Movimiento
Laicos Scalabrinianos
http://www.nessunluogoelontano.it
http://www.meetingloreto.it
http://www.slm.faithweb.com
Juan Bautista Scalabrini amaba repetir que el problema migratorio podía resolverse con el aporte de todas las fuerzas de buena voluntad. Movidas por el pensamiento y por el compromiso pastoral del Obispo de Piacenza, las tres Familias Scalabrinianas han sentido desde hace tiempo la necesidad de una colaboración cada vez mayor con los laicos.
El Obispo de Piacenza fundó la asociación laica "San Rafael" para ponerla al lado de los misioneros y les pidió que promovieran en las Américas una red de sociedades y confraternidades para ayudar al migrante a descubrir su verdadera identidad y formar parte viva de la sociedad y de la iglesia de acogida.
Alrededor del Padre de los migrantes se desarrolla una nutrida red de comités formados por hombres y mujeres comprometidas en la sensibilización de la sociedad sobre el drama de la migración y a colaborar en el apostolado de los misioneros.
Hoy con la globalización de las migraciones, se hace cada vez más urgente la necesidad de una coparticipación entre las tres Familias Scalabrinianas y los "laicos scalabrinianos" que desean comprometerse en lo social, en lo pastoral y en lo político para devolver la dignidad a los "hijos de la miseria y del trabajo".
En efecto, son cada vez más numerosos los laicos que, instados por la actualidad y originalidad de la enseñanza y del carisma scalabrinianos, desean dar una dirección específica a su vocación misionera, comprometiéndose en favor de los migrantes en el ámbito de la investigación o de la política, en el voluntariado, en la animación pastoral y en el sector de los mass media.
De este modo, se están multiplicando en favor de muchos voluntarios que buscan razones profundas para donar sus mejores energías por el bien de los hermanos que tocan a nuestras puertas, itinerarios de formación migratoria de espiritualidad scalabriniana, campos-escuela, propuestas de servicio misionero anual o plurienal y momentos de confrontación en los que se profundicen los ideales de colaboración eclesial y se experimenten nuevas formas de compromiso en una comunión de intentos donde los diferentes aportes contribuyen en la construcción del Cuerpo de Cristo.
"Scalabrini es también nuestro", repiten los laicos que viven al lado de los misioneros y misioneras la enaltecedora vocación migratoria. El sueño de Scalabrini no conoce confines: es un don para toda la Iglesia.
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Desde
izquierda: P. Pietro Paolo
Polo, presidente (Dirección General) P. Giovanni Corso
(Sur America) P. Pedro Rui
Manuel Da Silva (Europa) P. Francisco
Pellizzari (Norte America) P. Conte Mauro
(Australia - Asia)
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I
Incontro del Segretariato Generale dei Laici Scalabrinini Roma 15-18 giugno 1999 II
Incontro del Segretariato Generale per la Promozione dei Laici Scalabriniani Guaporé – Passo Fundo, RS, Brasile: 2-8 novembre 2000 II Encontro Secretariado Geral para a Promoção dos Leigos Scalabrinianos Guaporé – Passo Fundo, RS, Brasil: 2-8 de novembro de 2000 Carta a nuestros Hermanos y
Hermanas Laicos Scalabrinianos Presentes en el Jubilieo 2000 - Guaporé, RS, Brasil: 2-5 noviembre 2000 Carta aos nossos irmãos e
irmãs, leigos e leigas Scalabriniaos Presentes no Jubileu 2000 de 2 a 5 de Novembro em Guaporé, RS, Brasil SEGRETARIATO GENERALE PER LA PROMOZIONE DEI
LAICI SCALABRINIANI Roma: 15-18 giugno 1999 Dichiarazioni del XI
Capitolo Generale, tenutosi a Roma il 4-26 settembre 1998 Il Capitolo, intendendo
rilanciare la promozione dei laici scalabriniani, ricorda che la
partecipazione al carisma delle Congregazioni religiose si colloca nella
visione della comunione ecclesiale tra le vocazioni e gli stati di vita, i
quali sono diversi e complementari ed ordinati al servizio uno dell’altro.
Inoltre "la partecipazione dei laici non raramente porta inattesi e
fecondi approfondimenti di alcuni aspetti del carisma, ridestandone
un’interpretazione più spirituale e spingendo a trarne indicazioni per nuovi
dinamismi apostolici" . I. Introduzione Il Segretariato Generale per la promozione dei laici scalabriniani riceve il suo mandato dal XI Capitolo Generale da cui fu istituito. (DC N. 35-43 "I laici nel Progetto Missionario Scalabriniano"). Direttiva - Segretariato Generale per la Promozione dei Laici (DC n° 40.b) Viene
istituito un Segretariato generale per la promozione dei laici
scalabriniani. Esso è composto da un Consigliere generale e da un
rappresentante di ciascuna delle quattro aree in cui è divisa la
Congregazione, scelto tra i coordinatori provinciali. Suggerimenti - I
laici scalabriniani (DC n° 41.d) Il Capitolo
invita il Segretariato generale per la promozione dei laici scalabriniani,
durante il prossimo sessennio, a considerare la possibilità di inserire
rappresentanti laici al suo interno.
