Bollettino di Informazioni
A cura della
Direzione
n. 3
Nuova serie - III trimestre 2003
1. Comunicazioni del Direttore dell’Istituto Storico
2. Frontespizio e schema del II volume su “Scalabrini e le Migrazioni”
3. Presentazione del volume di P. Giovanni Terragni sugli “Aspetti Istituzionali”
4. Indice degli argomenti del volume “Aspetti Istituzionali”
1. Comunicazioni del Direttore dell’Istituto Storico
E’ uscita il 1° settembre 2003 l’edizione provvisoria del secondo volume su “Scalabrini e le Migrazioni”, consacrato ai precedenti e allo sviluppo, dalle origini alla morte del Fondatore (1887-1905), della Associazione di Patronato S. Raffaele. Il testo è disponibile solo su dischetto e, per la sua voluminosità (più di 170 pagine) non può essere inviato per via e-mail. Chi desiderasse avere il testo su dischetto per consultazione o lettura critica può richiederlo alla direzione dell’Istituto Storico.
Questo secondo volume vuole essere un primo contributo alle celebrazioni del 1° centenario della morte del Fondatore, a motivo dell’interesse sempre più manifesto per lo sviluppo di progetti riguardanti la collaborazione organica con il laicato desideroso di operare nel quadro delle ispirazioni di Scalabrini.
Come supplemento di questo terzo numero del Bollettino di informazioni, P. Perotti ha redatto un testo di otto pagine che riassume i principali ammaestramenti che si possono ricavare dalla cronistoria dell’Associazione di Patronato: il parziale successo o l’insuccesso registrati nella realizzazione degli scopi che l’Associazione si era prefissa, indicandone le motivazioni esterne e interne quali risultano dalla ricostruzione storica.
Scalabrini e le migrazioni
Vol. II
L’Associazione di Patronato
“San Raffaele”
per gli Emigrati Italiani.
Precedenti, origini e
sviluppo dall’inizio (1887) alla morte del Fondatore (1905).
Schema del Contenuto
·
I
precedenti. La nascita in Germania della St. Raphael Verein nel 1868.
·
La
proposta a Scalabrini su suggerimento dell’Episcopato americano di creare una
organizzazione similare alla S. Raffaele tedesca.
·
Il
primo progetto di Scalabrini nei tre Opuscoli sull’emigrazione del 1887, 1888 e
1891.
·
Gli
statuti successivi della Società di Patronato del 1889, 1891 e 1894.
Influsso
del Prof. Toniolo nella loro redazione. La presidenza dell’Associazione
affidata all’Avv. Volpe Landi.
·
Riserve
verso l’Associazione da parte della corrente degli Intransigenti e difficoltà
con l’Opera dei Congressi Cattolici, in Italia.
·
L’inserimento
dell’Associazione di Patronato nella rete internazionale delle Società di S.
Raffaele (Germania, Belgio, Austria e Francia).
Relazioni tra Cahensly e Scalabrini. Il Convegno Internazionale di
Lucerna.
·
La
diffusione in Italia dei Comitati locali dell’Associazione di Patronato (Genova, Torino, Pisa, Lucca,
Treviso, Mantova, Padova, Roma).
·
Le
iniziative dell’Associazione per modificare la legislazione italiana
sull’emigrazione (Influsso sul Governo e sul Parlamento).
·
Le
Campagne di Stampa e le conferenze pubbliche per informare e sensibilizzare
l’opinione pubblica e combattere lo sfruttamento.
·
L’attività
di protezione e di prima accoglienza ai Porti di Genova, New York e Boston.
·
L’interessamento
dell’Associazione nella promozione di progetti di colonizzazione.
·
L’attività
di Scalabrini, Volpe Landi e Toniolo per sensibilizzare l’Opera dei Congressi
Cattolici alla problematica dell’emigrazione.
Presentazione del volume
“Aspetti istituzionali.
Dalla morte del Fondatore al 1934”
Sebbene nel 2° numero del Bollettino di
Informazioni abbiamo già pubblicato la presentazione del Volume sugli Aspetti
Istituzionali della Congregazione Scalabriniana, la riprendiamo in maniera più
aggiornata, indicandone anche una nota conclusiva.
La grande migrazione, iniziata dopo la metà
del XIX secolo, aveva trovato la Chiesa impreparata a seguire questo fenomeno
che si presentava come esodo di massa delle popolazioni cattoliche. Scalabrini
fu tra i primi vescovi ad affrontare il problema di un’assistenza specifica,
religiosa e sociale, dei migranti cercando di armonizzare la tutela del proprio
patrimonio culturale come mezzo privilegiato per esprimere la propria identità
e religiosità con la necessità di integrarsi nel nuovo contesto.
Scriveva ai suoi missionari:
“Continuate
ad impiegare quanto avete di ingegno e di forze per il benessere religioso,
morale e civile dei nostri connazionali, e pur studiandovi di mantenere vivo in
essi l’amore alla madre patria, guardatevi dal fomentare tra essi qualunque
cosa che possa renderli separati dai nuovi loro concittadini o distaccarli come
che sia dagli altri fedeli”.
