battezzati, lavoriamo
nella vigna del Signore con carismi e ministeri diversi e complementari"
Inoltre i recenti Convegni di spiritualità hanno messo in evidenza il
contributo peculiare dei laici ed hanno favorito il sorgere di una maggiore
comunione nel carisma scalabriniano tra laici e religiosi. Infine si constata
con gioia che, nelle Province dove si è svolto un lavoro di formazione e di
accompagnamento, sono sorti gruppi che già amano chiamarsi "Laici
scalabriniani".
I. Introduzione
Il Segretariato Generale
per la promozione dei laici scalabriniani riceve il suo mandato dal XI
Capitolo Generale da cui fu istituito. (DC N. 35-43 "I laici nel
Progetto Missionario Scalabriniano").
Direttiva - Segretariato
Generale per la
Promozione dei Laici
(DC n° 40.b) Viene
istituito un Segretariato generale per la promozione dei laici
scalabriniani. Esso è composto da un Consigliere generale e da un
rappresentante di ciascuna delle quattro aree in cui è divisa la Congregazione,
scelto tra i coordinatori provinciali.
Il Segretariato ha come compito rilanciare l’impegno della Congregazione
nella promozione dei laici, fornendo orientamenti e sussidi didattici di
formazione, appoggiando lo studio delle varie tipologie dell’impegno laicale
e favorendo possibili forme di movimento laicale scalabriniano.
Suggerimenti - I
laici scalabriniani
(DC n° 41.d) Il Capitolo
invita il Segretariato generale per la promozione dei laici scalabriniani,
durante il prossimo sessennio, a considerare la possibilità di inserire
rappresentanti laici al suo interno.
(DC n° 41.e) Per i laici maggiormente impegnati, il Capitolo invita a
prevedere e facilitare incontri sia a livello di Provincia, che a livello di
area. Questo compito è affidato alle Direzioni provinciali, in collegamento
con il Segretariato generale.
Tali incontri hanno lo scopo di approfondire e ampliare la formazione dei
laici e così facilitare scambi di esperienze, conoscenze e amicizia
reciproca, al fine di creare uno spirito di famiglia scalabriniana.
Venga lasciata ai laici la libera iniziativa nelle strutture organizzative da
sviluppare.
Per una più fedele definizione del ruolo e dell’identità dei Laici
Scalabriniani, riprendiamo l’intuizione iniziale del Beato Scalabrini e ci
rifacciamo alla ricca tradizione della Chiesa in questi ultimi trent’anni.
Già nel 1891, il Fondatore si esprimeva così:
"Fondai
due società… che si aiutano e completano a vicenda. ...La prima una
Congregazione di Missionari, che mira principalmente al benessere spirituale
dei nostri emigrati, la seconda principalmente al loro benessere materiale.
Questa (seconda raggiunge il suo scopo) dissuadendo l’emigrazione, quando sia
avventata, vigilando l’opera degli agenti, perché non passi i limiti della
legalità, consigliando agli emigranti e indirizzandoli a buona meta, quando altro
non possono" (I° Conferenza sull’Emigrazione, Genova , 1891)
Il segretariato è inoltre
cosciente del cammino di Congregazione fatto finora, soprattutto a partire
dal X Capitolo Generale e nelle ASM, ed esprime la sua riconoscenza ai
confratelli che si sono impegnati in vari modi per la promozione dei laici
nel fare ricerche, nello sviluppare idee e sussidi di formazione e nel
promuovere vari incontri per lo scambio e la verifica delle idee e del loro
cammino. Prende atto, poi, delle numerevoli iniziative che vengono portate
avanti in questo campo nelle province e comunità locali, le approva e si
rallegra del coraggio dei laici nel superare le tante difficoltà nella
condivisione di un cammino che trova le sue radici nella visione iniziale e
profetica del Fondatore.
Abbiamo sentito tutta la difficoltà di riproporre e di sviluppare un
inserimento valido dei laici nel progetto missionario scalabriniano. Siamo
pienamente convinti che la promozione dei laici nel contesto del nostro
progetto missionario sia un dovere di tutti i Religiosi Scalabriniani nella
realtà ricca e diversa di ogni provincia. Non ci sembra possibile creare uno
schema unico valido per tutti, preferiamo portare avanti l’elaborazione
dell’unico progetto nella varietà dei contesti con un orizzonte ed
un’ispirazione comuni.
II. Il Progetto
"Laici Scalabriniani"
Il Segretariato Generale,
per rispondere al mandato del Capitolo, ed in fedeltà al suo progetto, si
interroga sui suoi compiti e responsabilità verso la Congregazione e
verso i laici stessi. A questo scopo propone una elaborazione collettiva dei
seguenti aspetti, e sui quali sollecitiamo critiche e proposte da parte di
tutti, sia religiosi che laici.