Il segretariato è inoltre
cosciente del cammino di Congregazione fatto finora, soprattutto a partire dal
X Capitolo Generale e nelle ASM, ed esprime la sua riconoscenza ai
confratelli che si sono impegnati in vari modi per la promozione dei laici
nel fare ricerche, nello sviluppare idee e sussidi di formazione e nel
promuovere vari incontri per lo scambio e la verifica delle idee e del loro
cammino. Prende atto, poi, delle numerevoli iniziative che vengono portate
avanti in questo campo nelle province e comunità locali, le approva e si
rallegra del coraggio dei laici nel superare le tante difficoltà nella condivisione
di un cammino che trova le sue radici nella visione iniziale e profetica del
Fondatore. II. Il Progetto
"Laici Scalabriniani" Il Segretariato Generale, per rispondere al mandato del Capitolo, ed in fedeltà al suo progetto, si interroga sui suoi compiti e responsabilità verso la Congregazione e verso i laici stessi. A questo scopo propone una elaborazione collettiva dei seguenti aspetti, e sui quali sollecitiamo critiche e proposte da parte di tutti, sia religiosi che laici. 1) Il Segretariato
Generale Compiti, responsabilità e modalità di lavoro Livello Generale Si terranno incontri
annuali del Segretariato Generale in ciascuna delle quattro aree della
Congregazione. Ad essi, per tutto il tempo della loro durata, verrà convocato
il religioso responsabile di ogni provincia nell’area interessata con un
laico scelto dal segretariato provinciale per la promozione dei laici
scalabriniani. Livello Area/Provincia Oltre a quanto già
stabilito dal XI Capitolo Generale che venga designato "in ogni
provincia ….un religioso per la promozione ed il coordinamento dei laici
scalabriniani", il Segretariato Generale incoraggia la formazione di
un Segretariato Provinciale (Regionale) per la promozione dei laici
scalabriniani, con la presenza attiva degli stessi. Livello Locale La riuscita del progetto
laici scalabriniani trova la sua verifica a livello di parrocchia o missione
locale. Il Segretariato Generale, quindi, cosciente dell’importanza
dell’apporto di ogni religioso missionario, sfida ogni comunità ad essere
fermento di un gruppo di laici scalabriniani. Identità del Laico
Scalabriniano Alla luce del XI Capitolo
generale, nonché delle esperienze e delle riflessioni in seno alle nostre
comunità, possiamo riproporre i seguenti aspetti che possono essere
utilizzati come criteri per caratterizzare il laico scalabriniano. Tipologia di Presenza,
Impegno Laicale, Forme di Aggregazione. IL Segretariato Generale ha accolto con profondo interesse le relazioni sulle attività in corso relative alla promozione dei laici scalabriniani nelle quattro aree della Congregazione. Da esse sono emerse la varietà e la ricchezza di espressioni e di modalità di organizzazione del laicato scalabriniano e, pur constatando limiti e difficoltà, ci si è resi conto che le forme di presenza del laicato scalabriniano possono variare. Qualunque sia la forma, ci si deve, comunque, confrontare con criteri di aggregazione tra i quali suggeriamo:
Il Segretariato Generale,
durante i suoi incontri annuali previsti nelle quattro aree della
Congregazione, propone una verifica dei tipi di presenza e di impegni la’
dove si sia già avviato un cammino di laicato scalabriniano, per arrivare ad
identificare le forme più idonee che ne favoriscano la promozione e lo
sviluppo.
Appello e Proposta L’appello a considerare la vocazione al laicato scalabriniano viene fatto innanzitutto da un religioso o da un laico scalabriniano qualificato. Le motivazioni da utilizzare per un appello efficace devono includere:
All’appello segue la
proposta di costituire un gruppo laico, o di aggregarsi ad uno già esistente,
per condividere con la famiglia scalabriniana il servizio al migrante. Tale
proposta, comunque, si concretizzerà nella costituzione di un gruppo, o nella
partecipazione ad esso, che, nella sua vita quotidiana assume e vive
consciamente la sua specificità laicale, pur sempre nel servizio dello stesso
carisma scalabriniano. Formazione e Risposta
del Laico Scalabriniano Formazione Il laico scalabriniano si
impegna in un cammino di formazione personale e di gruppo per un incontro con
la persona storica e lo spirito di Scalabrini, e desidera approfondire la
conoscenza del carisma scalabriniano anche nella sua evoluzione storica.
Il periodo di formazione
iniziale durerà per un minimo di due anni e prevede anche brevi esperienze di
missione nella realtà immediata di emigrazione dove opera il gruppo. 2. La Risposta alla
Proposta Per il laico è
fondamentale vivere la sua secolarità. Il laico scalabriniano approfondisce
in un modo tutto particolare il carisma che Dio ha dato alla Chiesa per mezzo
di Scalabrini. Aderire, quindi, ad un carisma ecclesiale, che è già vissuto
da una congregazione religiosa, non significa sacrificare la sua autonomia
laicale, ma servirà anzi a suscitare in questo carisma dimensioni nuove e
diverse che il sacerdote e il religioso non possono testimoniare. Aggregazione e Mandato
- Missione La missione è parte
integrante del processo formativo. La missione del laico scalabriniano deve
essere capita e vissuta principalmente nella propria secolarità come cammino
con il migrante e come scoperta del migrante quale dono di Dio. Nasce quindi
dalla sua capacità e volontà di leggere la sua realtà più immediata, dove
scoprirà il Cristo migrante e straniero che chiede di essere accolto e del
fratello ferito dalla violenza che attende il buon samaritano. Membri del
Segretariato Generale per la Promozione dei Laici Scalabriniani
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SEGRETARIATO GENERALE PER LA PROMOZIONE DEI
LAICI SCALABRINIANI
Guaporé – Passo Fundo, RS, Brasile: 2-8 novembre 2000
I. INTRODUZIONE
1. Il comunicato ufficiale redatto in seguito al primo incontro del Segretariato Generale per la Promozione dei Laici Scalabriniani aveva esposto un programma di azione che prevedeva, fra l’altro, una serie di incontri con i gruppi di Laici Scalabriniani già operanti da qualche tempo nelle aree della Congregazione ed all’interno delle Province. Lo schema degli incontri era poi stato approvato dalla XV Assemblea dei Superiori Maggiori (Roma, 11-23 ottobre 1999) come segue:
¨ 2000: Area Sud America
¨ 2001: Area Nord America
¨ 2002: Australia/Asia e Europa
¨ 2003: Convegno dei Laici Scalabriniani a Piacenza.
Lo scopo di questi incontri di area, sempre secondo la XV ASM, era di:
- verificare i tipi di presenza e di impegno laicale in ciascuna
delle aree;
- identificare le tipologie e le forme di aggregazione più idonee;
- fare l’inventario dei gruppi e delle aperture missionarie per il
laicato impegnato.
2. Guaporé 2000: Seguendo il programma sopra esposto, il secondo incontro del Segretariato Generale per la Promozione dei Laici Scalabriniani ebbe luogo nell’area del Sud America in occasione dell’Incontro Giubilare dei Laici Scalabriniani delle tre Province del Cono Sur tenutosi presso il "Recanto São Carlos – Centro di Formazione e di Spiritualità" di Guaporé dal 2 al 5 novembre 2000. La partecipazione del Segretariato Generale a questo incontro è servita a rafforzare la dimensione di Congregazione dell’incontro stesso e dell’internazionalità del Carisma Scalabriniano. In seno a questa animata e festosa riunione, il Segretariato ha potuto costatare la vitalità del Carisma e della Spiritualità scalabriniana vissuti nelle varie modalità e nei complessi contesti migratori della vasta Area del Sud America e testimoniati da uomini e donne di tutte le età e provenienti dal ricco mosaico di culture e popoli del Cono Sur.