L’intervento di Scalabrini nel mondo
dell’emigrazione aprì una nuova strada e costituì una novità rispetto a
pastorale tradizionale, incentrata fortemente sulla territorialità
parrocchiale. La fondazione di una Congregazione religiosa con il precipuo
scopo dell’assistenza agli emigranti, apparve ai suoi contemporanei, coraggiosa
e profetica.
Il vescovo di Piacenza aveva intuito che il
fenomeno migratorio sarebbe continuato nel tempo, senza soluzione di continuità
e avrebbe caratterizzato i secoli futuri, nel rimescolamento dei popoli per la
costruzione di un’umanità in cui le diverse espressioni culturali, linguistiche
e religiose avrebbero potuto confrontarsi, convivere e interagire.
“Mentre le
razze si mescolano, si estendono e si confondono, attraverso il rumore delle
nostre macchine, al di sopra di tutto questo lavorìo febbrile, di tutte queste opere
gigantesche, e non senza di loro, si va maturando quaggiù un’opera ben più
vasta ben più nobile, ben più sublime: l’unione in Dio per Gesù Cristo di tutti
gli uomini di buon volere”.
“La fratellanza universale e l’uguaglianza
umana, appena intuite da qualche filosofo dell’antichità, diventano i cardini
del Vangelo, della buona novella che redense il mondo e avviò l’umanità ai suoi
alti destini. L’amore di Dio affratella tutti gli uomini, perché figli di Dio,
fratelli nella fede e nell’amore”.
“Dio è Padre di tutti, degli ebrei come dei
gentili; che fa risplendere il sole sui buoni ugualmente che sui malvagi; che
manda la pioggia sul campo dei giusti, come su quello dei peccatori…E come egli
ama noi, così vuole che amiamo i nostri fratelli, cioè a dire tutti gli uomini
senza distinzione e senza eccezioni di sorta”.
La storia, finora, ha ampiamente dimostrato
la validità di queste intuizioni.
La prima parte del breve studio storico-giuridico (pag. 1-140), dal titolo “Aspetti istituzionali” (1905-1934), vuole approfondire solo alcune questioni fondamentali della storia della Congregazione.
Conclusione
Da questo breve excursus sugli aspetti
istituzionali della Congregazione emerge chiara una verità, fondata sui
documenti, che, cioè, la vitalità della Congregazione è direttamente
proporzionale alla fedeltà al carisma del Fondatore e a quello dei primi
missionari che con lui condivisero l’ideale nei primi anni dell’Istituto.
Dimenticarli o prescindere da loro significa andare incontro agli stessi errori
del passato.
Il Fondatore maturò il suo progetto di
assistenza agli emigrati in modo prudente e graduale, quasi volesse verificarne
la forma più adatta per suo Istituto. Per comprendere gli avvenimenti di un periodo
difficile della Congregazione che va dalla morte del Fondatore fino alla
reintroduzione dei Voti perpetui (1934) è, quindi, necessario riscoprire la
forma originaria voluta da Scalabrini per il suo Istituto.
La morte lo colse mentre operava per dare
definitiva forma alla sua Congregazione.
L’opera di Scalabrini da semplice “Pia
unione” all’inizio (1887), con la professione dei voti quinquennali, si è
giuridicamente modificata, prima, in “Congregazione religiosa in senso largo”
(1888), poi, con i Voti perpetui, in “Congregazione religiosa in senso stretto”
(1894/1895); e in seguito con il giuramento perpetuo, nuovamente, in
“Congregazione religiosa in senso largo” (1908), denominata, dopo la
promulgazione del Codice di diritto canonico nel 1917, “Società di vita comune senza i voti” (1925). Infine, con la
reintroduzione dei voti perpetui nel 1934, nuovamente, in “Congregazione
religiosa propriamente detta”.
In ragione del particolare fine missionario,
l’Istituto venne approvato dalla S. C. di Propaganda Fide, anziché da quella
dei Vescovi e dei Regolari, poiché il suo apostolato, all’inizio, si svolgeva
principalmente in territorio dipendente da Propaganda. In seguito alla
promulgazione della Costituzione apostolica “Sapienti Consilio” (1909) il territorio degli Stati Uniti venne
sottratto alla S.C. di Propaganda e così ’Istituto passò alle dipendenze della
nuova Congregazione dei Religiosi. Nel 1912 Pio X affidò la direzione
dell’assistenza agli emigranti di rito latino alla S.C. Concistoriale (1912), e così anche la Pia Società, passò,
alla dipendenza della Concistoriale. Tuttavia, a causa degli avvenimenti
bellici, solo nel 1922 poté passarvi in modo parziale, e in seguito con una
dipendenza totale nel 1924.
Il fervore dei chierici della Casa Madre, tra
cui, allora, emergeva già come leader il suddiacono Francesco Tirandola;
l’impegno, sovente eroico dei missionari nel Nord e Sud America; le sagge
direttive del Card. Rossi, allora nostro Superiore Generale, hanno riportato
l’Istituto, nel 1934, alla forma originaria voluta dal Fondatore.