1) Il Segretariato
Generale
Compiti, responsabilità e
modalità di lavoro
Livello Generale
Si terranno incontri
annuali del Segretariato Generale in ciascuna delle quattro aree della
Congregazione. Ad essi, per tutto il tempo della loro durata, verrà convocato
il religioso responsabile di ogni provincia nell’area interessata con un
laico scelto dal segretariato provinciale per la promozione dei laici
scalabriniani.
Negli incontri annuali del segretariato generale nelle aree della
Congregazione si organizzeranno momenti di dialogo con i gruppi di laici
dell’area (la cui rappresentanza sarà curata dalle provincie interessate) e
saranno invitate, dove possibile, le suore e le missionarie secolari
scalabriniane.
Negli incontri annuali che il Segretariato Generale terrà nelle diverse aree
verranno integrate nell’ordine del giorno le proposte sollecitate dai
rappresentanti di area.
Il Segretariato Generale, riconoscendo, la ricchezza e la diversità dei
singoli gruppi laici scalabriniani e della diversa realtà che anima le
singole provincie, propone come momento formativo che, nel corso del
sessennio, si organizzi un simposio di laici scalabriniani al livello di
Congregazione.
Il Segretariato Generale si impegna a continuare la pubblicazione del
bollettino informativo per i laici scalabriniani ad uso interno alla
Congregazione e come strumento di comunicazione con i gruppi laici nelle
provincie. La pubblicazione verrà gestita dalla Segreteria Generale. Si
propone, inoltre, di utilizzare l’ICS per informare le comunità provinciali
sulle attività dei movimenti laici in Congregazione.
Costatando la necessità di spazi per attività missionarie specifiche per i
laici, e facendo eco alla stessa loro richiesta, il Segretariato Generale si
propone di tenere aggiornato un quadro generale delle possibili attività
missionarie. A questo riguardo sollecita le provincie ad operarsi alla
creazione di opportunità e strutture di servizio missionario.
Livello Area/Provincia
Oltre a quanto già
stabilito dal XI Capitolo Generale che venga designato "in ogni
provincia ….un religioso per la promozione ed il coordinamento dei laici
scalabriniani", il Segretariato Generale incoraggia la formazione di
un Segretariato Provinciale (Regionale) per la promozione dei laici
scalabriniani, con la presenza attiva degli stessi.
Durante le assemblee provinciali si includa, fra le relazioni di dovere, il
resoconto annuale sulla formazione e attività dei laici.
Nel corso delle assemblee provinciali verranno fissati per i laici
scalabriniani tempi e modalità per una loro presenza di testimonianza e di
verifica.
Accettando il suggerimento XI Capitolo (DC # 41.e), il segretariato generale
intende promuovere, con l’apporto di ciascuna Direzione Provinciale
(Regionale) interessata, un incontro di laici scalabriniani, a livello di
area, ogni due anni.
Ogni provincia (regione) è fortemente incoraggiata ad aprire spazi di
missione per laici provenienti dal suo interno o da altre aree o provincie,
dando nota di questo al Segretariato Generale.
Per facilitare lo scambio di informazioni e per un’utile classificazione dei
gruppi, ogni segretariato provinciale (regionale) si impegnerà a stilare e a
tenere aggiornato un inventario dei gruppi laici scalabriniani, dei loro
dirigenti e recapiti, e delle loro attività ed iniziative.
Data l’importanza ed utilità di conoscere i gruppi che già sono impegnati a
livello politico, sociale e accademico nel campo migratorio, e per esplorare
possibilità di collaborazione con essi, si chiede la collaborazione del
segretariati provinciali nello stilare un inventario delle ONG che operano in
questo campo (DC n° 42).
Livello Locale
La riuscita del progetto
laici scalabriniani trova la sua verifica a livello di parrocchia o missione
locale. Il Segretariato Generale, quindi, cosciente dell’importanza
dell’apporto di ogni religioso missionario, sfida ogni comunità ad essere
fermento di un gruppo di laici scalabriniani.
Essendo il nostro carisma un dono condiviso con la Chiesa universale, non
riteniamo valido che il movimento laico scalabriniano si limiti al contesto
di parrocchie o altre posizioni pastorali scalabriniane. Incoraggiamo quindi
la formazione di gruppi laici scalabriniani capaci di condividere il loro
carisma scalabriniano e di animare con esso la pastorale migratoria della
chiesa locale.
Identità del Laico
Scalabriniano
Alla luce del XI Capitolo
generale, nonché delle esperienze e delle riflessioni in seno alle nostre
comunità, possiamo riproporre i seguenti aspetti che possono essere
utilizzati come criteri per caratterizzare il laico scalabriniano.
Il laico scalabriniano è una persona che prende coscienza della sua vocazione
battesimale ed è disposto a vivere la dimensione del Regno nel mondo
dell’emigrazione nello spirito di Scalabrini.