3. I gruppi di Laici scalabriniani presenti nelle tre Province Scalabriniane del Sud America erano numericamente ben rappresentati. Uno sguardo veloce ai dati che seguono evidenzia la dimensione nuova che lo Spirito sta aprendo al carisma scalabriniano nel mondo del laicato impegnato.
Prov. San Giuseppe: 31 Laici - 2
Sacerdoti
Prov. San Paolo: 34 Laici - 3
Sacerdoti - 1 Fratello
Prov. San Pietro: 44 Laici - 5
Missionari - 3 Seminaristi
Altri partecipanti: 2 Missionarie
Secolari - 5 Membri del Segretariato Generale
Totale presenze: 130
109 Laici Scalabriniani - 16 Missionari Scalabriniani - 2 Missionarie Secolari -3 Seminaristi
Le nazionalità rappresentate all’incontro erano: Argentini, Boliviani, Brasiliani, Cileni, Italiani, Paraguaiani, Peruviani, Portoghesi, Uruguayani.
4. La riscoperta di un carisma comune, ricco e articolato, ma saldo nella sua unità, ha caratterizzato gran parte dello spirito dell’incontro in tutti i suoi momenti più o meno intensi. I Laici Scalabriniani non hanno bisogno di un fondatore e nemmeno lo cercano: sanno di avere nel Beato Scalabrini il fondatore, il carisma e la spiritualità, e nella Congregazione Scalabriniana l’attuazione e lo svolgimento storico del carisma scalabriniano e quindi l’appoggio e l’accompagnamento di cui hanno bisogno per la loro crescita.
5. Tre immagini sono emerse dall’incontro di Guaporé che, per un interessante accostamento, rappresentano anche le tre esigenze fondamentali derivanti dall’incontro stesso:
a) Esigenza di Formazione integrata con esperienza di missione
Immagine: il bambino che cammina ed impara affianco
all'adulto
b) Esigenza di Organizzazione: Coordinamento
e Comunicazione
Immagine: La piazza al centro del villagio
c) Esigenza di Missione come invio
Immagine: Angeli con una sola ala
II. LA PAROLA AI LAICI
Nelle sedute di lavoro che fecero seguito all’incontro di Guaporé, il Segretariato si soffermò per cogliere i temi ed i punti più importanti che i Laici stessi avevano toccato e sottolineato, sia come fattore positivo che come aspetto critico, nella comune valutazione del loro lavoro e della loro esperienza di Laici Scalabriniani. Abbiamo riassunto i punti emersi in tre esigenze, ciascuna accompagnata da una sua immagine particolare captata nel corso dell’incontro giubilare:
1. Esigenza di
Formazione integrata con esperienza di missione
1. L’immagine del bambino che cammina ed impara affianco all’adulto viene dalla riflessione di uno dei gruppi. Con questo si vuole sottolineare che tanto i singoli, come i gruppi, riconoscono la necessità di una formazione più solida e più completa nella conoscenza del Beato Scalabrini e nell’approfondimento del suo carisma.
2. Per quanto riguarda l’identità del laico scalabriniano non vi è stata nessuna controproposta alla definizione corrente in Congregazione (Capitolo XI Doc. Finale nº 38), anzi tale definizione è stata unanimemente accettata come valida. Si è concordato, inoltre, che tale identità è intimamente connessa al processo formativo e alla conoscenza di Scalabrini, oltre che alla presenza di un impegno concreto per i migranti.
3. L’amore del laico scalabriniano per il Beato Scalabrini, l’attaccamento alla Congregazione Scalabriniana ed il suo amore per essa furono ampiamente testimoniati durante l’incontro, unitamente ad una volontà più volte espressa di approfondire la conoscenza di Scalabrini, la radicalità delle sue iniziative ed il coraggio apostolico che le ha motivate, e di familiarizzarsi con lo sviluppo storico del carisma scalabriniano e della sua spiritualità.
4. Tale formazione non consista unicamente di momenti separati con svolgimento di temi non sempre fra loro collegati, ma sia, piuttosto, un susseguirsi di temi legati da una palese continuità, uniformi nel contenuto e nella struttura e facilitati da tappe e da scadenze.
5. Si richiede la presenza di un punto di riferimento per materiale, programmi, sussidi, bibliografie accessibili a tutti.
6. Questa formazione non dovrebbe avere come solo oggetto il laico. Da più parti, infatti, viene volutamente sottolineato il bisogno di sensibilizzare i religiosi missionari scalabriniani allo specifico della vocazione laicale, alla presenza ed alla missione dei gruppi di laici scalabriniani nella formazione nei seminari, nella programmazione pastorale e nell’assistenza diretta al migrante. Si raccomanda che questo sforzo di sensibilizzazione abbia origine già fin dalla formazione iniziale e sia incluso nei programmi di formazione continua.
7. La formazione non è completa se non è integrata da una esperienza di missione. Per questo si sente forte il bisogno di creare spazi di missione, tanto nella propria area come in altre, per facilitare tale esperienza diretta di missione e di azione.
2. Esigenza di Organizzazione: Coordinamento e Comunicazione
· L’immagine della piazza del villaggio è stata riferita da una laica scalabriniana: la mentalità occidentale nel disegnare una piazza, crea già dall’inizio anche i passaggi ed assegna gli spazi secondo concetti artistici soggettivi, non sempre rispettati dagli utenti della piazza, mentre la mentalità orientale (giapponese) pur tracciando la piazza, lascia libero lo spazio osservando dove passa la gente e creando poi i passaggi conforme al bisogno e all’uso.
· Si sente il bisogno di rafforzare la struttura organizzativa a livello locale, di provincia e di area.
· Si eviti di incominciare sempre da capo assumendo atteggiamenti troppo critici, ma stabilire passi e schemi concreti per solidificare i gruppi locali.
· Nel caso tipico del Sud America, si costituisca un gruppo di tre persone rappresentanti i laici delle tre province. Queste persone, debitamente designate dalla base, potranno coordinare programmi ed incontri, promuovere iniziative di area, ed animare i gruppi di base.
· Si sente forte il bisogno di una più efficiente rete di comunicazione a tutti i livelli per condividere idee, esperienze e sfide nel processo formativo e nell’attuazione del carisma.
3. Esigenza di Missione
come invio
1. L’Immagine dell’angelo con una sola ala, è stata rilevata dal Segretariato stesso come frutto della valutazione dell’incontro: "Siamo angeli con una sola ala! Per poter volare dobbiamo abbracciarci!"
2. Sebbene l’accompagnamento del laico scalabriniano sia necessario fin dall’inizio con il processo formativo, esso diventa fondamentale per garantire la validità e l’efficacia della missione.
