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Mons. Tomasi: morte immigrati è tragedia europea, vincere indifferenza

Written by Gabriele Beltrami on . Posted in Our Articles

medgravemain1apr14-468214Prosegue il confronto tra Unione Europea e Italia sulla questione dell’immigrazione. La Commissione europea, rispondendo al ministro dell’Interno Alfano, ha sottolineato che non sono possibili nuovi aiuti al governo italiano per affrontare gli sbarchi.
 
Intanto, il numero degli immigrati che perdono la vita nel Mediterraneo continua ad aumentare. Gabriele Beltrami ha intervistato a questo proposito mons. Silvano Maria Tomasi, osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite a Ginevra:

R. - La luce rossa d’allarme del disfunzionamento nelle relazioni tra Paesi è anzitutto data dal numero delle vittime, gli emigrati che si trovano sepolti nel cimitero silenzioso che è diventato il Mediterraneo. Le stime che riportano come dal 2000 al 2013 circa 23,000 immigrati siano morti nel tentativo di raggiungere i punti di entrata in Europa: Grecia, Lampedusa, Canarie, Spagna, non possono lasciarci insensibili.

Igreja e imigrantes nos Estados Unidos e Canadá

Written by Alfredo J. Gonçalves, CS on . Posted in Our Articles

BrazilDe acordo com Maria Aparecida de Moraes Silva, doutora e professora da UNESP, São Carlos, estado de São Paulo, Brasil, o espaço da Igreja, nos Estados Unidos, representa uma porta de entrada para muitos imigrantes brasileiros naquele país.
Trata-se de um lugar onde eles podem resgatar suas histórias pessoais e coletivas, além de suas expressões culturais. Ao mesmo tempo, podem receber ajuda significativa para acelerar o processo de integração no país de destino, inclusive na busca de trabalho e na a aquisição da cidadania estadunidense. O mesmo se pode dizer, evidentemente, com relação aos imigrantes que procedem do México, El Salvador, Guatemala, Nicarágua e outros Estados latinoamericanos, bem como aqueles que são originários dos países asiáticos. E o mesmo vale, igualmente, para os imigrantes que se destinam ao Canadá.

Beatificação de Madre Assunta Marchetti, missionária scalabriniana

Written by www.crbnacional.org.br on . Posted in Church

10544325 855472317798735 4652912735143719283 n“A beata Assunta, celebrada na AL, é sinal de uma Igreja que sai do centro em direção às periferias”, diz padre Sidney Dornelas.

A Igreja do Brasil está prestes a celebrar a beatificação de mais uma candidata à santidade que deu a vida pelos mais necessitados em terras brasileiras. Trata-se de Assunta Marchetti, uma missionária italiana que decidiu acompanhar seus compatriotas que,  em meados do século XIX, buscavam melhores condições de vida nas Américas e de maneira específica no Brasil.

Em entrevista concedida à assessoria de comunicação da beatificação, o assessor da CNBB para a Mobilidade Humana e para a Missão Continental, o missionário scalabriniano, padre Sidney Dornelas, falou sobre o significado da beatificação de Madre Assunta para a América do Sul e a importância da mesma em contexto de um grande fluxo de deslocamento de imigrantes que chegam ao Brasil e de um grande número de crianças que se tornam protagonistas no processo migratório e, sozinhas, buscam melhores condições de vida nos EUA.

Fatti di...ordinaria accoglienza

Written by Gabriele Beltrami on . Posted in Our Articles

fotoSi susseguono gli sbarchi a Reggio Calabria, ma assieme ad essi raccogliamo dalla viva voce dello scalabriniano P. Bruno Mioli, storie di vita che assomigliano alla nostra.
 
Prima che cominciasse il terzo maxi-sbarco di 1700 migranti, avvenuto lunedì 11 agosto, nel porto di Reggio da parte della nave S. Giusto nella marina militare, il Ministero dell’Interno aveva già predisposto la distribuzione di questa grande massa: 290 si sarebbero fermati a Reggio (ospitati nelle due palestra dello Stadio e della Scuola Boccioni, presso le quali erano ancora trattenuti circa un centinaio degli oltre mille sbarcati tre giorni prima); 416 erano assegnati a Taranti e il rimanente distribuito in altre 10 Regioni del Centro e del Nord. Provengono da molti Paesi,in particolare da Siria, Senegal, Costa d’Avorio, Egitto ed anche Pakistan.

Questa è la sintesi, la pura cronaca dei fatti, ma lo scalabriniano P. Bruno Mioli, direttore della Migrantes diocesana, ci tiene a raccontare qualcosa di più.

L'impegno odierno della Chiesa verso il fenomeno migratorio

Written by Gabriele Beltrami on . Posted in Church

46290 bigAnche la Chiesa in Europa segue papa Francesco nella sua “battaglia” per risvegliare le coscienze verso il dramma dei fratelli e sorelle migranti. Abbiamo intervistato mons. Silvano Maria Tomasi, osservatore permanente della Santa sede presso l'ONU di Ginevra, partendo da quanto, a suo parere, è prioritario e su quale risposta concreta la Chiesa sta dando a questa emergenza.

R. La Chiesa ha affrontato lo sviluppo delle migrazioni moderne con una sensibilità pastorale aperta a capire le implicazioni umane ed ecclesiali del fenomeno. Potremmo dire che già alla fine del secolo XIX.mo con le sue conferenze, scritti, attività legislativa e fondazioni assistenziali il beato Giovanni Battista Scalabrini ha lanciato sia la sociologia delle migrazioni che la cooperazione tra conferenze episcopali per una cura pastorale attenta alla dimensione culturale e di evangelizzazione. 

Reggio Calabria: P. Mioli, “Tra i migranti c’è un copione che si ripete”

Written by P. Gabriele Beltrami, cs on . Posted in In rilievo

4318Lo scorso sabato 2 agosto alle 16.00 la Prefettura dell’Unità di crisi di Reggio Calabria ha nuovamente convocato le parti coinvolte da mesi nell’accoglienza, comprese le realtà non istituzionali e quindi il Coordinamento ecclesiale capeggiato da P. Bruno Mioli, scalabriniano e direttore dell’Ufficio Migrantes della diocesi.

“Da parte nostra, ribadisce P. Bruno, abbiamo fatto presente che l’eccezionale consistenza degli sbarchi precedenti aveva quasi esaurito le nostre riserve di indumenti e calzature, tuttavia ci si sarebbe sforzati per rispondere il più possibile”. Di fatto, da lì a poco nel pomeriggio di domenica 3 agosto, si è ripetuto un ennesimo scenario, l’ottavo da aprile, che ha richiesto di rispondere prontamente a a tutte le urgenze del caso.

“Quanto all’identità dei nuovi ospiti non si sapeva ancora nulla, specifica P. Mioli, salvo il numero che si aggirava sui 250, con poche donne e un solo bambino”. Solo a sbarco avvenuto verso le ore 17.00 di domenica scorsa, il coordinamento ha potuto conoscere qualche dettaglio in più: la quasi totalità dei migranti erano eritrei, giovani, anzi giovanissimi, con 60 donne, molti minori fra i quali più di una ventina non accompagnati.