Il laico scalabriniano vive la dimensione di Chiesa come popolo di Dio in
cammino, testimoniando in essa i valori di accoglienza, solidarietà e
giustizia.
Il laico scalabriniano si propone di vivere la missione scalabriniana che si
caratterizza per la sua specificità, specializzazione, esemplarità,
cattolicità, comunione e interetnicità.
Il laico Scalabriniano è, quindi, la persona che ama Cristo, Scalabrini, il
Migrante, la famiglia scalabriniana ed il suo gruppo nella realtà di
emigrazione in cui vive, nella prospettiva del regno di Dio.
Tipologia di Presenza,
Impegno Laicale, Forme di Aggregazione.
IL Segretariato Generale
ha accolto con profondo interesse le relazioni sulle attività in corso
relative alla promozione dei laici scalabriniani nelle quattro aree della
Congregazione. Da esse sono emerse la varietà e la ricchezza di espressioni e
di modalità di organizzazione del laicato scalabriniano e, pur constatando
limiti e difficoltà, ci si è resi conto che le forme di presenza del laicato
scalabriniano possono variare. Qualunque sia la forma, ci si deve, comunque,
confrontare con criteri di aggregazione tra i quali suggeriamo:
Attenzione
e sensibilità alla realtà dell’emigrazione e capacità di leggerla con occhio
di fede;
Disponibilità a condividere il dramma dell’emigrazione;
Uno spirito di preghiera e di conversione continua ai valori del vangelo;
Partecipazione alla vita della Chiesa locale;
Una capacità di dialogo e di apertura all’altro e al diverso;
Una disponibilità al servizio;
Partecipazione ai corsi di formazione;
Il Segretariato Generale,
durante i suoi incontri annuali previsti nelle quattro aree della
Congregazione, propone una verifica dei tipi di presenza e di impegni la’
dove si sia già avviato un cammino di laicato scalabriniano, per arrivare ad
identificare le forme più idonee che ne favoriscano la promozione e lo
sviluppo.
Dove invece il cammino del laicato scalabriniano non sia ancora stato
intrapreso o ha trovato difficoltà di inizio, il Segretariato Generale
ripropone lo schema operativo già definito dal Segretariato Generale per la Pastorale e la Vita Religiosa
nel suo incontro del 1994:
Prima
fase: Appello e Proposta (si prevede un anno per questa fase)
Seconda fase: Formazione (si prevede un minimo di due anni)
Terza fase: aggregazione e mandato
Appello e Proposta
L’appello a considerare
la vocazione al laicato scalabriniano viene fatto innanzitutto da un religioso
o da un laico scalabriniano qualificato. Le motivazioni da utilizzare per un
appello efficace devono includere:
la
condivisione di una esperienza fatta nel campo dell’emigrazione,
il racconto di come Scalabrini ha scoperto gli emigrati (Visite pastorali -
Stazione di Milano - porto di Genova - Soc. San Raffaele, ecc..),
aiutando una o più persone a prendere coscienza della propria esperienza
migratoria vissuta in prima persona,
contribuendo alla scoperta di come la condizione umana sia radicalmente
migratoria.
All’appello segue la
proposta di costituire un gruppo laico, o di aggregarsi ad uno già esistente,
per condividere con la famiglia scalabriniana il servizio al migrante. Tale
proposta, comunque, si concretizzerà nella costituzione di un gruppo, o nella
partecipazione ad esso, che, nella sua vita quotidiana assume e vive
consciamente la sua specificità laicale, pur sempre nel servizio dello stesso
carisma scalabriniano.
Un gruppo di laici scalabriniani non dovrà mai escludere la presenza di un
religioso scalabriniano senza tradire lo spirito e la mente di Scalabrini che
vedeva nella complementarità delle vocazioni la realizzazione dello spirito
ecclesiale.
Nella fase dell’appello si dia particolare attenzione ai giovani. Il
Segretariato Generale ha accolto con favore le iniziative sorte in qualche
zona della Congregazione di creare un movimento giovanile scalabriniano con
finalità missionarie e vocazionali. La formazione dei giovani al carisma
scalabriniano, e la sfida che emana da esso, non possono che contribuire a
creare un mondo di solidarietà e fraternità, facendo di molti popoli una sola
famiglia umana.
Formazione e Risposta
del Laico Scalabriniano
Formazione
Il laico scalabriniano si
impegna in un cammino di formazione personale e di gruppo per un incontro con
la persona storica e lo spirito di Scalabrini, e desidera approfondire la
conoscenza del carisma scalabriniano anche nella sua evoluzione storica.
La formazione scalabriniana mira ad essere una formazione di incarnazione e
di esodo e avrà le seguenti caratteristiche:
Dimensione
biblico-teologica: Ascolto all’appello di Dio nella situazione concreta di
emigrazione (lettura di fede sulla realtà migratoria sull’esempio di
Scalabrini).