3. Gli spazi per la missione del Laico Scalabriniano tuttora esistenti non sono sufficienti. Laddove tali spazi non sono presenti, o sono perfino ostacolati, la comunità scalabriniana (nelle parrocchie, nelle missioni e nei centri di assistenza) si deve impegnare di più nell’aprirsi al ruolo del laico e a lasciarsi stimolare dalla sua presenza e dal suo impegno.
III. PANORAMICA DEL
MOVIMENTO LAICALE IN CONGREGAZIONE
I quattro rappresentanti di area del Segretariato hanno fatto una relazione documentata sulla presenza, sulle attività e sullo sviluppo del movimento laicale scalabriniano nella propria area. In base a queste relazioni verrà redatto in seguito un quadro delle presenze di laici scalabriniani nelle province e si farà un tentativo di lista delle varie tipologie. Da questo esame delle dinamiche locali emergono, comunque, evidenti aspetti positivi ed incoraggianti, come anche settori richiedenti maggior attenzione.
Elenchiamo, innanzitutto gli aspetti positivi che sono segni inconfondibili di un cammino già avviato.
1. Aspetti positivi: il cammino è iniziato.
· È iniziato il cammino nella maggior parte delle provincie. La fase teorica è stata superata. Vi sono persone singole e gruppi interessati, che hanno risposto da tempo all’appello della Congregazione espresso in modo particolare nel Capitolo XI.
· Di fronte alla poca apertura e alla mancanza di comprensione da parte di alcuni Religiosi e delle strutture parrocchiali, i laici dimostrano comprensione e pazienza e non si danno a critiche inutili.
· È alquanto evidente da tutte le relazioni che i Laici amano la Congregazione ed il carisma Scalabriniano. In particolare la presenza della donna conferisce al Carisma una preziosa e necessaria dimensione femminile di madre e di educatrice.
· Si sono fatti dei passi molto significativi nelle provincie nel preparare materiale e programmi di formazione per i laici. Mentre continua questo impegno in varie forme nel Sud America ed in Europa, vanno qui segnalate in modo particolare le Sette Unità Didattiche redatte con sforzo comune dai Segretariati delle due Province Nord Americane coadiuvati da laici competenti e generosi. Esse offrono unità e continuità di contenuto e di forma, ed assicurano una relativa uniformità di metodo didattico.
· Stanno sorgendo all’interno dei vari gruppi persone dotate di capacità per funzioni di guida in seno al movimento laico. Occorre quindi valorizzare queste persone ed apprezzare la loro testimonianza radicale al carisma scalabriniano che spesso costituisce uno stimolo e un richiamo anche ai confratelli religiosi.
· Nella concreta azione missionaria in cui sono impegnati, i laici sono mediatori fra le varie culture e nazionalità da cui essi stessi provengono, costruiscono ponti di dialogo e di mutua comprensione e, attraverso iniziative come la settimana o il giorno del migrante e pellegrinaggi, sensibilizzano la Chiesa locale all’accoglienza e all'alterità.
· È stato particolarmente edificante l’esempio di alcuni gruppi di laici nell’affrontare il problema economico: in modo particolare va segnalato il senso di solidarietà, lo spirito di iniziativa e l’ottica che mette anche la questione economica in funzione della missione.
2. Aspetti che
necessitano maggior attenzione
· È ancora insufficiente il ruolo di guida e di gestione dei gruppi da parte dei laici stessi, come appare ancora preponderante un certo paternalismo che intralcia un cammino di crescita e di libertà di azione.
· Appare evidente ovunque il bisogno di sensibilizzare i confratelli religiosi alla presenza ed alla vocazione del laico scalabriniano.
Ad Intra: vista l’azione ostacolante di alcuni confratelli religiosi, si introduca fin dalla formazione iniziale e nei momenti forti della formazione permanente (corsi di Piacenza e di area) il tema della vocazione e della missione scalabriniane del laico.
Ad Extra: le comunità (parrocchie e missioni) assistite dai confratelli scalabriniani devono essere sfidate ad essere comunità aperte tanto nell’accogliere il nuovo migrante come nel permettere ai "loro sacerdoti" di dedicarsi ad altri gruppi più bisognosi.
· Facendo uso dei documenti del Concilio Vaticano II e della Esortazione Apostolica di Giovanni Paolo II "Christifideles Laici", si raccomanda uno studio accurato sulla vocazione laicale nella Chiesa, permettendo ad essa lo spazio necessario alla crescita ed al servizio.
· Si sente maggiormente il bisogno di condividere materiali, sussidi, testimonianze, esperienze ed idee; si consideri, quindi, di stabilire un punto di riferimento centrale per informazioni a questo riguardo.
· Bisogna chiarire la funzione dei rappresentanti di area del Segretariato generale, e dei responsabili di Provincia, considerando la possibilità di affidare a loro il ruolo di animatori dei gruppi di laici nella propria area e provincia.
· È importante una preparazione adeguata dei laici al servizio del carisma. Si consideri, quindi, la sponsorizzazione di laici qualificati al SIMI per un approfondimento professionale del carisma scalabriniano.
· Coltivare maggiormente la spiritualità dei gruppi con ritiri, incontri di preghiera e di riflessione, ecc...
IV. PROPOSTE - UNO
SGUARDO AD UN PROSSIMO FUTURO
Dopo aver dato uno sguardo globale allo sviluppo in atto del Laicato Scalabriniano, il Segretariato crede opportuno offrire le seguenti proposte per appoggiare la crescita del movimento laico ed il suo inserimento progressivo nel carisma affianco alla Congregazione Scalabriniana.
1. Formazione
· Formazione Permanente: Il tema della vocazione laicale e la sua dimensione scalabriniana sia fatto oggetto di studio e di riflessione in seno a tutte le iniziative per la formazione permanente (corsi di Piacenza, corsi di area, incontri di comunità locale).
· Formazione Iniziale e Promozione Vocazionale: Non pensiamo di chiedere troppo se suggeriamo che i candidati alla vita religiosa ed al sacerdozio abbiano innanzitutto una buona base come laici scalabriniani, pronti al servizio ed al sacrificio. Ci sentiamo inoltre di raccomandare che la vocazione laicale in seno alla Chiesa ed al carisma scalabriniano sia elemento integrante nel processo formativo iniziale della Congregazione e nella pastorale vocazionale.
