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21. Lettera Pastorale di Monsignor Vescovo di Piacenza. 3 novembre 1881 (discorso di Leone XIII ai pellegrini italiani) Piacenza, Tip. G. Tedeschi, 1881, pp. 12.
Il pellegrinaggio a Roma, organizzato in riparazione dell'oltraggio recato alle spoglie di Pio IX, è stato di grande conforto per Leone XIII. Scalabrini però osserva che il discorso tenuto dal pontefice ai pellegrini italiani, è anche la conferma dell'asprezza degli attacchi mossi continuamente alla chiesa dai suoi oppositori. I fedeli della diocesi devono prenderne coscienza e leggere attentamente l'allocuzione papale il cui testo egli invia loro. Invita tutti a vigilare per non lasciarsi travolgere dalle insidie di coloro che disprezzano il cristianesimo e i ministri di culto; siano saldi nella fede e coraggiosi nella difesa della religione che professano. Voi tutti sapete, Venerabili Fratelli e Figli Nostri Carissimi, quale splendido risultato abbia avuto il pellegrinaggio italiano testè compiutosi a Roma. Chi non ne fu ammirato? Chi avrebbe osato sperarlo cotanto numeroso e solenne in tempi come questi così torbidi e calamitosi? Esso, la Dio mercé, riuscì degno veramente dell'Italia cattolica. Ne fremettero gli empii, ma a nulla valsero i loro fremiti se non a far meglio risaltare il cantico di amore e di fede che le migliaia e migliaia di generosi convenuti a Roma da ogni angolo di questa classica terra, composero in quel dì memorando, a nome anche degli assenti fratelli, attorno al più sublime de' troni; a nulla valsero se non a far meglio conoscere quanto sia grande la devozione, quanto invincibile l’attaccamento che i veri italiani conservano tuttavia verso l'augusta Sede di Pietro e il Supremo Gerarca della cattolica Chiesa, il magnanimo Leone XIII. Indicibile si è il conforto che ne ritrasse in tale occasione il paterno suo cuore, e di voi si lodò, a voi benedisse in particolare maniera, V. F. e F. C. per la parte segnalatissima che aveste allora nel concerto delle Diocesi sorelle. A voi pure, nella persona di que' fortunati che vi rappresentavano, Egli rivolse parole di eterna vita; parole che voi dovete, come dolce ricordo, portare altamente scolpite nell'animo e alle quali uniformar dovete pienamente la vostra condotta di cristiani cattolici.
Il discorso di Leone XIII ai pellegrini italiani è un nuovo
importantissimo documento, che rivela sempre più le gravi tristissime
condizioni in cui versano oggidì la Chiesa e il Papato per opera di
coloro, che la Chiesa e il Papato vorrebbero distrutto; è uno specchio
fedelissimo, che riflette al vivo le arti sataniche da essi adoperate per
riuscire, se fosse possibile, nell'empio proposito; è il grido del Duce
supremo, che ci avvisa dei pericoli onde siam circondati, che ci anima
all'azione e ci addita la via che dobbiamo tenere se vogliamo conseguire il
trionfo.
Noi quindi ve lo comunichiamo, o Dilettissimi, perchè .sia da tutti
conosciuto, letto e riletto e sia a voi tutti un'occasione propizia, o
Venerabili Fratelli, per esortare nuovamente i fedeli alle vostre cure
commessi, a raddoppiare lo spirito di zelo e di sacrificio nel difendere e
sostenere la causa della Religione, che è la causa di Dio.
Quello che Noi vi raccomandiamo sopratutto Carissimi Diocesani, si è
di tenervi bene in guardia contro le insidie e le provocazioni degli empii,
che mai non cessano, come vedete, di gittare il fango degl'insulti e delle
calunnie contro tutto ciò che vi ha di più santo sulla terra, studiandosi
per tal guisa di rendere spregevole in faccia agl'incauti l'autorità della
Chiesa e de' suoi sacri Ministri.
Vigilate, vi diremo coll'Apostolo,
poichè il demonio ora più che mai si agita e manda in giro i
suoi emissarii, e s'insinua, per mezzo di scritti e di giornali irreligiosi,
nelle vostre case affine di far strage delle anime vostre e delle anime de'
vostri figliuoli: state in fide,
state saldi nella fede, senza della quale è impossibile piacere a Dio, e
professatela francamente, apertamente e a fronte alta in faccia all'universo: viriliter agite, in una parola armatevi di fortezza e di cristiano
coraggio e fate conoscere che il vostro amore figliale alla Chiesa ed al Papa,
che ne è il Capo, è irremovibile; che siete e vi gloriate di essere
Cattolici Apostolici, Romani, e che come tali volete vivere e morire.
Pregandovi, o Dilettissimi, a ricordarvi di Noi
nelle vostre orazioni, e augurandovi da Dio l'abbondanza delle grazie
più elette, affettuosamente vi benediciamo, nel Nome del Padre, del Figliuolo
e dello Spirito Santo. Piacenza, dal
Nostro Palazzo Episcopale 3 Novembre 1881. †
Giovanni Battista Vescovo |
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