Dimensione storica: Studio del fenomeno migratorio e della risposta della
famiglia scalabriniana ad esso.
Dimensione socio-politica: impegno con e per il migrante che vive situazioni
di sofferenze, di emarginazione e di ingiustizia.
Dimensione Ecclesiale: centralità dell’Eucaristia come esperienza di Cristo,
di Chiesa, di servizio e di crescita nella comunità - preghiera personale e
comunitaria.
Il periodo di formazione
iniziale durerà per un minimo di due anni e prevede anche brevi esperienze di
missione nella realtà immediata di emigrazione dove opera il gruppo.
La formazione del laico scalabriniano deve essere permanente e si deve sempre
integrare con attività significative che siano in piena conformità con il
carisma scalabriniano.
La condivisione dei sussidi prodotti ed utilizzati nelle provincie e nelle
aree incrementerà la loro ricchezza a beneficio di tutti. Per questo si
raccomanda che vengano comunicati alla Segreteria Generale della
Congregazione tutti i sussidi sviluppati localmente.
2. La Risposta alla Proposta
Per il laico è
fondamentale vivere la sua secolarità. Il laico scalabriniano approfondisce
in un modo tutto particolare il carisma che Dio ha dato alla Chiesa per mezzo
di Scalabrini. Aderire, quindi, ad un carisma ecclesiale, che è già vissuto
da una congregazione religiosa, non significa sacrificare la sua autonomia
laicale, ma servirà anzi a suscitare in questo carisma dimensioni nuove e
diverse che il sacerdote e il religioso non possono testimoniare.
In fedeltà alla dimensione missionaria della vocazione laicale, l’impegno del
laico scalabriniano non può mai ridursi al politico e al sociale, ma deve
partire dal politico e dal sociale. Il laico è missionario nella sua
secolarità. Fare del laico un collaboratore delle opere ed istituzioni della
Congregazione Scalabriniana è troppo poco.
Nello spirito dell’incarnazione, il movimento laicale scalabriniano dovrà
gradualmente strutturarsi. Le forme di aggregazione si definiranno partendo
dall’esperienza e dai modelli già in atto, ma saranno sempre in funzione di
una missione o mandato.
Oltre alle forme di aggregazione, occorrerà anche studiare le tipologie di
relazione più mature ed idonee che i laici scalabriniani, coscienti
dell’unicità della loro vocazione, potranno creare in seno alla famiglia
scalabriniana.
Formazione degli animatori. Parte della vocazione missionaria del laico
scalabriniano sarà anche contribuire alla formazione di altri laici
scalabriniani e all’animazione dei gruppi.
Aggregazione e Mandato
- Missione
La missione è parte
integrante del processo formativo. La missione del laico scalabriniano deve
essere capita e vissuta principalmente nella propria secolarità come cammino
con il migrante e come scoperta del migrante quale dono di Dio. Nasce quindi
dalla sua capacità e volontà di leggere la sua realtà più immediata, dove
scoprirà il Cristo migrante e straniero che chiede di essere accolto e del
fratello ferito dalla violenza che attende il buon samaritano.
L’esperienza di missione nella propria quotidianità può aprire un cammino di
esperienza missionaria anche in altre località che i laici scalabriniani di
altre nazioni possono offrire. Nella misura in cui si svilupperà questa
collaborazione missionaria, e si approfondisce lo spirito di amicizia fra i
laici di diverse nazioni o continenti, nascerà anche un servizio missionario
che pur nella diversità di culture e di lingue darà testimonianza ad una
comunione nella stessa missione.
Membri del
Segretariato Generale per la
Promozione dei Laici Scalabriniani
|
P.
Pietro P. Polo
|
Direzione
Generale
|
|
P.
Giovanni Corso
|
Area
Sud America
|
|
P.
Giuseppe Fugolo
|
Area
Nord America
|
|
P. Rui M. da Silva Pedro
|
Regione
Europa
|
|
P. Mauro
Conte
|
Area Australia/Asia
|
|
|
|
II INCONTRO
SEGRETARIATO GENERALE PER LA PROMOZIONE DEI
LAICI SCALABRINIANI
Guaporé – Passo Fundo, RS, Brasile: 2-8 novembre
2000

(sommario)
I. INTRODUZIONE
1. Il comunicato
ufficiale redatto in seguito al primo incontro del Segretariato Generale per la Promozione dei Laici
Scalabriniani aveva esposto un programma di azione che prevedeva, fra l’altro,
una serie di incontri con i gruppi di Laici Scalabriniani già operanti da
qualche tempo nelle aree della Congregazione ed all’interno delle Province. Lo
schema degli incontri era poi stato approvato dalla XV Assemblea dei Superiori
Maggiori (Roma, 11-23 ottobre 1999) come segue:
¨
2000: Area Sud America
¨
2001: Area Nord America
¨
2002: Australia/Asia e Europa
¨
2003: Convegno dei Laici Scalabriniani a Piacenza.