· Il Governo della Congregazione ed i Laici:
Il Segretariato prende atto con soddisfazione che il suo suggerimento di includere la presenza dei laici nelle Assemblee provinciali, almeno nei momenti in cui essi sono oggetto di relazioni o di dibattiti, è stato accolto in alcune province; ripropone, quindi, la stessa prassi anche per quelle province che ancora non hanno considerato l’integrazione del laicato scalabriniano in questo momento importante di verifica e di programmazione per la comunità provinciale ed il suo progetto missionario.
Il Segretariato chiede inoltre che la Promozione dei Laici Scalabriniani, che è parte del progetto missionario scalabriniano della Congregazione (XI Capitolo), sia sempre all’ordine del giorno delle Assemblee dei Superiori locali.
Il Superiore locale, inoltre, come garante del progetto missionario scalabriniano all’interno della sua comunità, deve estendere il suo ruolo di garante e promotore anche nei riguardi dei Laici Scalabriniani.
· Chiediamo alle province di studiare modi di sponsorizzazione di laici qualificati al SIMI in cambio di un servizio in seno alla provincia. Facciamo appello inoltre ai Centri Studi e di pastorale di rendersi disponibili alla formazione dei Laici Scalabriniani aiutandoli a conoscere la realtà migratoria contemporanea nella loro area.
· Avendo esaminato le varie proposte di processo formativo per laici in Congregazione, il Segretariato crede opportuno riprendere la sua proposta originale già espressa nel suo primo comunicato, chiedendo a tutti, laici e confratelli religiosi, che ciascuna delle quattro dimensioni in esso elencate (biblico-teologica, storica, socio-politica ed ecclesiale) sia integrata nelle proposte e nei programmi formativi.
· La proposta di formazione per i Laici Scalabriniani è stata recentemente arricchita dalla TRADITIO SCALABRINIANA che esprime la dinamica e la vitalità storica del nostro carisma e della sua carica spirituale. Nella sua versione di traccia e di strumento di lavoro questo documento prezioso, approvato formalmente dalle tre Direzioni Generali, è già stato consegnato ai rappresentanti dei Laici Scalabriniani delle tre provincie del Sud America. Allo stesso modo il Segretariato la propone anche per i gruppi laici nelle altre aree della Congregazione affinché anch'essi possano nutrirsi del suo ricco contenuto.
2. Spazi di azione missionaria
Pur disponendo di luoghi significativi per un impegno missionario in alcune aree della Congregazione, sono tuttora insufficienti le opportunità di servizio missionario offerte ai laici. Chiediamo, pertanto, alle parrocchie, missioni ed altre strutture e posizioni scalabriniane di creare spazi di impegno missionario per laici e di aprire a questo scopo le loro strutture.
3. La sfida economica
Il movimento laico, nel suo momento attuale di crescita e di sviluppo, ha bisogno anche di un appoggio economico. Si suggerisce una campagna di solidarietà in seno alla Congregazione per la creazione di un Fondo per Laici Scalabriniani. Eventuali somme provenienti da tale Fondo saranno devolute in vista di progetti specifici convalidati dai responsabili di provincia e di area.
V. CONCLUSIONE
In conclusione, facciamo uso di un altra immagine propostaci nell’Incontro Giubilare dei Laici Scalabriniani di Guaporé: "a montanha e a rua" – "oração e ação". In questa immagine, presa dallo stile di vita di Gesù stesso, che spesso si ritirava sulla montagna a pregare per poi scendere fra la gente ad evangelizzare e confrontarsi con la condizione umana, vediamo un modello di vita tanto per i Laici Scalabriniani come per i missionari che li accompagnano.
Scopriamo inoltre in essa la sorgente del coraggio apostolico di Scalabrini che unì "oração e ação" nella sua opera di vescovo e di fondatore. La testimonianza al carisma nel impegno quotidiano (a rua) sarà tanto più efficace e trasparente, quanto più sarà profondo ed intimo lo spirito di preghiera e di fiducia in Dio (a montanha).
P. Pietro P. Polo
Direzione Generale
P. Giovanni Corso
Area Sud America
P. Francisco Pellizzari
Area Nord America
P. Rui M. da Silva Pedro
Regione Europa
P. Mauro Conte
Area Australia/Asia
SECRETARIADO GERAL PARA A PROMOÇÃO DOS LEIGOS
SCALABRINIANOS
Guaporé – Passo Fundo, RS, Brasil: 2-8 de novembro de 2000
INTRODUÇÃO
O comunicado oficial redigido logo após o encontro do Secretariado Geral para a Promoção dos Leigos Scalabrinianos tinha exposto um programa de ação que previa, entre outros, uma série de encontros com os grupos de Leigos Scalabrinianos já atuantes há algum tempo nas áreas da Congregação e dentro das Províncias. O esquema dos encontros tinha sido, depois, aprovado pela XV Assembléia dos Superiores Maiores (Roma, 11-13 de outubro de 1999) como segue:
2000: Área Sulamericana
2001: Área Norteamericana
2002: Área Austrália/Ásia e Europa
2003: Congresso dos Leigos Scalabrinianos em Piacenza.
objetivo desses encontros de área, sempre segundo a XV ASM, era de:
verificar os tipos de presença e de empenho laical em cada uma das áreas;
identificar as tipologias e as formas de agregação mais idôneas;
fazer o inventário dos grupos e das aberturas missionárias para o leigo comprometido.
Guaporé 2000: seguindo o programa exposto acima, o segundo encontro do Secretariado Geral para a Promoção dos Leigos Scalabrinianos aconteceu na área sulamericana por ocasião do Encontro Jubilar dos Leigos Scalabrinianos das três províncias do Cone Sul realizado junto ao Recanto São Carlos – Centro de Fomação e de Espritualidade de Guaporé, de 2 a 5 de novembro de 2000. A participação do Secretariado Geral neste encontro serviu para reforçar a dimensão de Congregação do próprio encontro, e da internacionalidade do Carisma Scalabriniano. Dentro desta reunião animada e festiva, o Secretariado pôde constatar a vitalidade do Carisma e da Espritualidade Scalabriniana vividos nas várias modalidades e nos complexos contextos migratórios da vasta área da América do Sul e testemunhados por homens e mulheres de todas as idades e provenientes do rico mosaico de culturas e povos do Cone Sul.
Os grupos de Leigos Scalabrinianos provenientes das três Províncias Scalabrinianas da América do Sul estavam numericamente bem representados. Um rápido olhar nos dados que seguem evidencia a dimensão nova que o Espírito está abrindo ao carisma scalabriniano no mundo do laicado comprometido.