Infine, nel 1951, terminato il tempo della
tutela giuridica dal parte della Concistoriale, la Congregazione Scalabrinana
riacquista la sua piena autonomia giuridica.
Nel frattempo anche il fine della
Congregazione si è ampliato, abbracciando tutte le etnie, sulla scia delle
intuizioni già presenti nel Fondatore.
Il costante riferimento al carisma e alla
spiritualità del Fondazione è , quindi, da considerarsi come l’essenziale
elemento unificante in una Congregazione aperta a tutte le etnìe e che, ormai,
ha gli stessi confini del mondo.
E’ importante, quindi, conoscere la storia
delle proprie origini e gli sviluppi successivi, poiché: “Quelli che non conoscono il
passato sono destinati a ripeterne gli sbagli”
“Quando
gli Scalabriniani conservano lo spirito del Fondatore,
li
crederei preferibili a tanti altri” (Mons. Amleto Cicognani)
P. Giovanni Terragni
I Progetto di G. B. Scalabrini (1887-1905): Congregazione religiosa di Missionari per gli emigrati (1887-1905)
I fase: Associazione di Sacerdoti per gli emigrati italiani nelle Americhe
II fase: Voti religiosi quinquennali (1888) – Regole ad experimentum quinquennale
III fase: Voti religiosi perpetui (1894) – Regolamento ad experimentum decennale
Iter per l’approvazione del Regolamento del 1895
Giuramento di rimanere in Congregazione per i missionari di voti quinquennali negli Stati Uniti (1901)
Alla ricerca di definitive soluzioni (1904-1905)
II Progetto-riforma di P. Domenico Vicentini (1905-1919): Il problema dell’uguaglianza giuridica
La Congregazione dopo la morte del Fondatore (1905
Elezione di P. Vicentini, Superiore Generale
Iter per la riforma della struttura della Congregazione
Regolamento (1908)
Commutazione dei voti religiosi in Giuramento perpetuo di perseveranza (1909)
Primo Capitolo Generale (1910)
III Progetto di P. Pacifico Chenuil (1919-1924). Aggregazione di sacerdoti come Scalabriniani
II Capitolo Generale (1919)
Lettere di P. Chenuil
Accuse e delazioni
Relazioni alla S. Sede : di P. Enrico Preti
di P. Pacifico Chenuil
di P. Domenico Vicentini
Visita apostolica di P. Cimino e Relazione alla S. Sede (1923)
Intervento della S. Sede: perdita dell’autonomia giuridica
IV Progetto della S. Sede
Il Governo dei Cardinali: Gaetano De Lai (1924-1928); Carlo Perosi (1928-1930); Raffaello
Carlo Rossi (1930-1948); Adeodato Piazza (1948-1951)
Visita apostolica e Relazione alla S. Sede di Mons. Amleto Cicognani (1924)
Statuti (1925)
Professione dei Voti perpetui: Piacenza 8 aprile 1934
· E’ ormai ultimata la raccolta e la trascrizione dell’epistolario spedito da P. Colbacchini (267 lettere comprendenti 378 fogli, di cui 96 lettere indirizzate a Scalabrini, 67 all’Internunzio Apostolico a Rio de Janeiro, Mons. Spolverini, 39 a D. F. Bonato (missionario vicentino in Brasile, suo collaboratore), 17 a P. Rolleri, 10 a P. Molinari e 4 a Volpe Landi. Rimane una verifica da compiere sull’epistolario ricevuto da Colbacchini sia da parte di Scalabrini che dai vari Confratelli.
Delle 267 lettere raccolte, elencate per ordine cronologico, gli archivi provinciali delle due province Brasiliane possono fare richiesta di fotocopia della trascrizione all’Istituto Storico o all’Archivio Generale, qualora risultassero mancanti nei loro archivi.
· Su suggerimento del Superiore Generale e con l’accordo dei Superiori Provinciali del Brasile, P. Giovanni Terragni, archivista generale, compirà una visita alle due Province allo scopo di studiarne gli archivi provinciali e raccogliere ogni utile informazione sulla documentazione consultata in alcune sedi missionarie.
La visita è programmata nell’autunno p. v.
· In occasione del Congresso Mondiale sulla Pastorale Migratoria, organizzato dal Pontificio Consiglio, che si terrà a Roma dal 17 al 22 novembre p. v., si terrà il primo incontro del Comitato Promotore interno all’Istituto Storico di cui sono membri: P. Sisto Caccia, P. Guglielmo Bellinato, P. Fabio Baggio, P. Stelio Fongaro, P. Mario Santillo, P. Giovanni Graziano Tassello, P. Lidio Tomasi.
L’incontro si terrà nel pomeriggio di lunedì 24 novembre p. v. e proseguirà la mattina di martedì 25.
· Si stanno raccogliendo in un documento informatico, per ulteriori pubblicazioni, gli Statuti e regolamenti diversi pubblicati dalle origini della Congregazione (dal 1887 in poi).