Lo scopo di questi incontri
di area, sempre secondo la XV
ASM, era di:
-
verificare i tipi di presenza e di impegno laicale in ciascuna
delle aree;
-
identificare le tipologie e le forme di aggregazione più idonee;
-
fare l’inventario dei gruppi e delle aperture missionarie per il
laicato impegnato.
2. Guaporé 2000:
Seguendo il programma sopra esposto, il secondo incontro del Segretariato
Generale per la Promozione
dei Laici Scalabriniani ebbe luogo nell’area del Sud America in occasione dell’Incontro
Giubilare dei Laici Scalabriniani delle tre Province del Cono Sur tenutosi
presso il "Recanto São Carlos – Centro di Formazione e di
Spiritualità" di Guaporé dal 2 al 5 novembre 2000. La partecipazione del
Segretariato Generale a questo incontro è servita a rafforzare la dimensione di
Congregazione dell’incontro stesso e dell’internazionalità del Carisma
Scalabriniano. In seno a questa animata e festosa riunione, il Segretariato ha
potuto costatare la vitalità del Carisma e della Spiritualità scalabriniana
vissuti nelle varie modalità e nei complessi contesti migratori della vasta
Area del Sud America e testimoniati da uomini e donne di tutte le età e
provenienti dal ricco mosaico di culture e popoli del Cono Sur.
3. I gruppi di
Laici scalabriniani presenti nelle tre Province Scalabriniane del Sud
America erano numericamente ben rappresentati. Uno sguardo veloce ai dati che
seguono evidenzia la dimensione nuova che lo Spirito sta aprendo al carisma
scalabriniano nel mondo del laicato impegnato.
Prov. San Giuseppe: 31 Laici - 2
Sacerdoti
Prov. San Paolo: 34 Laici - 3
Sacerdoti - 1 Fratello
Prov. San Pietro: 44 Laici - 5
Missionari - 3 Seminaristi
Altri partecipanti: 2 Missionarie
Secolari - 5 Membri del Segretariato Generale
Totale presenze: 130
109 Laici Scalabriniani - 16
Missionari Scalabriniani - 2 Missionarie Secolari -3 Seminaristi
Le nazionalità
rappresentate all’incontro erano: Argentini, Boliviani, Brasiliani, Cileni,
Italiani, Paraguaiani, Peruviani, Portoghesi, Uruguayani.
4. La riscoperta di
un carisma comune, ricco e articolato, ma saldo nella sua unità, ha
caratterizzato gran parte dello spirito dell’incontro in tutti i suoi momenti
più o meno intensi. I Laici Scalabriniani non hanno bisogno di un fondatore e
nemmeno lo cercano: sanno di avere nel Beato Scalabrini il fondatore, il
carisma e la spiritualità, e nella Congregazione Scalabriniana l’attuazione e
lo svolgimento storico del carisma scalabriniano e quindi l’appoggio e
l’accompagnamento di cui hanno bisogno per la loro crescita.
5. Tre immagini
sono emerse dall’incontro di Guaporé che, per un interessante accostamento,
rappresentano anche le tre esigenze fondamentali derivanti dall’incontro
stesso:
a)
Esigenza di Formazione integrata con esperienza di missione
Immagine: il bambino che cammina ed impara affianco
all'adulto
b)
Esigenza di Organizzazione: Coordinamento
e Comunicazione
Immagine: La piazza al centro del
villagio
c)
Esigenza di Missione come invio
Immagine: Angeli con una sola ala
II. LA PAROLA AI LAICI
Nelle sedute di lavoro che
fecero seguito all’incontro di Guaporé, il Segretariato si soffermò per
cogliere i temi ed i punti più importanti che i Laici stessi avevano toccato e
sottolineato, sia come fattore positivo che come aspetto critico, nella comune
valutazione del loro lavoro e della loro esperienza di Laici Scalabriniani.
Abbiamo riassunto i punti emersi in tre esigenze, ciascuna accompagnata da una
sua immagine particolare captata nel corso dell’incontro giubilare:
1. Esigenza di
Formazione integrata con esperienza di missione
1. L’immagine del bambino che cammina ed impara affianco
all’adulto viene dalla riflessione di uno dei gruppi. Con questo si vuole
sottolineare che tanto i singoli, come i gruppi, riconoscono la necessità di
una formazione più solida e più completa nella conoscenza del Beato Scalabrini
e nell’approfondimento del suo carisma.