Prov. São José: 31 leigos - 2 sacerdotes
Prov. São Paulo 34 leigos - 3 sacerdotes - 1 irmão
Prov. São Pedro 44 leigos - 5 missionários - 3 seminaristas
Outros participantes 2 missionárias seculares
5 membros do secretariado geral
Total de presenças: 130 109 leigos scalabrinianos
16 missionários scalabrinianos
2 missionárias seculares
3 seminaristas
As nacionalidades representadas no encontro eram: argentinos, bolivianos, brasileiros, chilenos, italianos, paraguaios, peruanos, portugueses e uruguaios.
A descoberta de um carisma comum, rico e articulado, mas sólido na sua unidade, caracterizou grande parte do espírito do encontnro em todos os seus momentos mais ou menos intensos. Os Leigos Scalabrinianos não têm necessidade de um fundador, e nem o procuram: sabem ter no Bem-aventurado Scalabrini o fundador, o carisma e a espiritualidade, e na congregação scalabriniana a atuação e desenvolvimento histórico do carisma scalabriniano e, portanto, o apoio e o acompanhamento de que têm necessidade para o seu crescimento.
Três imagens emergiram do encontro de Guaporé que, por uma aproximação interessante, representam também as três exigências fundamentais derivadas do próprio encontro:
· Exigência de Formação integrada com experiência de missão - Imagem: a criança que caminha e aprende ao lado do adulto
· Exigência de Organização: coordenação e comunicação - Imagem: a praça no centro da vila
· Exigência de Missão como envio - Imagem: Anjos com uma asa só.
A PALAVRA AOS LEIGOS
Nas sesssões de trabalho que se seguiram ao encontro de Guaporé, o Secretariado parou para colher os temas e os pontos mais importantes que os próprios Leigos tinham tocado e sublinhado, tanto fator positivo como aspecto crítico, na avaliação comum do trabalho deles e da sua experiência de Leigos Scalabrinianos. Resumimos os pontos que emergiram em três exigências, cada uma acompanhada por uma imagem particular captada no decurso do encontro jubilar:
Exigência de Formação integrada com a experiência de missão
A imagem da criança que caminha e aprende ao lado do adulto vem da reflexão de um dos grupos. Com isto se quer sublinhar que, tanto os indivíduos como os grupos, reconhecem a necessidade de uma formação mais sólida e mais completa no conhecimento do Bem-aventurado Scalabrini e no aprofundamento de seu carisma.
Quanto à identidade do leigo scalabriniano não houve nenhuma contra-proposta à definição corrente na Congragação (Capítulo XI, Doc. Final no. 38); pelo contrário, tal definição foi unanimemente aceita como válida. Concordou-se ainda que tal identidade está intimamente ligada ao processo formativo e ao conhecimento de Scalabrini, além da presença de um compromisso concreto com os migrantes.
O amor dos leigos scalabrinianos para com o Bem-aventurado Scalabrini, o apego à Congregação Scalabriniana e o seu amor para com ela foram amplamente testemunhados durante o encontro, unidos a uma vontade muitas vezes expressa de aprofundar o conhecimento de Scalabrini, a radicalidade de suas iniciativas e a coragem apostólica que as motivou, e de familiarizar-se com o desenvolvimento histórico do carisma scalabriniano e da sua espiritualidade.
Tal formação não consista unicamente de momentos separados com desenvolvimento de temas não sempre interligados entre si, mas seja, antes, uma sucessão de temas ligados por uma clara continuidade, uniforme no conteúdo e na estrutura, e facilitados por etapas e tempos.
Pede-se a presença um ponto de referência para o material, programas, subsídios, bibliografias acessíveis a todos.
Esta formação não deveria ter somente como objeto o leigo. De vários lugares, de fato, é expressamente sublinhada a necessidade de sensibilizar os religiosos missionários scalabrinianos ao específico da vocação laical, à presença e à missão dos grupos de leigos scalabrinianos na formação nos seminários, na programação pastoral e na assistência direta ao migrante. Recomenda-se que este esforço de sensibilização tenha origem já desde a formação inicial e seja incluído nos programas de formação permanente.
A formação não é completa se não é integrada por uma experiência de missão. Por isto, sente-se forte a necessidade de criar espaços de missão, tanto na própria área como em outras, para facilitar tal experiência direta de missão e de ação.
Exigência de Organização: Coordenação e Comunicação
A imagem da praça da vila foi apresentada por uma leiga scalabriniana: a mentalidade ocidental ao desenhar uma praça, cria já no início também as passagens e designa os espaços segundo conceitos artísticos subjetivos, não sempre respeitados pelos usuários da praça, enquanto que a mentalidade oriental (japonesa), embora traçando a praça, deixa livre o espaço observando onde passam as pessoas e criando, depois, as passagens conforme a necessidade e o uso.
Sente-se a necessidade de reforçar a estrutura organizativa em nível local, de província e de área.
Evite-se iniciar sempre do zero assumindo atitudes demasiado críticas, mas estabelecer passos e esquemas concretos para solidificar os grupos locais.
No caso típico da América do Sul, se constitua um grupo de três pessoas representantes dos leigos das três províncias. Estas pessoas, devidamente designadas pela base, poderão coordenar programas e encontros, promover iniciativas de área e animar os grupos de base.
Sente-se forte a necessidade de uma rede de comunicação mais eficaz em todos os níveis para partilhar idéias, experiências e desafios no processo formativo e na atuação do carisma.
Exigência de missão como envio
A imagem do anjo com uma asa só, foi tomada do próprio Secretariado como fruto da avaliação do encontro: "Somos anjos com uma asa só! Para poder voar devemos nos abraçar!"
Embora o acompanhamento do leigo scalabriniano seja necessário desde o início com o processo formativo, ele se torna fundamental para garantir a validade e a eficácia da missão.
Os espaços para a missão do Leigo Scalabriniano existentes no momento não são suficientes. Lá onde tais espaços não estão presentes, ou são até obstaculizados, a comunidade scalabriniana (nas paróquias, nas missões e nos centros de assistência) deve se empenhar mais para abrir-se ao papel do leigo e deixar-se estimular pela sua presença e pelo seu compromisso.
PANORAMA DO MOVIMENTO
LAICAL NA CONGREGAÇÃO
Os quatro representantes de área do Secretariado apresentaram um relatório documentado sobre a presença, a atividade e o desenvolvimento do movimento laical scalabriniano na própria área. Em base a estes relatórios, será redigido a seguir um quadro das presenças de leigos scalabrinianos nas províncias, e se fará uma tentativa de lista das várias tipologias. Deste exame das dinâmicas locais emergem, de algum modo, aspectos positivos e encorajadores evidentes, bem como setores que requerem maior atenção.
