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Collana Traditio Scalabriniana n. 6 - Approfondimenti, Testimonianze, Meditazioni
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Comitato di redazione |
Anna Fumagalli, mss, Etra Modica, mscs, Giovanni Graziano Tassello, cs |
| Segreteria tecnica |
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PRESENTAZIONE Il n. 6 della Collana Traditio Scalabriniana viene dato alle stampe in un momento particolare della storia della Famiglia Scalabriniana. Il 9 novembre 2007 ricorre, infatti, il decimo anniversario della cerimonia di beatificazione di Giovanni Battista Scalabrini. Il 9 novembre 1997 in piazza San Pietro, papa Giovanni Paolo II aveva ricordato come «l’universale vocazione alla santità fu costantemente sentita e vissuta in prima persona da Giovanni Battista Scalabrini… Anelare alla santità e proporla a quanti incontrava fu sempre la prima sua preoccupazione». Il giorno successivo, ricevendo i pellegrini nell’aula Paolo VI, il sommo pontefice aveva ribadito: «Attraverso la sua mirabile opera a favore del popolo di Dio, mons. Scalabrini si propose di lenire le ferite materiali e spirituali di tanti fratelli costretti a vivere lontani dalla loro patria. Li sostenne nella difesa dei diritti fondamentali della persona umana e li volle aiutare a vivere gli impegni della loro fede cristiana. Quale autentico "Padre dei migranti", operò per sensibilizzare le comunità ad una accoglienza rispettosa, aperta e solidale. Era infatti convinto che, con la loro presenza, i migranti sono un segno visibile della cattolicità della famiglia di Dio e possono contribuire a creare le premesse indispensabili per quell’autentico incontro tra i popoli che è frutto dello Spirito di Pentecoste». L’eredità che abbiamo ricevuto in dono dal beato G. B. Scalabrini richiede da parte nostra un costante approfondimento ed una incarnazione della spiritualità scalabriniana là dove il Signore ci chiama ad agire. Il saggio di p. Gabriele Bentoglio ci aiuta a comprendere il «cammino travagliato della cattolicità» all’inizio della storia della chiesa: quella cattolicità così cara al cuore di Scalabrini e che è stata un tormento salutare non solo per i primi cristiani, ma per ogni nostra scelta pastorale. Scalabrini operò per sensibilizzare le comunità «ad un’accoglienza rispettosa, aperta e solidale». Questa accoglienza spesso non significa la soluzione immediata di problemi specialmente di fronte a situazioni apparentemente senza via d’uscita. Ma ciò – così sottolinea la testimonianza di Rita Bonassi – non impedisce l’incontro con la persona, vissuto nell’ascolto e nella stima. Accoglienza che è sguardo d’amore che gratuitamente riceviamo nella contemplazione, «uno sguardo che ci dona di cogliere con fede e stupore il mistero della Sua presenza in ogni persona». Tempo di festa, tempo di profezia e memoria, come ci ricorda sr. Maria Clotilde Di Noia. Occorre ritornare sempre di nuovo alle origini dell’intuizione di Scalabrini, farne memoria per divenire capaci di profezia.
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