2. Per quanto riguarda l’identità
del laico scalabriniano non vi è stata nessuna controproposta alla
definizione corrente in Congregazione (Capitolo XI Doc. Finale nº 38), anzi
tale definizione è stata unanimemente accettata come valida. Si è concordato,
inoltre, che tale identità è intimamente connessa al processo formativo e alla
conoscenza di Scalabrini, oltre che alla presenza di un impegno concreto per i migranti.
3. L’amore del laico scalabriniano per
il Beato Scalabrini,
l’attaccamento alla Congregazione Scalabriniana ed il suo amore per essa furono
ampiamente testimoniati durante l’incontro, unitamente ad una volontà più volte
espressa di approfondire la conoscenza di Scalabrini, la radicalità delle sue
iniziative ed il coraggio apostolico che le ha motivate, e di familiarizzarsi
con lo sviluppo storico del carisma scalabriniano e della sua spiritualità.
4. Tale formazione non consista
unicamente di momenti separati con svolgimento di temi non sempre fra loro
collegati, ma sia, piuttosto, un susseguirsi di temi legati da una palese
continuità, uniformi nel contenuto e nella struttura e facilitati da tappe
e da scadenze.
5. Si richiede la presenza di un punto
di riferimento per materiale, programmi, sussidi, bibliografie accessibili
a tutti.
6. Questa formazione non dovrebbe avere
come solo oggetto il laico. Da più parti, infatti, viene volutamente
sottolineato il bisogno di sensibilizzare i religiosi missionari scalabriniani
allo specifico della vocazione laicale, alla presenza ed alla missione dei
gruppi di laici scalabriniani nella formazione nei seminari, nella
programmazione pastorale e nell’assistenza diretta al migrante. Si raccomanda
che questo sforzo di sensibilizzazione abbia origine già fin dalla formazione
iniziale e sia incluso nei programmi di formazione continua.
7. La formazione non è completa se non
è integrata da una esperienza di missione. Per questo si sente forte il
bisogno di creare spazi di missione, tanto nella propria area come in altre,
per facilitare tale esperienza diretta di missione e di azione.
2. Esigenza di Organizzazione: Coordinamento e
Comunicazione
·
L’immagine della piazza del villaggio è stata riferita da una laica scalabriniana: la
mentalità occidentale nel disegnare una piazza, crea già dall’inizio anche i
passaggi ed assegna gli spazi secondo concetti artistici soggettivi, non sempre
rispettati dagli utenti della piazza, mentre la mentalità orientale
(giapponese) pur tracciando la piazza, lascia libero lo spazio osservando dove
passa la gente e creando poi i passaggi conforme al bisogno e all’uso.
·
Si
sente il bisogno di rafforzare la struttura organizzativa a livello
locale, di provincia e di area.
·
Si eviti di incominciare sempre da capo assumendo atteggiamenti troppo
critici, ma stabilire passi e schemi concreti per solidificare i gruppi locali.
·
Nel
caso tipico del Sud America, si costituisca un gruppo di tre persone
rappresentanti i laici delle tre province. Queste persone, debitamente designate
dalla base, potranno coordinare programmi ed incontri, promuovere iniziative di
area, ed animare i gruppi di base.
·
Si
sente forte il bisogno di una più efficiente rete di comunicazione a tutti
i livelli per condividere idee, esperienze e sfide nel processo formativo e
nell’attuazione del carisma.
3. Esigenza di Missione
come invio
1.
L’Immagine
dell’angelo con una sola ala, è stata rilevata dal Segretariato stesso come frutto della
valutazione dell’incontro: "Siamo
angeli con una sola ala! Per poter volare dobbiamo abbracciarci!"
2.
Sebbene
l’accompagnamento del laico scalabriniano sia necessario fin dall’inizio
con il processo formativo, esso diventa fondamentale per garantire la
validità e l’efficacia della missione.
3.
Gli
spazi per la missione del Laico Scalabriniano tuttora esistenti non sono
sufficienti. Laddove tali spazi non sono presenti, o sono perfino ostacolati,
la comunità scalabriniana (nelle parrocchie, nelle missioni e nei centri di
assistenza) si deve impegnare di più nell’aprirsi al ruolo del laico e a
lasciarsi stimolare dalla sua presenza e dal suo impegno.
III. PANORAMICA DEL
MOVIMENTO LAICALE IN CONGREGAZIONE
I quattro rappresentanti di
area del Segretariato hanno fatto una relazione documentata sulla presenza,
sulle attività e sullo sviluppo del movimento laicale scalabriniano nella
propria area. In base a queste relazioni verrà redatto in seguito un quadro
delle presenze di laici scalabriniani nelle province e si farà un tentativo di
lista delle varie tipologie. Da questo esame delle dinamiche locali emergono,
comunque, evidenti aspetti positivi ed incoraggianti, come anche settori
richiedenti maggior attenzione.
Elenchiamo, innanzitutto
gli aspetti positivi che sono segni inconfondibili di un cammino già avviato.