Elencamos, antes de tudo, os aspectos positivos que são sinais inconfundíveis de um caminho já iniciado.
Aspectos positivos: o caminho iniciou
O caminho foi iniciado na maior parte das províncias. A fase teórica foi superada. Existem indivíduos e grupos interessados, que há tempo responderam ao apelo da Congregação expresso de modo particular no XI Capítulo.
Diante da pouca abertura e da falta de compreensão por parte de alguns Religiosos e das estruturas paroquais, os leigos demonstram compreensão e paciência, e não ficam fazendo críticas inúteis.
É um tanto evidente em todos os relatórios que os Leigos amam a Congregação e o Carisma Scalabriniano. Particularmente a presença da mulher confere ao Carisma uma preciosa e necessária dimensão feminina de mãe e educadora.
Foram feitos passos muito significativos nas províncias no preparar material e programas de formação para os leigos. Enquanto continua este compromisso de várias formas na América do Sul e na Europa, são assinaladas aqui de modo particular as Sete Unidades Didáticas redigidas conjuntamente pelos Secretariados das duas Províncias norteamericanas coadjuvados por leigos competentes e generosos. Elas oferecem unidade e continuidade de conteúdo e de forma, e garantem uma relativa uniformidade de método didático.
Estão surgindo dentro dos vários grupos pessoas dotadas de capacidades para função de guia dentro do movimento leigo. É preciso, portanto, valorizar estas pessoas e apreciar o seu testemunho radical do carisma scalabriniano que, com frequência, constitui um estímulo e um chamamento também para os coirmãos religiosos.
Na ação missionária concreta na qual estão empenhados, os leigos são mediadores entre as várias culturas e nacionalidades das quais eles próprios provêm, constroem pontes de diálogo e de mútua compreensão e, através de iniciativas como a semana ou o dia do migrante e romarias, sensibilizam a Igreja local para a acolhida e para a alteridade.
Foi particularmente edificante o exemplo de alguns grupos de leigos ao enfrentar o problema econômico: de modo particular deve ser asssinalado o sentido de solidariedade, o espírito de iniciativa e a ótica que coloca também a questão econômica em função da missão.
Aspectos que necessitam maior atenção
É ainda insuficiente o papel de guia e de gestão dos grupos por parte dos próprios leigos, como aparece ainda preponderante certo paternalismo que atrapalha um caminho de crescimento e de liberdade de ação.
Aparece evidente em toda a parte a necessidade de sensibilizar os coirmãos religiosos para a presença e para a vocação do leigo scalabriniano.
· Ad Intra: vista a ação obstaculizadora de alguns coirmãos religiosos, introduza-se desde a formação inicial e nos momentos fortes da formação permanente (cursos de Piacenza e de área) o tema da vocação e da missão scalabriniana do leigo.
· Ad Extra: as comunidades (paróquias e missões) assistidas pelos coirmãos scalabrinianos devem ser desafiadas a ser comunidades abertas tanto no acolher o novo migrante como no permitir aos "seus padres" de se dedicar a outros grupos mais necessitados.
Fazendo uso dos documentos do Concílio Vaticano II e da Exortação Apostólica de João Paulo II "Christifideles Laici", recomenda-se um estudo acurado sobre a vocação laical na Igreja, permitindo-lhe o espaço necessário ao crescimento e ao serviço.
Sente-se de modo especial a necessidade de partilhar materiais, subsídios, testemunhos, experiências e idéias; considere-se, portanto, estabelecer um ponto de referência central para informações a este respeito.
É preciso esclarecer a função dos representantes de área do Secretariado Geral, e dos responsáveis de província, considerando a possibilidade de confiar-lhes o papel de animadores dos grupos de leigos na própria área e província.
É importante uma preparação adequada dos leigos a serviço do carisma. Considere-se, portanto, o patrocínio de leigos qualificados para o SIMI para um aprofundamento profissional do carisma scalabriniano.
Cultivar de modo especial a espiritualidade dos grupos com retiros, encontros de oração e de reflexão, etc.
PROPOSTAS – UM OLHAR
PARA UM FUTURO PRÓXIMO
Depois de uma olhada global no desenvolvimento em cursos do Laicado Scalabriniano, o Secretariado acha oportuno oferecer as seguintes propostas para apoiar o crescimento do movimento leigo e a sua inserção progressiva no carisma ao lado da Congregação Scalabriniana.
1. Formação
Formação permanente: O tema da vocação laical e a sua dimensão scalabriniana seja feito objeto de estudo e de reflexão dentro de todas as iniciativas para a formação permanente (cursos de Piacenza, cursos de área, encontros de comunidade local).
Formação inicial e Promoção Vocacional: Não pensamos pedir demais se sugerimos que os candidatos à vida religiosa e ao sacerdócio tenham, antes de tudo, uma boa base como leigos scalabrinianos, prontos para o serviço e para o sacrifício. Sentimo-nos também de recomendar que a vocação laical dentro da Igreja e do carisma scalabriniano seja elemento integrante no processo firmativo inicial da Congregação e na pastoral vocacional.
O Governo da Congregação e os Leigos:
O Secretariado considera com satisfação que a sua sugestão de icluir a presença dos leigos nas Assembléias provinciais, pelo menos nos momentos em que se trata deles em palestras ou debates , foi acolhida em algumas províncias; repropõe, portanto, a mesma prática também para aquelas províncias que ainda não consideraram a integração do laicado scalabriniano neste momento importante de verificação e de programação para a comunidade provincial e para o seu projeto missionário.
· O Secretariado pede, também, que a Promoção dos Leigos Scalabrinianos, que é parte do projeto missionário scalabriniano da Congregação (XI Capítulo), esteja sempre na ordem do dia das Assembléias dos Superiores locais.
· O Superior Local, além disso, como garantidor do projeto missionário scalabriniano dentro da sua comunidade, deve estender o seu papel de garantidor e promotor também em relação aos Leigos Scalabrinanos.
Pedimos às províncias de estudar modos de patrocínio de leigos qualificados para o SIMI em troca de um serviço dentro da província. Fazemos apelo, além disso, aos Centros de Estudos e de pastoral de tornarem-se disponíveis para a formação dos Leigos Scalabrinianos ajudando-os a conhecer a realidade migratória contemporânea na sua área.
Tendo examinado as várias propostas de processo formativo para leigos na Congregação, o Secretariado acha oportuno retomar a sua proposta original já expressa no seu primeiro comunicado, pedindo a todos, leigos e coirmãos religiosos, que cada uma das quatro dimensões nele elencadas (bíblico-teológica, histórica, sócio-política e eclesial) seja integrada nas propostas e nos programas formativos.