1. Aspetti
positivi: il cammino è iniziato.
·
È iniziato il cammino nella maggior parte delle provincie. La fase teorica è stata superata.
Vi sono persone singole e gruppi interessati, che hanno risposto da tempo all’appello
della Congregazione espresso in modo particolare nel Capitolo XI.
·
Di
fronte alla poca apertura e alla mancanza di comprensione da parte di alcuni
Religiosi e delle strutture parrocchiali, i laici dimostrano comprensione e pazienza e non si danno a critiche
inutili.
·
È
alquanto evidente da tutte le relazioni che i Laici amano la Congregazione ed il
carisma Scalabriniano. In particolare la presenza della donna
conferisce al Carisma una preziosa e necessaria dimensione femminile di
madre e di educatrice.
·
Si
sono fatti dei passi molto significativi nelle provincie nel preparare
materiale e programmi di formazione per i laici. Mentre continua questo impegno
in varie forme nel Sud America ed in Europa, vanno qui segnalate in modo
particolare le Sette Unità Didattiche redatte con sforzo comune dai
Segretariati delle due Province Nord Americane coadiuvati da laici competenti e
generosi. Esse offrono unità e continuità di contenuto e di forma, ed
assicurano una relativa uniformità di metodo didattico.
·
Stanno
sorgendo all’interno dei vari gruppi persone dotate di capacità per funzioni
di guida in seno al movimento laico. Occorre quindi valorizzare queste
persone ed apprezzare la loro testimonianza radicale al carisma scalabriniano
che spesso costituisce uno stimolo e un richiamo anche ai confratelli
religiosi.
·
Nella
concreta azione missionaria in cui sono impegnati, i laici sono mediatori
fra le varie culture e nazionalità da cui essi stessi provengono,
costruiscono ponti di dialogo e di mutua comprensione e, attraverso iniziative
come la settimana o il giorno del migrante e pellegrinaggi, sensibilizzano la Chiesa locale
all’accoglienza e all'alterità.
·
È
stato particolarmente edificante l’esempio di alcuni gruppi di laici
nell’affrontare il problema economico: in modo particolare va segnalato il
senso di solidarietà, lo spirito di iniziativa e l’ottica che mette anche la
questione economica in funzione della missione.
2. Aspetti che
necessitano maggior attenzione
·
È
ancora insufficiente il ruolo di guida e di gestione dei gruppi da parte
dei laici stessi, come appare ancora preponderante un certo paternalismo
che intralcia un cammino di crescita e di libertà di azione.
·
Appare
evidente ovunque il bisogno di sensibilizzare i confratelli religiosi
alla presenza ed alla vocazione del laico scalabriniano.
Ad Intra: vista
l’azione ostacolante di alcuni confratelli religiosi, si introduca fin dalla formazione
iniziale e nei momenti forti della formazione permanente (corsi di Piacenza
e di area) il tema della vocazione e della missione scalabriniane del laico.
Ad Extra: le comunità
(parrocchie e missioni) assistite dai confratelli scalabriniani devono essere
sfidate ad essere comunità aperte tanto nell’accogliere il nuovo
migrante come nel permettere ai "loro sacerdoti" di dedicarsi ad
altri gruppi più bisognosi.
·
Facendo
uso dei documenti del Concilio Vaticano II e della Esortazione Apostolica di
Giovanni Paolo II "Christifideles Laici", si raccomanda uno studio
accurato sulla vocazione laicale nella Chiesa, permettendo ad essa lo
spazio necessario alla crescita ed al servizio.
·
Si
sente maggiormente il bisogno di condividere materiali, sussidi,
testimonianze, esperienze ed idee; si consideri, quindi, di stabilire un
punto di riferimento centrale per informazioni a questo riguardo.
·
Bisogna
chiarire la funzione dei rappresentanti di area del Segretariato generale, e
dei responsabili di Provincia, considerando la possibilità di affidare a
loro il ruolo di animatori dei gruppi di laici nella propria area e provincia.
·
È
importante una preparazione adeguata dei laici al servizio del carisma.
Si consideri, quindi, la sponsorizzazione di laici qualificati al SIMI
per un approfondimento professionale del carisma scalabriniano.
·
Coltivare maggiormente la spiritualità dei gruppi con ritiri, incontri di preghiera e
di riflessione, ecc...
IV. PROPOSTE - UNO
SGUARDO AD UN PROSSIMO FUTURO
Dopo aver dato uno sguardo
globale allo sviluppo in atto del Laicato Scalabriniano, il Segretariato crede
opportuno offrire le seguenti proposte per appoggiare la crescita del movimento
laico ed il suo inserimento progressivo nel carisma affianco alla Congregazione
Scalabriniana.