A proposta de formação para Leigos Sclabrinianos foi recentemente enriquecida pela TRADITIO SCALABRINIANA que exprime a dinâmica e a vitalidade histórica do nosso carisma e de sua carga espiritual. Na sua versão de pista e de instrumento de trabalho, este documento precioso, aprovado formalmente pelas três Direções Gerais, já foi entregue aos representantes dos Leigos Scalabinianos das três províncias da América do Sul. Do mesmo modo o Secretariado o propõe também para os grupos leigos nas outras áreas da Congregação para que também eles possam nutrir-se do seu rico conteúdo.
2.Espaços de ação
missionária
Embora dispondo de lugares significativos para um compromisso missionário em alguma área da Congregação, são atualmente insuficientes as oportunidades de serviço missionário oferecidas aos leigos. Pedimos, portanto, às paróquias, missões e outras estruturas e posições scalabrinianas de criar espaços de compromisso missionário para leigos e de abrir para este fim as suas estruturas.
3. O desafio econômico
O movimento leigo, no seu momento atual de crescimento e desenvolvimento, tem necessidade também de um apoio econômico. Sugere-se uma campanha de solidariedade dentro da Congregação para a criação de um Fundo para Leigos Scalabrinianos. Eventuais somas provenientes de tal Fundo serão investidas em vista de projetos específicos convalidados pelos responsáveis de província e de área.
CONCLUSÕES
Cocluindo, fazemos uso de uma outra imagem proposta no Encontro Jubilar dos Leigos Scalabinianos de Guaporé: "a montanha e a rua" – "oração e ação". Nesta imagem, tomada do estilo de vida do próprio Jesus, que se retirava com frequência sobre a montanha para rezar para depois descer entre as pessoas para evangelizar e confrontar-se com a condição humana, vemos um modelo de vida tanto para os Leigos Scalabrinianos como para os missionários que os acompanham.
Descobrimos nela, além disso, a fonte da coragem apostólica de Scalabrini que uniu "oração e ação" na sua obra de bispo e de fundador. O testemunho do carisma no seu compromisso quotidiano (a rua) será tanto mais eficaz e transparente, quanto mais será profundo e íntimo o espírito de oração e de confiança em Deus (a montanha).
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CARTA A NUESTROS HERMANOS Y HERMANAS LAICOS
SCALABRINIANOS
Presentes en el Jubileo 2000
Guaporé, RS, Brasil: 2-5 noviembre 2000
En este año jubilar, tiempo de Gracias y Bendiciones, el Dios de la vida que se manifiesta en la Unidad de la Diversidad de Padre Misericordioso, del Hijo Salvador y del Espíritu Santo Consolador, hemos vivido la diaconía de la escucha, de la humildad, y de la alegría en cada uno y en todos ustedes.
Hemos podido compartir en esos días sus anhelos, sus dificultades, su entusiasmo y sus proyectos empapados de profunda fe y comunión entre ustedes, y amor al carisma Scalabriniano y a nuestra familia religiosa. Hemos experimentado el gozo y la alegría de ver crecer al niño que ya pronunció sus primeras palabras y ha hecho sus primeros pasos.
En ustedes, hermanos y hermanas laicos, hemos encontrado un fiel y comprometido compañero de camino, que hace reflorecer nuestra vocación y nos compromete aún más a la radicalidad evangélica misionera en nuestra consagración religiosa scalabriniana al servicio de los migrantes.
Hemos tocado con mano el sueño hecho realidad de un mundo sin fronteras, comprobado por su creatividad en enfrentar las dificultades geográficas, económicas, lingüísticas y culturales, que en lugar de debilitar la comunión, han fortalecido los lazos de amistad y fraternidad entre ustedes.
Nos hacemos eco de algunas inquietudes que han acompañado los días del Encuentro:
· No podremos enfrentar los desafíos de la migración, no podremos conocer nuestra identidad sin una formación integral de oración , de reflexión, de estudio, acompañada de la experiencia de solidaridad y de servicio al migrante. Felicitamos a todos los que en estos años han preparado y organizado encuentros locales y regionales, material formativo y colaborado con los encargados para la coordinación del Movimiento Laico en cada provincia.
· "Caminante no hay caminos, el camino se hace al andar..." Quisiéramos recalcar los caminos ya esbozados por ustedes conscientes de que "ser laicos"es una vocación que necesita ser estructurada en sus pasos, etapas y metas, dibujando unos objetivos y medios comunes e idoneos para la estabilidad de movimiento y credibilidad en la Iglesia.
· Los retos de la migración actual en América Latina han encontrado en algunos de ustedes respuestas valiosas y proféticas. Su empeño y autenticidad en este campo há invitado y despertado actividades y gestos de acogida y de caridad entre nosotros misioneros y misioneras seglares scalabrinanianos. En este proceso de re-descubrimiento progresivo del carisma scalabriniano, quisiéramos acompañar y ser acompañados por caminos todavía desconocidos e inciertos, pero iluminados por el espíritu de nuestro Fundador y por el clamor de nuestros hermanos y hermanas migrantes.
Por intercesión del Beato Juan Bautista Scalabrini, invoquemos al Dueño de la mies para que envíe obreros a sus campos, y habremos nuestros corazones y nuestras mentes a la acción del Espíritu Santo para que podamos recorrer juntos los nuevos caminos que Dios nos indica.
Secretariado General de los Laicos Scalabrinianos.
Passo
Fundo, RS: 9 noviembre 2000-11-08
3° Aniversario de la Beatificación del Fundador
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CARTA AOS NOSSOS IRMÃOS E IRMÃS, LEIGOS E
LEIGAS SCALABRINIANOS
Presentes no Jubileu 2000 de 2 a 5 de Novembro em Guaporé, RS, Brasil
Neste ano jubilar, tempo de graça e de benção, o Deus da vida, que se manifesta na unidade da diversidade do Pai Misericordioso, do Filho Salvador e do Espírito Santo Consolador, vivemos o serviço da escuta, humildade e alegria de cada um e de todos.
Nestes dias partilhamos as aspirações, dificuldades, entusiasmo e projetos cheios de fé profunda e comunhão, unidos ao amor pelo carisma Scalabriniano e a nossa família religiosa. Experimentamos a satisfação e a alegria de ver crescer a criança que já pronunciou suas primeiras palavras e realizou os primeiros passos.
Em vocês, irmãos e irmãs leigos, encontramos o fiel e