1. Formazione
·
Formazione Permanente: Il tema della vocazione laicale e la sua dimensione scalabriniana
sia fatto oggetto di studio e di riflessione in seno a tutte le iniziative per
la formazione permanente (corsi di Piacenza, corsi di area, incontri di
comunità locale).
·
Formazione Iniziale e Promozione Vocazionale: Non pensiamo di chiedere troppo se
suggeriamo che i candidati alla vita religiosa ed al sacerdozio abbiano
innanzitutto una buona base come laici scalabriniani, pronti al servizio ed al
sacrificio. Ci sentiamo inoltre di raccomandare che la vocazione laicale in
seno alla Chiesa ed al carisma scalabriniano sia elemento integrante nel
processo formativo iniziale della Congregazione e nella pastorale vocazionale.
·
Il Governo della Congregazione ed i Laici:
Il Segretariato
prende atto con soddisfazione che il suo suggerimento di includere la presenza
dei laici nelle Assemblee provinciali, almeno nei momenti in cui essi
sono oggetto di relazioni o di dibattiti, è stato accolto in alcune province;
ripropone, quindi, la stessa prassi anche per quelle province che ancora non
hanno considerato l’integrazione del laicato scalabriniano in questo momento
importante di verifica e di programmazione per la comunità provinciale ed il
suo progetto missionario.
Il Segretariato
chiede inoltre che la
Promozione dei Laici Scalabriniani, che è parte del progetto
missionario scalabriniano della Congregazione (XI Capitolo), sia sempre
all’ordine del giorno delle Assemblee dei Superiori locali.
Il Superiore
locale, inoltre, come garante del progetto missionario scalabriniano
all’interno della sua comunità, deve estendere il suo ruolo di garante e
promotore anche nei riguardi dei Laici Scalabriniani.
·
Chiediamo
alle province di studiare modi di sponsorizzazione di laici qualificati al SIMI
in cambio di un servizio in seno alla provincia. Facciamo appello inoltre ai
Centri Studi e di pastorale di rendersi disponibili alla formazione dei Laici
Scalabriniani aiutandoli a conoscere la realtà migratoria contemporanea nella
loro area.
·
Avendo
esaminato le varie proposte di processo formativo per laici in Congregazione,
il Segretariato crede opportuno riprendere la sua proposta originale già
espressa nel suo primo comunicato, chiedendo a tutti, laici e confratelli
religiosi, che ciascuna delle quattro dimensioni in esso elencate
(biblico-teologica, storica, socio-politica ed ecclesiale) sia integrata nelle
proposte e nei programmi formativi.
·
La
proposta di formazione per i Laici Scalabriniani è stata recentemente
arricchita dalla TRADITIO SCALABRINIANA che esprime la dinamica e
la vitalità storica del nostro carisma e della sua carica spirituale. Nella sua
versione di traccia e di strumento di lavoro questo documento prezioso,
approvato formalmente dalle tre Direzioni Generali, è già stato consegnato ai
rappresentanti dei Laici Scalabriniani delle tre provincie del Sud America.
Allo stesso modo il Segretariato la propone anche per i gruppi laici nelle
altre aree della Congregazione affinché anch'essi possano nutrirsi del suo
ricco contenuto.
2. Spazi di azione
missionaria
Pur disponendo di
luoghi significativi per un impegno missionario in alcune aree della
Congregazione, sono tuttora insufficienti le opportunità di servizio
missionario offerte ai laici. Chiediamo, pertanto, alle parrocchie, missioni ed
altre strutture e posizioni scalabriniane di creare spazi di impegno missionario
per laici e di aprire a questo scopo le loro strutture.
3. La sfida
economica
Il movimento laico,
nel suo momento attuale di crescita e di sviluppo, ha bisogno anche di un
appoggio economico. Si suggerisce una campagna di solidarietà in seno alla Congregazione
per la creazione di un Fondo per Laici Scalabriniani. Eventuali somme
provenienti da tale Fondo saranno devolute in vista di progetti specifici
convalidati dai responsabili di provincia e di area.
V. CONCLUSIONE
In conclusione, facciamo
uso di un altra immagine propostaci nell’Incontro Giubilare dei Laici
Scalabriniani di Guaporé: "a montanha e a rua" – "oração
e ação". In questa immagine, presa dallo stile di vita di Gesù stesso,
che spesso si ritirava sulla montagna a pregare per poi scendere fra la gente
ad evangelizzare e confrontarsi con la condizione umana, vediamo un modello di
vita tanto per i Laici Scalabriniani come per i missionari che li accompagnano.
Scopriamo inoltre in essa
la sorgente del coraggio apostolico di Scalabrini che unì "oração e
ação" nella sua opera di vescovo e di fondatore. La testimonianza al
carisma nel impegno quotidiano (a rua) sarà tanto più efficace e
trasparente, quanto più sarà profondo ed intimo lo spirito di preghiera e di
fiducia in Dio (a montanha).